martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:11
9 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:20

Lotta alla povertà e inclusione attiva, Paparelli: «Tra Governo e Regione 59 milioni in tre anni»

Delle misure si è discusso giovedì a palazzo Donini nel corso di un incontro tra Regione, Ministero del lavoro, sindaci e rappresentanti delle 12 zone sociali dell'Umbria

Lotta alla povertà e inclusione attiva, Paparelli: «Tra Governo e Regione 59 milioni in tre anni»
Un momento dell'incontro

In tutto 59 milioni di euro in tre anni per combattere la povertà. A ribadirlo, giovedì a palazzo Donini, il vicepresidente della giunta regionale Fabio Paparelli nel corso di un incontro tra il Ministero del lavoro, la Regione, i sindaci e i rappresentanti delle dodici zone sociali dell’Umbria. Nel triennio 2016-2018 l’Umbria, secondo quanto spiegato, avrà a disposizione 31 milioni di euro per la cosiddetta “Sia passiva” erogati da Inps attraverso Poste italiane (fondi Ministero); circa 8 milioni di Sia Attiva per azioni di sistema, borse lavoro, formazione e rafforzamento personale (Piano operativo nazionale); 12,6 milioni di euro dalla Regione per il Sia Attivo; 6,3 milioni da Fondo nazionale e regionale gestito dalle Regioni (fondi da bilancio regionale); 1 milione circa Pon lavoro per Centro per l’Impiego (Fondo nazionale). A spiegare il Sia è stato Pietro Tagliatesta, Coordinatore PON inclusione del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, che ha sottolineato come «l’Umbria è quella che ha investito maggiormente, rispetto alle altre Regioni, in queste attività».

Il Sia prevede l’erogazione di un sussidio economico alle famiglie con minori in condizioni di povertà con un indicatore Isee pari o inferiore a tremila euro. Il contributo economico, erogato attraverso una attività di profilazione effettuata da Inps, è calcolato in base una serie di indicatori economici e patrimoniali riferiti al nucleo famigliare. Il contributo, erogato per 12 mesi, viene quantificato su base di 80 euro mensili a componente del nucleo familiare e va da un minimo di 160 euro per un nucleo familiare formato da due componenti, fino a raggiungere un massimo di 400 euro mensili per un nucleo familiare formato da cinque o più membri. L’erogazione del sussidio economico è subordinato all’adesione, da parte del richiedente, ad un progetto di attivazione sociale e lavorativa. Per accedere al Sia è quindi necessaria una valutazione multidimensionale dei bisogni e la costruzione di un patto con i servizi territoriali, finalizzato al miglioramento del benessere della famiglia e quindi alla graduale riconquista dell’autonomia. La presa in carico del nucleo familiare, richiede interventi personalizzati di valutazione, consulenza, orientamento, monitoraggio, attivazione di prestazioni sociali e di interventi in rete con altri servizi pubblici e privati del territorio.

PERUGIA, IL RAPPORTO DELLA CARITAS

Alla Regione compete la governance dell’intervento. Comuni e Zone sociali sono i titolari della gestione del Sia e compete ad essi la predisposizione del progetto personalizzato per ogni famiglia beneficiaria dell’intervento. L’Inps è il soggetto attuatore e Poste italiane Spa è il soggetto erogatore del contributo della misura. Il Ministero individua l’Inps quale soggetto attuatore del Sia, soggetto al quale trasferisce le risorse assegnate per ogni regione, sulla base degli indicatori sopra elencati. I nuclei ammessi al beneficio, per i quali il Soggetto attuatore ha disposto l’erogazione ricevono ogni bimestre il corrispettivo delle risorse attraverso Poste italiane quale soggetto erogatore. In Umbria, secondo i dati dell’Inps regionale, i nuclei familiari con figli minori e un Isee pari o inferiore a tremila euro nell’anno 2015, sono stati 6.363. In base agli indicatori precedentemente descritti, alla Regione, potrebbero essere assegnate per l’anno 2016 risorse pari ad 8.373.875 euro mentre si può stimare che per l’anno 2017 le risorse aumenteranno ad 11.018.230 euro. Il Decreto del Ministro del Lavoro e Politiche Sociali di concerto con il Ministro dell’Economia e Finanza, concernente l’avvio del sostegno per l’inclusione attiva su tutto il territorio nazionale, è attualmente all’esame della Corte dei Conti e lo stesso Ministero del Lavoro prevede l’attivazione delle domande a partire dalla fine del mese di luglio così da poter erogare i primi benefici entro il mese di settembre.

