venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:06
23 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:23

Marcia della pace Perugia-Assisi, gli organizzatori: «Atto dovuto contro muri e indifferenza»

Presentato l'appuntamento del 9 ottobre, Lotti: «Partecipino tutti coloro che credono che si possa cambiare questo stato di cose». Bassoli: «Impegnati da Lampedusa al Brennero»

Marcia della pace Perugia-Assisi, gli organizzatori: «Atto dovuto contro muri e indifferenza»
Un momento della presentazione (foto Fnsi)

«Far venire meno ogni causa di guerra e essere attivamente costruttori di pace, promuovendo il rispetto di ogni essere umano nella sua dignità e nei suoi diritti». È questo il cuore dell’appello che gli organizzatori della prossima Marcia della pace Perugia-Assisi hanno diffuso giovedì mattina a Roma, dove all’interno della sede della Fnsi hanno presentato l’appuntamento di ottobre. Intorno a un tavolo don Luigi Ciotti per Libera, Flavio Lotti per la Tavola della pace, il responsabile della Rete della pace Sergio Bassoli, padre Alex Zanotelli (missionario pacifista della comunità dei Comboniani) e Andrea Ferrari, del Coordinamento degli enti locali per la pace. Alla base, hanno sottolineato, c’è la necessità di costruire la pace che diventa possibile solo uniti, rimuovendo alla radice le cause dei conflitti. Una marcia, quella del 9 ottobre, per i migranti, per i poveri, per l’ambiente e per un nuovo “noi” più consapevole e responsabile.

La presentazione Lotti ha invitato alla marcia «tutti coloro che credono che si possa cambiare questo stato di cose. Questa marcia – ha detto – è un atto dovuto a tutti i cittadini di questo mondo che stanno pagando il prezzo più caro. Ci rimettiamo in cammino mentre tanti rimangono seduti, indifferenti. Vogliamo reagire all’abitudine con la quale stiamo prendendo a dosi quotidiane tutte le notizie devastanti che avvengono nel mondo. Abbiamo il dovere di proteggere chi rischia la vita». «È il noi che vince – ha detto invece Ciotti – il noi di un movimento che nasce dal basso e che però non basta se non c’è anche un movimento da dentro. Come possiamo noi sopportare che in un mondo il cui diametro è di 13 mila chilometri ci siano 14 mila chilometri di filo spinato e di muri? Questa purtroppo è la situazione che deve affrontare l’idea di pace intesa come diritto di ognuno di esistere».

I nemici della pace Secondo Ciotti «questi sono i nemici della pace. La povertà è nemica della pace e per questo dobbiamo chiedere con la nostra marcia alla politica e ai poteri economici di riporre le loro armi, di fare la pace con le persone». Per padre Alex Zanotelli bisognerebbe poi cominciare a smettere di vendere armi nei teatri di guerra: «L’Italia – osserva – deve prendersi le sue responsabilità. Stiamo dando armi a tutti questi paesi. È inutile che andiamo a piangere l’Isis, ne siamo parte integrante per le armi che diamo. Solo lo scorso anno le esportazioni hanno superato i sette miliardi di euro. La marcia deve rilanciare con forza il movimento per la pace». Nelle intenzioni degli organizzatori la marcia dovrà essere un cammino lungo, fatto di molte tappe, «un percorso di marcia di tante voci e di tanti colori – dice Bassoli -, problematiche da assumere con politiche coerenti e un calendario ricco di iniziative da costruire insieme da domani che ci vedrà impegnati da Lampedusa al Brennero per fare una grande marcia».

L’impegno della Fnsi La Fnsi da parte sua ha garantito il suo impegno in vista della marcia: il segretario generale Raffaele Lorusso e il presidente Giuseppe Giulietti hanno spiegato che saranno presenti alla marcia: «Insieme al segretario dell’Usigrai, Vittorio Di Trapani, chiediamo – hanno aggiunto – non solo di garantire la diretta, ma anche di organizzare in quella settimana momenti di programmazione dedicati a periferie dimenticate e conflitti oscurati».

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