sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 05:11
22 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:09

Mattarella a Perugia: «Giornalismo è l’ossatura della consapevolezza della società»

Il presidente inaugura la Scuola di Ponte Felcino poi visita la Galleria nazionale dell'Umbria accolto dai bambini

Mattarella a Perugia: «Giornalismo è l’ossatura della consapevolezza della società»
Mattarella parla alla Scuola di giornalismo di Perugia (Foto F.Troccoli)

di Ivano Porfiri

«Il giornalismo costituisce l’ossatura della consapevolezza di qualunque società. Nella consapevolezza di sé stessa anzitutto». È intervenuto a braccio e fuori programma, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per rivolgersi direttamente agli allievi della Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, nel corso della cerimonia per l’inaugurazione del 13esimo biennio.

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L’augurio di Mattarella «Vi vorrei dire – ha sottolineato Mattarella – che avete scelto una prospettiva e un percorso professionale impegnativo, che come tutti i percorsi professionali, all’inizio, guardando al futuro e alle sue incognite, appare appare condito di difficoltà. Ma è un percorso con uno sbocco e un’attività cruciale e affascinante, quella che dà uno sguardo sul mondo e ne offre agli altri la lettura. Non sta a me ma alla Scuola suggerirvi il modo in cui si interpreta questo lavoro, i valori che coinvolge, gli elementi di fondo della convivenza che raccoglie in sé. A me sta soltanto farvi un augurio molto intenso. Un ringraziamento alla Scuola per l’attività che svolge e formulo tanti auguri per il vostro futuro».

MATTARELLA ALLA GALLERIA NAZIONALE: «VISITA SORPRENDENTE»
VIDEO: PARLA MATTARELLA

Dalla Scuola alla Galleria Il Capo dello Stato è arrivato poco prima delle 11 alla scuola di Ponte Felcino. Ha ascoltato gli interventi del presidente della Scuola, Nino Rizzo Nervo, e del direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, prima della lectio magistralis sulla ‘Libertà di informazione’ di Paolo Mieli. Quindi ha deciso di prendere la parola per il breve augurio ai futuri giornalisti. Successivamente, è salito in auto alla volta della Galleria nazionale dell’Umbria, per una visita privata, accompagnato dal direttore Marco Pierini. All’arrivo, Mattarella è stato accolto dai bambini della scuola San Paolo.

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Rizzo Nervo Tornando alla cerimonia della Scuola, fondata il 27 febbraio 1992 dalla Rai insieme all’Università di Perugia, è stato Rizzo Nervo a ricordare «gli oltre 500 giornalisti formati, molti dei quali hanno fatto carriere importanti, come la presidente Rai Monica Maggioni». Il presidente della Scuola ha sottolineato come «parlando con gli studenti oggi emerge la preoccupazione per il futuro, alla luce dei cambiamenti della società e del modo di fare informazione. Io ritengo, invece, che il ruolo sociale del giornalista assuma un’importanza sempre maggiore per distinguere il vero dal falso e offrire chiavi di lettura nel flusso inarrestabile di informazioni. Per sopravvivere, però, il giornalista deve saper cogliere il cambiamento, deve saper governare e ordinare quel flusso che sorge dal groviglio di fonti e tecnologie».

Campo Dall’Orto Anche Campo Dall’Orto ha seguito il tema citando Sergio Zavoli quando ha detto che «la vera rivoluzione non è il cambiamento ma la velocità del cambiamento». «Siamo in continua accelerazione – ha rimarcato – e fare il giornalista è uno dei compiti più difficili. La Rai ha la missione di offrire in questo contesto un’informazione obiettiva per i cittadini. Per farlo sta diventando sempre di più una ‘media company’ in grado di agire su ogni piattaforma. E spingendo verso la meritocrazia e l’apertura al talento».

Cardinale Bassetti «Il giornalista – ha evidenziato il cardinale Gualtiero Bassetti – diventa la voce se ha un discernimento anche degli ultimi, dei poveri e di chi non ha voce. Chi non ha voce da chi può ricevere la possibilità di essere sostenuto? E un giornalista ha anche questo ruolo: un grido buono, un annuncio buono per il futuro. In fondo anche il giornalista è un messaggero laico di una buona notizia. Come ho detto agli allievi della Scuola di giornalismo, Euanghèlion vuol dire annuncio di una buona notizia: io in senso religioso, voi in senso laico, siamo tutti chiamati a portare questa buona notizia». Nel formulare gli auguri agli allievi, il porporato ha anche evidenziato quanto la formazione sia importante per chi si appresta a svolgere «questa professione meravigliosa». Il cardinale ha molto apprezzato l’intitolazione delle borse di studio consegnate ad alcuni allievi della Scuola a figure esemplari di questa professione, come Dante Ciliani, presidente dell’Ordine dei giornalisti umbri scomparso prematuramente un anno fa, che Bassetti ha avuto modo di conoscere e apprezzare come uomo e professionista di quell’informazione che va alla ricerca della verità e la formazione di chi svolge questo mestiere, come di tanti altri, si fa anche prendendo esempio da validi testimoni.

Marini La presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, al termine della visita si è detta «molto contenta» della decisione di tornare in Umbria in «due luoghi di grande rilievo» come la Scuola e la Galleria nazionale, «che rappresentano per la cultura della nostra regione delle eccellenze. Dalla Scuola di giornalismo, dove si formano professionisti cui è affidato un delicato lavoro, quello di essere protagonisti qualificati dell’impegnativo compito di informare. E poi la Galleria nazionale, dove il presidente Mattarella ha avuto modo di ammirare il prezioso e bellissimo patrimonio d’arte che vi è custodito, ma ha anche potuto conoscere i tanti progetti che sono in cantiere per una maggiore valorizzazione della Galleria quale straordinario contenitore di arte e cultura, e per questo un grande ‘attrattore’ di turismo». Marini ha inoltre rivolto un ringraziamento pubblico al prefetto e al questore di Perugia, Raffaele Cannizzaro e Carmelo Gugliotta, ai comandanti dell’Arma dei carabinieri, della guardia di finanza, del Corpo forestale dello Stato, dei vigili del fuoco e delle polizie municipali e provinciale, e soprattutto alle centinaia di donne e uomini delle forze dell’ordine, «per il lavoro straordinario svolto in questi quattro giorni in Umbria, per garantire la massima sicurezza dello svolgersi di eventi di grandissima rilevanza, e per questo particolarmente impegnativi sotto il profilo della sicurezza e dell’ordine pubblico», sottolineando come «questa impegnativa opera di vigilanza e sorveglianza si è svolta con modalità che hanno saputo salvaguardare il modo di essere dell’Umbria e degli umbri, discreti ma allo stesso tempo accoglienti».

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