giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:50
1 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:42

Lotta alla povertà, Paparelli presenta il ‘Sia’: «Per l’Umbria 8 milioni, domande dal 2 settembre»

Sussidio economico per famiglie disagiate, ai Comuni la parte attiva tramite servizi sociali

Lotta alla povertà, Paparelli presenta il ‘Sia’: «Per l’Umbria 8 milioni, domande dal 2 settembre»

Dal governo nazionale, passando per le Regioni e in stretta collaborazione con i Comuni, la legge di stabilità 2016 garantisce una misura di contrasto alla povertà estesa a tutto lo Stivale. Venerdì mattina il vicepresidente della Regione Fabio Paparelli, nella biblioteca comunale di Terni, ha presentato il fondo Sia (Sostegno per l’inclusione attiva) ai rappresentanti della zona sociale 10 che comprende il capoluogo di provincia e i Comuni della Valnerina.

Sostegno per l’inclusione attiva «Dal 2 settembre – ha annunciato l’assessore – al via la possibilità di fare domanda per il fondo istituito per contrastare la povertà e l’esclusione sociale, su scala nazionale – ha spiegato – sarano a disposizione per il 2016, ben 750 milioni di euro con i quali il governo potrà contravvenire alle esigenze di 290 nuclei familiari che vertono in condizioni di disagio. L’Umbria disporrà di oltre 8 milioni, risorse che raggiungeranno quota 11 nel 2017»

Lotta alla povertà Il fondo è rivolto a famiglie con Isee  pari o inferiore a 3mila euro con figli minori o disabili. Le richieste di accesso al sussidio economico vanno presentate al proprio comune di residenza, poi sarà l’Inps come  soggetto attuatore a valutare le domande e a rispondere entro 10 giorni dalla data di invio, in ultima battuta sarà Poste italiane ad erogare i soldi attraverso l’attivazione di un’apposita card. «Il credito sarà versato con scadenza bimestrale – ha aggiunto Paparelli – e la quota mensile per ciascuna famiglia ammessa va da un minimo di 160 euro ad un massimo di 400 per un anno».

Stop esclusione sociale Questo in sintesi il filone passivo del Sia che vanta anche una parte attiva che prevede l’adesione di tutti i componenti familiari a un progetto personalizzato predisposto dai servizi sociali del Comune e d’intesa col centro per l’impiego, i servizi sanitari e la scuola. Le famiglie saranno tenute ad aderire, impegnandosi nella cura dei figli e partecipando a interventi mirati alla ricerca attiva di lavoro, quali tirocini, borse lavoro e formazione: «Si tratta di una misura che supera dunque il classico assistenzialismo ma tende in qualche modo a educare le famiglie ad una prospettiva lavorativa. I fondi per l’attivazione di questo strumento sono pari a 12 milioni per quanto riguarda le risorse provenienti dal governo, ai quali se ne aggiungono 4 da stanziamenti regionali».

Francesca Malafoglia Una task force regionale garantirà assistenza tecnica durante tutto l’iter, la governance dunque spetta a Palazzo Donini. Per far funzionare il meccanismo, fino all’assunzione lavorativa delle persone che hanno diritto di accesso al fondo ‘Sia’, i Comuni devono attivarsi per partecipare ai cosiddetti bandi non competitivi (denominati in questo modo perché le risorse sono già suddivise per zone sociali), attraverso il rafforzamento dei propri servizi sociali. L’assessore con delega dedicata, nonché vicesindaco del Comune di Terni, Francesca Malafoglia, a tal proposito ha detto: «Per gli enti una gran bella scommessa».

Fabio Paparelli «A tutte le risorse – ha detto ancora Paparelli – si aggiungono per i prossimi tre anni 12 milioni che mette a disposizione la Regione Umbria per tutti i soggetti considerati socialmente vulnerabili secondo i criteri stabiliti in sede di consiglio, soldi che andranno a beneficio di quei nuclei che sono esclusi dal Sia, quindi destinati a famiglie anche monoparentali con Isee compreso tra 0 e 6 mila euro e di età compresa tra i 18 e i 65 anni, con o senza figli. Cinque milioni di euro saranno destinati ai disoccupati di lunga durata per il reinserimento lavorativo più due milioni di incentivo all’assunzione per le aziende e altri cinque milioni sono a favore di over 45 usciti dal circuito lavorativo affiancato a un passato di tossicodipendenza, o detenzione e soggetti disabili».

 

 

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