lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:13
26 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:09

Mal di testa in aumento, a Perugia il farmaco sperimentale: ricerca su attacchi di emicrania

Tra le cause il sovrappeso ma anche la postura. Cefalea ne soffre di più la donna: il doppio rispetto agli uomini

Mal di testa in aumento, a Perugia il farmaco sperimentale: ricerca su attacchi di emicrania

Anche il centro Cefalee dell’azienda ospedaliera di Perugia partecipa alla ricerca multicentrica dell’anticorpo monoclonale contro il neurotrasmettitore Grp, responsabile degli attacchi di emicrania. E’ emerso durante l’incontro che i medici neurologi del S. Maria della Misericordia hanno avuto con i cittadini nella settimana della salute della donna, che si è svolto martedì mattina nell’atrio principale dell’ospedale. A darne notizia è stata la responsabile del centro cefalee. «Lo studio è in atto da quasi due anni – dice Sarchielli in una nota dell’ufficio stampa – in tempi brevi arriveranno anche le prime conclusioni con relativa pubblicazione dei risultati. Al momento a Perugia abbiamo in cura 15 pazienti, dieci dei quali sono donne che usufruiscono di una terapia sperimentale perché emicranici cronici e refrattari alle altre terapie».

Sarchielli Fortunatamente i casi gravi sono limitati, ma anche quelli di media intensità incidono fortemente sulla qualità della vita, con perdita di ore lavorative. «Al nostro centro afferiscono annualmente 2300 pazienti –precisa ancora Sarchielli -, e ciascuno, ha la possibilità di trovare il proprio inquadramento diagnostico e terapeutico. Il numero di chi soffre di mal di testa è purtroppo in crescita, e tra gli altri un fattore di rischio importante è il sovrappeso, diretta conseguenza della cronicità del dolore. Nelle terapie che proponiamo ai pazienti c’è anche il consiglio di svolgere attività fisica. Le donne sono maggiormente colpite dalla cefalea, oramai è stabile il rapporto di 2-1 con il sesso maschile».

Alcuni particolari Il centro cefalee di Perugia si avvale delle prestazioni di quattro medici ed è attivo a livello ambulatoriale. «I casi di ricovero sono rari – ricorda l’esperta-, la ricerca sul fronte della cronicità e dell’intensità della patologia procede con risultati incoraggianti se appena si pensa che i 15 pazienti trattati con l’anticorpo monoclonale usufruiscono di una copertura dagli attacchi di cefalea grazie a una somministrazione sottocutanea che viene ripetuta ogni tre settimane».

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