Saranno due le misure regionali di accompagnamento al SIA. La prima sarà indirizzata al sostegno all’occupazione di disoccupati e inoccupati per l’estensione del Sia. Il disoccupato/inoccupato da almeno 6 mesi con un ISEE che evidenzia una condizione reddituale del nucleo familiare di basso livello, a seguito della fruizione dell’orientamento erogato dal Centro per l’Impiego competente, profilato e preso in carico, risulta assegnatario di una misura di tirocinio extra-curriculare (di durata di 6 mesi indennità complessiva € 3.600), scelta tra le offerte disponibili nella apposita sezione del Catalogo unico Regionale. L’azione dovrebbe raggiungere circa 1.500 persone. Sono previste inoltre azioni per l’attivazione di tirocini ed uno stanziamento per gli incentivi a favore delle imprese che assumono soggetti deboli. a seconda misura invece sarà indirizzata all’inclusione sociale e lotta alla povertà. Obiettivo specifico è quello dell’incremento dell’occupabilità e della partecipazione al mercato del lavoro delle persone maggiormente vulnerabili. La modalità prevalente dell’intervento è basata sulla definizione di azioni di presa in carico multi professionale ed è finalizzata all’inclusione sociale e lavorativa di quelle persone che non sono ricomprendibili nelle altre azioni. Nel periodo di riferimento 2016 – 2020, l’intervento specifico, di cui alla presente descrizione, raggiungerà 1.172 persone in condizione di vulnerabilità. Per queste persone saranno attivati servizi di orientamento, tutoraggio e accompagnamento al lavoro. Il percorso sarà supportato dall’attribuzione di tirocinio extra-curriculare della durata massima di 12 mesi. L’importo annuo della misura è pari nel massimo ad 4.800 euro pro-capite, cifra comprensiva dell’attività di tutoraggio e accompagnamento al lavoro.

Paparelli Parlando del complesso delle misure Paparelli ha spiegato che «è la prima risposta organica, integrata, organizzata e dunque seria nella lotta alla povertà che sta affliggendo il nostro Paese e la nostra Regione – ha dichiarato Paparelli -. Si tratta di uno dei provvedimenti centrali della nostra azione di governo in questa legislatura. L’azione che mettiamo in atto va ad integrare, coordinandosi con essa, la misura approvata dal Governo nazionale. Vogliamo insomma cogliere questa occasione – ha sottolineato il vicepresidente Paparelli – per consentire l’inizio di un nuovo percorso lavorativo che dia prospettive di stabilità e di autonomia alle famiglie in difficoltà. Non un mero contributo assistenziale dunque, ma un sostegno concreto e speriamo efficace per aprire il mondo del lavoro a famiglie che non riescono ad entrarci e, per questo, abbiamo anche destinato notevoli risorse per le imprese che parteciperanno attivamente alla realizzazione di questi progetti». «In Umbria infine – ha concluso Paparelli – sperimenteremo anche un sistema, innovativo a livello nazionale, che prevede un’unica “porta di accesso” al sistema (PUA). In ogni ambito sociale sarà messo a rete e coordinerà tutte le attività rivolte ai cittadini interessati, previste per i vari soggetti coinvolti (comuni, centro per l’impiego, asl, e così via) nonché con soggetti privati attivi nell’ambito degli interventi di contrasto alla povertà, con particolare riferimento agli enti non profit».

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