giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 06:59
15 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:33

Macroregione, prima firma tra Umbria, Toscana e Marche: «Politiche coordinate». Nasce un ‘brand’

Siglata a Bruxelles la prima intesa su welfare, sanità, internazionalizzazione e occupazione: «Uniti su azioni concrete a leggi vigenti ed embrione per i futuri assetti istituzionali»

Macroregione, prima firma tra Umbria, Toscana e Marche: «Politiche coordinate». Nasce un ‘brand’
Ceriscioli, Marini e Rossi

Non solo cooperazione su sanità, welfare, internazionalizzazione delle imprese e occupazione giovanile, ma anche un «brand» che valorizzi tutto ciò che accomuna l’Umbria, la Toscana e le Marche. Vere e proprie politiche coordinate, con incontri periodici delle rispettive giunte regionali. Se non è l’embrione della macroregione del Centro Italia poco ci manca. I tre presidenti, Catiuscia Marini, Enrico Rossi e Luca Ceriscioli, come anticipato nelle scorse settimane, hanno iniziato a dare corpo al ‘Patto del Sagrantino’ di Perugia, firmando un protocollo d’intesa a Bruxelles, dove d’ora in poi avranno una sede comune. «Con questo atto diamo avvio a un percorso comune – commenta a caldo Marini – che, utilizzando le norme di legge già in vigore, ci consentirà come Regioni di lavorare meglio e valorizzare ciò che accomuna le nostre tre regioni».

LA CENTRALE UNICA

Marini: «Sfida comune» «Vogliamo metterci all’opera subito – ha aggiunto Marini – anche per ciò che riguarda la nostra pubblica amministrazione per razionalizzare, semplificare e rendere più efficienti i servizi per i cittadini e per le imprese. È questa la sfida che con questo protocollo vogliamo lanciare. Significativa, inoltre, la sede che abbiamo scelto per questa firma: gli uffici comuni che già da anni abbiamo qui a Bruxelles e che presto saranno unificati in un unico servizio. È proprio l’Europa, infatti, l’interlocutore più importante per le politiche di sviluppo e coesione che le Regioni sono chiamate a realizzare grazie alle risorse comunitarie».

TUTTO IL DIBATTITO SULLA MACROREGIONE

Rossi: «Passo avanti» Rossi, dal canto suo ha parlato di «un passo in avanti molto importante», ribadendo come con questa scelta le tre Regioni «se ci mettiamo insieme possiamo realizzare servizi migliori per i nostri cittadini». Per Rossi, inoltre, «sono molte le caratteristiche che da secoli accomunano queste tre Regioni».

Ceriscioli: «Basi per futuro insieme» Sulla carica «innovativa» del protocollo si è soffermato il presidente della Marche Ceriscioli, ricordando che la stessa Conferenza delle Regioni italiane «ha avviato un percorso e un confronto per il ridisegno istituzionale dell’assetto regionalista dello Stato. Con questo atto noi abbiamo voluto mettere in moto un cammino virtuoso per il raggiungimento di obiettivi concreti e immediati, ma che nel suo insieme guarda anche al futuro e a ciò che potrà essere il nuovo assetto dello Stato».

Cosa cambia Quanto al merito delle scelte contenute nel protocollo d’intesa si va dalla riduzione da tre a un unico servizio a Bruxelles (appunto la sede comune), alla istituzione di una centrale unica per gli acquisti in sanità (ma anche in altri settori), alla definizione di progetti comuni nel campo delle relazioni e della cooperazione internazionale, si prevedono iniziative comuni di promozione del “brand” delle tre Regioni in relazione ai «comuni e condivisi caratteri distintivi dell’identità regionale», e si prevedono anche la definizione di «modelli unici» sia per le azioni di incentivazione per le imprese, sia per la promozione e il sostengo dell’occupazione giovanile.

Riunioni semestrali Altro impegno è quello di individuare elementi comuni “transfrontalieri” nell’ambito delle strategie per le “aree interne” e, infine, c’è anche la comune volontà di definire le modalità per la realizzazione congiunta di una o più centrali uniche per l’attuazione del numero unico europeo di emergenza 112. L’accordo prevede che i tre presidenti si riuniscano, anche insieme ai rispettivi assessori, per concordare linee di azione comuni e progetti di collaborazione, e stabilisce, inoltre, che le Giunte regionali effettueranno incontri periodici a cadenza almeno semestrale per approvare i programmi e monitorarne la realizzazione. Si istituiscono, infine, gruppi tecnici di lavoro interregionali negli ambiti previsti dal “protocollo”.

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  • Alessio Marchetti

    Sono secoli che il Ducato di Spoleto dal Tevere in giù era legato con lo stato pontificio e così lo sono le origini, le tradizioni, la cultura e la storia. Che sti 4 Piddioti ora mistificano anche la realtà e la storia non se po’ senti’…. Mi raccomando prednete esempio dal vostro capo, dove non vogliamo che il popolo non decida non li facciamo votare…
    Siete sicuri che gli umbri vogliono diventare una periferia della Toscana pur di non far vincere il centrodestra?

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