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14 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 07:43

M5s: «Mini-inceneritore a Terni», Giacchetti risponde e lancia ‘Ambiente: facciamo il punto’

Una due giorni dedicata a inquinamento ed effetti su salute: venerdì sessione plenaria al Gazzoli e sabato tavoli tecnici in Comune. L’assessore: «Al centro verità e trasparenza»

M5s: «Mini-inceneritore a Terni», Giacchetti risponde e lancia ‘Ambiente: facciamo il punto’

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di Mar. Ros.

Puntuali come un orologio svizzero, i Cinque stelle martedì mattina, a poche ore dalla conferenza dell’assessore Emilio Giacchetti sugli stati generali dell’ambiente, hanno lanciato un nuovo allarme: «Comune e Regione hanno autorizzato un mini-inceneritore in zona Maratta bassa, nelle scorse settimane». Il più giovane della giunta Di Girolamo risponde: «Si trattava di una voltura, quindi la modifica di un impianto già autorizzato e nell’ambito di una realtà industriale, quindi con dinamiche di termovalorizzazione che per dimensioni e profilo tecnologico sfuggono a certi iter autorizzativi. Risponderemo dal punto di vista tecnico dopo il confronto col dirigente Marco Fattore». Nel pomeriggio è arrivata la nota ufficiale dell’assessore.

La risposta di Giacchetti: video

Mini inceneritore Si tratta di un reattore a pirolisi da 600kw termici – dichiara dal Movimento il consigliere Thomas De Luca -, L’impianto di proprietà della società Viterbo energy avrà lo scopo di produrre combustibile da materie plastiche attraverso una degradazione termica del materiale organico. La cosa più sorprendente – denuncia l’esponente grillino – è che l’iter autorizzativo è frutto di una voltura di una precedente autorizzazione rilasciata nel 2009 alla società Tecnocentro (ex proprietaria dell’inceneritore Printer e attuale Terni biomassa) per emissioni atmosferiche.

Stati generali dell’ambiente Ma se questo argomento non fosse già ricompreso tra quelli in discussione nelle giornate di venerdì e sabato prossimi, sarà premura dell’assessore Giacchetti inserirlo perché l’esponente dem della giunta Di Girolamo, presentando la due giorni ‘Ambiente a Terni: facciamo il punto’  ha insistito più volte sulla «volontà dell’amministrazione, di concerto e in sinergia con gli altri enti che si occupano del settore, di mettere al centro dei tavoli di confronto la verità e la trasparenza di dati ed effetti degli agenti inquinanti presenti nell’acqua che beviamo, l’aria che respiriamo e il cibo che mangiamo». Rispetto alle scelte politiche che Palazzo Spada è spesso chiamato a compiere, l’assessore puntualizza: «Sia chiaro una volta per tutte che sull’ambiente, anche nelle cose più banali, c’è il presupposto di un confronto a diversi livelli di governo e utilizzare il tavolo dell’ambiente  così come lo abbiamo pensato è anche un banco di prova politico e lo è stato il percorso che ha condotto a questo appuntamento. Sappiamo benissimo – ha aggiunto – che sulla materia c’è ipersensibilità pubblica».

Il confronto a vari livelli I tre grandi protagonisti all’iniziativa saranno dunque Palazzo Spada, Arpa e Usl Umbria 2, ma anche il mondo dell’Università e l’istituto zooprofilattico Umbria-Marche oltre all’intera cittadinanza invitata a partecipare, dagli ambientalisti alle imprese, passando per gli studenti e gli esperti. Alla conferenza stampa di presentazione, assente l’agenzia per l’ambiente ma per l’ente sanitario era presente il dottor Armando Mattioli, il quale ha condannato duramente la spaccatura tra catastrofisti e negazionisti: «L’opportunità di confronto che avremo con la cittadinanza ai tavoli tecnici sull’ambiente saranno utili per ‘disseminare un po’di incertezza e dubbio’. È necessario cioè – ha argomentato – rendere noto a tutti come avvengono le analisi dei dati e come possano essere dissimili tra un sistema di riferimento come quello  della comunità scientifica italiana e un sistema americano, austriaco o australiano. Le differenze sono sconvolgenti tutto è assolutamente relativo».

Il dato shock sul cromo 6 a Prisciano «Rispetto alla vicenda cromo a Prisciano – ha rivelato Mattioli – ho preso a riferimento 9 sistemi scientifici differenti e l’incidenza di neoplasie aggiuntive varia anche di 180 volte, si passa da una stima dello 0,25% alla più alta del 45 %, calcolato su 100 mila persone nell’arco di 70 anni di vita».

