domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:33
23 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:44

Memorial Pazzagli, Spalletti: «Andrea era eccezionale». Ravanelli: «Lo ricordo in Nazionale»

Tanti ex grifoni in campo per la solidarietà allo stadio di Ellera: incasso devoluto all'associazione di Leonardo Cenci

Memorial Pazzagli, Spalletti: «Andrea era eccezionale». Ravanelli: «Lo ricordo in Nazionale»

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di Giulio Nardi 

In campo amici e ed ex compagni di squadra, nel pomeriggio di lunedì, per ricordarlo tutti insieme: Andrea Pazzagli se ne è andato troppo presto all’età di 51 anni nell’estate di sei anni fa.  Per i romantici del calcio è stato l’eroe di Tokyo dove nel 1990 con il Milan conquistò il titolo di campione del mondo di club contro l’Olimpia Assuncion. Prima ancora era stato protagonista in Coppa Campioni sempre con i rossoneri. Il periodo con la squadra di Sacchi ha rappresentato il picco più alto della  carriera di Pazzagli trascorsa anche a Perugia a metà degli anni 80.

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Triangolare  L’ Onlus “Avanti Tutta” dell’infaticabile Leonardo Cenci ha voluto dedicargli  un triangolare di beneficenza il cui ricavato è stato devoluto proprio all’associazione perugina che ha curato l’ organizzazione con la collaborazione preziosa di Marco Gori.  L’ex grifone è stato capace infatti di portare allo stadio comunale  di Ellera, gli  straordinari campioni della storia recente del calcio italiano come Ravanelli e Di Livio ma anche allenatori arrivati ai massimi livelli internazionali come Landucci, secondo di Allegri alla Juventus e  il tecnico della Roma Luciano Spalletti.

Uomo eccezionale Proprio il trainer giallorosso ha  parlato di Andrea Pazzagli sia come avversario che come amico: «Giocarci contro non era facile, era una grande campione. Ricordo di lui la grande qualità di professionista  e l’umiltà in campo e fuori.  Un amico sempre disponibile, persona davvero eccezionale». Anche Fabrizio Ravanelli è riuscito ad essere presente: «Io ricordo Andrea ai tempi in cui era allenatore dei portieri della Nazionale nel periodo in cui ero arrivato in azzurro. A lui va un pensiero di grande affetto».

 

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