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12 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:16

Marini e il primo anno di governo: «Risultati grazie ad azione chiara». Niente discussione su Barberini

In aula la relazione sullo stato di attuazione del programma: «Sostegno alle imprese e inclusione sociale sono state le priorità». Le opposizioni attaccano: «Neanche una parola sulla crisi di giunta»

Marini e il primo anno di governo: «Risultati grazie ad azione chiara». Niente discussione su Barberini
Catiuscia Marini in Consiglio regionale

Dieci milioni di euro tagliati dal bilancio della Regione nel 2015 grazie a un «lavoro di riordino e di razionalizzazione che ha riguardato la spesa corrente» e, più complessivamente, «risultati ottenuti grazie a un’azione di governo chiara». Le parole sono della presidente Catiuscia Marini che martedì in consiglio regionale ha tenuto la relazione sullo stato di attuazione del programma di governo e sull’amministrazione regionale per il 2015. Un intervento a 360 gradi che ha toccato tutte le materie sulle quali la giunta è intervenuta. In particolare la presidente ha indicato due assi lungo i quali l’azione si è sviluppata: quello del sostegno alla capacità di innovazione delle imprese e quello dell’inclusione sociale. «Per le politiche sociali – ha detto – abbiamo speso il 43 per cento contro una media italiana del 34».

La relazione Marini ha rivendicato poi l’invarianza della pressione fiscale e la «massima attenzione» posta nell’attuazione delle politiche di coesione. Nel corso del suo intervento la presidente ha parlato anche delle politiche di coesione, della strategia per le aree interne (quella dell’Orvietano e poi quella dell’Eugubino-Gualdese), della riforma delle province e della riduzione del personale della Regione: «Attualmente – ha detto – sono poco più di 1.100, uno dei dati più bassi degli ultimi 20 anni». Un 2015 in cui, secondo Marini, si conferma una «situazione di complessiva solidità finanziaria» e in cui si è lavorato per il sostegno alla competitività delle imprese e sulla formazione.

Formazione E proprio in tema di formazione, questi i numeri del programma Garanzia giovani per quanto riguarda il biennio 2014-2015: 22.700 domande di cui solo 11mila 700 avevano le caratteristiche richieste; di questi 11.700 presi in carico 10.200 hanno beneficiato degli strumenti previsti e 3.100 giovani di questi hanno avuto una possibilità di lavoro. «Dati rilevanti – ha detto Marini – che ci hanno spinto a pensare ad una misura di garanzia giovani regionale finanziata con il fonde sociale europeo». Da ultimo la presidente ha accennato anche alla prossima apertura della Quadrilatero (il 28 luglio arriverà per l’occasione anche il premier Renzi), alla lotta alla povertà con provvedimenti come il Sia, recentemente approvato, e a quelli in materia di sanità (su tutti il riordino dei punti nascita e la riorganizzazione dell’offerta della rete ospedaliera pubblica e privata).

Caso Barberini Di sanità, e in particolare della vicenda di Luca Barberini, avrebbero voluto parlare martedì in aula le opposizioni. Il M5S ci ha provato con una mozione di Carbonari, respinta, così come quella del centrodestra che chiedeva una rimodulazione del programma di governo presentato in aula un anno fa dalla presidente. «Luca Barberini torna in giunta – commenta la Lega – e neanche il tempo di sedersi con gli altri assessori che al primo pretesto, una interrogazione di question time proposta dal “collega” di maggioranza Eros Brega, arriva subito un attacco frontale al nuovo direttore generale dell’azienda ospedaliera di Terni, Maurizio Dal Maso». Una Lega che giudica «irrispettoso» il fatto che l’aula non abbia discusso del rientro di Barberini: «Cosa è cambiato rispetto a prima – si chiedono – o cosa cambierà? Chi e perché ha convinto l’assessore a tornare sui suoi passi? Che tipo di accordi ci vengono nascosti?». «Abbiamo riportato la Giunta alla piena funzionalità, anche numerica – si è limitata a dire sul punto Marini -, e giudico positivo il rientro dell’assessore Barberini. Il documento politico che abbiamo redatto contiene vari obiettivi da raggiungere».

L’opposizione La relazione della presidente è stata approvata attraverso una risoluzione con gli 11 sì della maggioranza e i 7 no dell’opposizione. Nel corso del dibattito Raffaele Nevi (FI) ha parlato di una «ricostruzione tecnica che non dice nulla sulla crisi della maggioranza e sul necessario cambio di passo più volte annunciato». Claudio Ricci invece vede nella relazione «un’Umbria che oscilla tra il recupero e il ritardo. I poli di innovazione dovrebbero rappresentare la parte prioritaria per lo sviluppo». Un passaggio sul tema Macroregione lo ha dedicato il leghista Mancini, che ha chiesto «chiarezza sul protocollo firmato con Toscana e Marche». Parole alle quali Marini ha replicato spiegando che, d’intesa con la presidente dell’assemblea Porzi, si terrà in aula «un momento di discussione».

Il dibattito Bocciatura senza appello da parte di Squarta (FdI), che sulle parole della presidente esprime «un giudizio ampiamente negativo. In realtà la crisi che ha paralizzato per quattro mesi l’operato del consiglio regionale era una farsa». Duro anche Liberati (M5S): «La nostra controverità – dice – è che i vari piani dell’amministrazione Marini non ci convincono, quando non sono un autentico fallimento». Il giudizio da parte della maggioranza è invece opposto: secondo Chiacchieroni (Pd) «il quadro odierno della relazione della presidente vede il processo di riforme abbastanza avanzato. È il momento dei cofinanziamenti, le imprese sono disponibili e ci sono bandi con risorse da intercettare». Semaforo verde anche da parte del socialista Rometti: «Sulla relazione – ha detto – esprimo un giudizio positivo perché le questioni centrali sono in corrispondenza con quello che la Regione aveva programmato».

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