logo
domenica 19 maggio 2013 - Aggiornato alle 03:52
6 dicembre 2011 Ultimo aggiornamento alle 18:11

Manovra Monti bocciata da Province e metalmeccanici. Guasticchi e Polli: «Siamo capro espiatorio»

Guasticchi col presidente dell'Upi Castiglione

La manovra varata dal governo Monti non piace. Non piace ai sindacati e non piace alle Province. Fiom, Fim e Uilm dell’Umbria hanno  annunciato due ore di sciopero per mercoledì, alla fine di ogni turno dei metalmeccanici.

Manovra iniqua «Questa manovra – recita la nota stampa in cui si annuncia lo sciopero – grava su chi ha sempre fatto i sacrifici e per tutti: lavoratori dipendenti e pensionati. Non fa abbastanza per la lotta all’evasione e per tassare I grandi patrimoni. Aprire una vera trattativa e introdurre vera equità e progressività in tutti provvedimenti!».

Capitolo Province «Le Province si attiveranno subito presso i Consigli regionali delle autonomie locali per richiedere l’impugnazione davanti alla Corte costituzionale delle norme lesive della propria autonomia politica e istituzionale e, in particolare, delle norme sulla loro soppressione prima della scadenza naturale del mandato elettivo». La decisione scaturita stamani dall’assemblea nazionale dell’Upi è stata illustrata davanti al Consiglio provinciale di Perugia dal presidente Marco Vinicio Guasticchi e dall’assessore Piero Mignini. «Continuiamo a chiedere chiarezza – ha affermato Guasticchi – sui veri costi della politica: è palesemente sconvolgente che ogni volta si riporti il discorso sulle Province che costano 113 milioni di euro a fronte dei 7 miliardi e 200 milioni di euro degli enti di secondo livello. Non solo, i consiglieri provinciali costano 800 euro al mese, 10 volte meno dei consiglieri che siedono nel Palazzo di fronte al nostro. E sarebbero le Province ad avere generato questa voragine nei conti pubblici? Non si può accettare che un’Istituzione che compie 151 anni sia messa così sulla graticola, come fosse piena di ladroni e di incapaci: è un’azione violenta tesa a cercare responsabilità dove non ci sono. Stiamo continuando ad essere il capro espiatorio della situazione, ma non possiamo accettare che si chieda lo scioglimento dell’assemblea elettiva per decreto. Su questa tema non si può scherzare. Oggi sembra che questa posizione sia stata rivista e forse si andrà verso quel riordino complessivo che anche Errani chiedeva. Senza la presenza delle Province, tra l’altro, il quadro istituzionale potrebbe entrare in totale confusione. Sarebbe più giusto tagliare i 7 miliardi di enti di secondo livello a lasciare un Ente come il nostro, democraticamente eletto, che è di area vasta e ha svolto un ruolo fortemente riconosciuto e da non sottovalutare».

Due euro l’anno «Le Province – ha aggiunto Piero Mignini – costano agli italiani due euro l’anno, esattamente come un caffè. Offende essere inseriti in un procedimento di urgenza ed essere cancellati così. In una situazione difficile, si è scelta la strada più facile: colpire le Province, anche se avevamo dimostrato con i fatti che chiuderle sarebbe costato più che mantenerle. Questi ministri nominati non possono mandare a casa degli eletti. Abbiamo chiesto l’incostituzionalità del provvedimento, faremo ricorso, la legge lo consente. Vogliamo aprire un tavolo per la riorganizzazione del sistema istituzionale: credo che si possa trovare un accordo senza fare torto a nessuno, tanto meno alla democrazia. Non si possono trasformare le Province in seconde Comunità Montane: sarebbe un po’ strano chiuderle da una parte e riaprile dall’altra».

Polli ottimista Il presidente di quella di Terni Feliciano Polli ha partecipato martedì mattina all’assemblea nazionale dell’Upi (Unione delle Province d’Italia) a Roma da dove è stata avanzata la richiesta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano di modificare il decreto «Salva Italia» nella parte riguardante le modalità di soppressione delle Province, ha detto: «E’ una notizia positiva perché sarebbe stato incostituzionale eliminare per decreto organi elettivi scelti direttamente dai cittadini. La riforma delle Province può infatti essere fatta solo per via costituzionale ed è questo il messaggio inviato dall’Upi al presidente della Repubblica».

Serve discorso organico «Le Province e anche le Regioni  - ha sostenuto ancora Polli – sono disponibili a discutere sulla riforma della pubblica amministrazione, ma questo non può essere fatto a pezzi, bensì in modo organico e condiviso, altrimenti si va incontro ad un peggioramento della situazione in termini di servizi e probabilmente anche di costi. Le condizioni che si stanno creando permettono di evitare azioni dettate da spinte demagogiche e di fare una riforma della pubblica amministrazione di cui il paese ha effettivamente bisogno. Il governo Monti deve adesso cogliere questa occasione per instaurare un rapporto diverso con le autonomie locali».

Continuiamo con eliminazione enti superflui «Noi, come Provincia, continueremo nell’impegno anche sulla riforma endoregionale in Umbria, convinti che a livello nazionale, così come a livello locale, occorra rendere più stringente l’eliminazione di enti, agenzie e strutture non direttamente scelte dai cittadini. In Italia sono attualmente oltre settemila, spesso rappresentano sprechi di risorse e non essendo organi elettivi non rispondono praticamente a nessuno».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi