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28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:30

«Lui è tornato», il film di David Wnendt è uno stress test sulla democrazia moderna

Adolf Hitler si sveglia chissà come nella Germania dei giorni nostri e torna a sedurre le persone

«Lui è tornato», il film di David Wnendt è uno stress test sulla democrazia moderna

di Gordon Brasco

Benvenuti nell’era Netflix dove i film in programmazione nelle sale possono essere anche visti comodamente seduti nel proprio salotto. Una rivoluzione? Difficile dirlo visto che ancora si tratta di esperimenti isolati, quello che posso immaginare è che quando l’intero pacchetto di uscite settimanali sarà disponibile in streaming i cinema diventeranno un ricordo sbiadito o un vezzo per pochi nostalgici che si incontreranno in qualche saletta polverosa come novelli carbonari. «Lui è tornato» è prima di tutto un libro geniale, una piccola giostra fatta di «se fosse» e «perché no», che trasporta il lettore in una realtà alternativa dove Hitler si sveglia chissà come nella Germania dei giorni nostri. I toni sono evidentemente da commedia ma se pensate di andare al cinema a farvi quattro risate vi fermo subito perché non c’è niente da ridere… sorriderete certo, ma saranno sorrisi accompagnati a lunghi brividi gelati che vi correranno lungo la schiena, dandovi la sensazione che qualcosa di orrendamente sbagliato aleggia già nella nostra società e che un feticcio estremo come un redivivo Hitler, non avrebbe alcuna difficoltà a incanalare tutte le diverse anime arrabbiate che schiumano ai bordi delle nostre società per farne ancora il proprio trampolino di lancio verso il potere. Perché questo non è ancora accaduto? Probabilmente perché certe ferite sono ancora vive nell’immaginario collettivo europeo: se esemplificando al massimo considerassimo il nazismo e il fascismo come un virus e la seconda guerra mondiale come una lunga cura a base di antibiotici potremmo davvero dire di aver debellato la malattia dall’Europa? Braccia tese, muri alle frontiere e caccia all’immigrato possono essere considerati sintomi di una ricaduta?

Stress test Il regista David Wnendt esplora questa tesi mettendo in gioco tutta la potenza mediatica dei giorni nostri: tra social, tv, giornali e passaparola quanto ci metterebbe una Germania di oggi a cadere nelle mani del vecchio Hitler? Perché in fondo la domanda più scomoda è proprio questa: se oggi il rappresentante del male assoluto tornasse e riprendesse il potere ancora più velocemente che novant’anni fa allora tutte le belle parole su quanto siamo democratici, evoluti, buoni sono tutte panzane e che in realtà non solo non impariamo nulla dal passato ma che sotto sotto questa deriva autoritaria ci piace, altrimenti non ne saremmo sedotti così velocemente. Ottimo lavoro da parte del protagonista di Oliver Masucci che si cala nel Furer in modo convincente e pure un po’ inquietante, buoni i dialoghi ma soprattutto le parti in cui Hitler arringa al pubblico televisivo… roba da non dormirci la notte. Insomma vale la pena spenderci dei soldi? Secondo me sì: sia che vi sintonizziate sulla piattaforma Netflix sia che decidiate di andare nel vostro cinema preferito sono certo che questo sia un film davvero interessante. I temi trattati hanno il ritmo della commedia ma in valore assoluto sono tra i più drammatici in circolazione perché rappresentano uno stress test su quello che noi definiamo con molta leggerezza «democrazia moderna». Siamo davvero al riparo da una deriva autoritaria? Abbiamo al nostro interno gli anticorpi necessari per sconfiggere e debellare il virus nazifascista se mai si dovesse riproporre? Ognuno tiri le proprie somme, nel frattempo guardatevi il film di David Wnendt.

Un film di David Wnendt. Con Oliver Masucci, Fabian Busch, Christoph Maria Herbst, Katja Riemann, Franziska Wulf. Titolo originale Er Ist Wieder Da. Commedia, durata 116 min. Germania 2015. Nexo Digital

Trama: Adolf Hitler si risveglia spaesato ai giorni nostri, in un cortile di un condominio di Berlino, senza capire perché abbia viaggiato nel tempo. Un reporter tv lo filma pensando sia un imitatore e il video spopola nella rete. Dopo che una tv lo invita a uno show comico, Hitler inizia a parlare delle sue idee in strada…

Perugia
Gherlinda: 16.30 / 19.00 / 21.30
Uci Cinemas Perugia: 21.00
Comunale Sant’Angelo: 18.30 / 21.15

Terni
The Space: 16.30 / 19.00 / 21.30

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  • Michele Nigro

    Un po’ Borat per l’impatto irriverente del personaggio nel presente quotidiano, un po’ Michael Moore in chiave comica per il piglio documentaristico, “da strada”, e critico nei confronti dell’attuale situazione socio-politica, il redivivo Führer di Vermes adattato al cinema riesce a strappare più di un sorriso amaro: l’impossibile interazione tra Hitler e il mondo in cui viviamo, dopo aver suscitato una comprensibile ilarità nello spettatore, induce a una catartica sospensione dell’incredulità (è ovvio che il cancelliere Adolf Hitler non potrebbe mai ripiombare nel 2014!) che spinge a sua volta, come avviene grazie alle opere di fantasia intelligenti, a una riflessione profonda e a tratti drammatica. Su di noi, sul nostro animo, sulla nostra società.

    https://michelenigro.wordpress.com/2016/04/29/e-se-lui-tornasse-film-hitler/

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