«Analisi su effetti degli inquinanti? Vanno presi con cautela» Mattioli ha poi rivelato che oltre a tutte le criticità ambientali che hanno trovato posto nelle pagine degli organi di stampa, altre vengono sottovalutate e non se ne parla: «Nulla è stato detto sull’inquinamento dell’aria da benzene e idrocarburi policiclici aromatici ad esempio. Nessuno inoltre sa che nell’analisi dei dati forniti all’Ausl da Arpa, sono necessarie tutta una serie di approssimazioni, basate su ipotesi di scenari più o meno plausibili. Penso ad esempio all’esposizione di inquinanti nell’aria – spiega -; io devo prendere per buono il dato dei rilevamenti della centralina ma un cittadino che durante la giornata, nel corso della settimana, dei mesi e degli anni si sposta, non è sempre esposto alla tessa concentrazione».

Il nuovo marchingegno Arpa Umbria A tal proposito, lo stesso Mattioli ha annunciato: «L’Arpa sta architettando un sistema per cui applicherà degli apparecchi ad un campione di cento, centocinquanta persone per rilevare l’esposizione media del singolo agli agenti inquinanti ma – precisa – sarà comunque un dato approssimativo quello sulla popolazione perché riguarderà solo un numero limitato di cittadini». Di tematiche da affrontare nel corso della due giorni insomma ce ne sono parecchie: «Si comincia a palazzo Gazzoli venerdì alle 8.30 con la sessione plenaria – ha detto Raffaella Petralla della direzione ambiente in Comune -; i relatori dei diversi enti faranno il punto sulla situazione del suolo e delle acque sotterranee, su genti fisici comuni come elettromagnetismo e rumore fino ad arrivare agli aspetti sanitari, la giornata dovrebbe terminare nel tardo pomeriggio. Sabato invece tutta la cittadinanza è invitata a sedersi ai tavoli tecnici ‘risorse idriche, suolo e bonifiche’, ‘rifiuti’, ‘qualità dell’aria’ che si terranno nel palazzo degli uffici comunali a corso del Popolo».

I green puntano il dito contro Bucari Gli ambientalisti potranno sbizzarrirsi di domande e provocazioni, la satira come già avvenuto più volte anche di recente ci metterà probabilmente del suo, intanto da alcune associazioni è arrivata la replica al collega di Giacchetti, l’assessore Stefano Bucari: «Continua a fare proclami e si vanta di indagini  sulla densità di verde urbano a Terni – tuonano Wwf, Pronatura, Verdi e Vas – , ma non ha mai voluto aprire  un confronto  con noi  e se è vero che ogni ternano può contare su 149 metri quadrati di verde, ricordiamo che nel 2002 eravamo a quota 388».

Giacchetti Nel pomeriggio la nota ufficiale dell’assessore all’ambiente rispetto all’allarme Cinque stelle: «Da qualche rappresentante del M5S arriva l’allarme di un nuovo inceneritore a Terni, nella zona di Maratta. La verità unica e incontrovertibile è che il nuovo impianto non ha nulla a che vedere con l’incenerimento. Si tratta di una struttura autorizzata nel 2009 e in queste settimane si è proceduto a rilasciare l’autorizzazione a seguito di una voltura del 2015. Si tratta di un impianto che utilizza un processo di pirolisi che non prevede alcuna termocombustione e per questo non necessità di un’Aia ma di una più snella procedura, prevista dal legislatore nazionale e denominata Aua (Autorizzazione unica ambientale). La sua fase istruttoria, per gli aspetti tecnico-ambientali, fa capo alla Regione dell’Umbria, al Comune spettano le questioni relative al manufatto edilizio e all’impatto acustico. Comunque non mi voglio sottrarre al punto, l’impianto è tecnologicamente avanzato ed ecologicamente corretto, in quanto punta a recuperare materiale che altrimenti finirebbe, in questo caso sì, incenerito o in discarica. Il processo autorizzato prevede che da plastiche certificate, non rifiuti dunque, si ricavi attraverso la scissione, olio combustibile e syngas. Per quanto riguarda le emissioni in aria complessive dunque non hanno nulla a che vedere con l’incenerimento, la termodistruzione o altri procedimenti per distruggere rifiuti.  L’amministrazione comunale sta dal canto suo facendo una operazione diametralmente opposta a quella di certa opposizione, una operazione di trasparenza, di verità, di presa d’atto, di ascolto e di proposta, con la convocazione delle giornate dell’ambiente a Terni, il 17 e il 18 giugno. Una contrapposizione netta tra chi, pur tra mille problemi, porta avanti il governo di una città e di un territorio, e chi invece strilla e strepita, agitando paure e timori come scorciatoia per la conquista del consenso».

Twitter @martarosati28

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