lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:20
25 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:07

‘Lo Sposalizio’ di Wicar, gioiello dell’Accademia di Belle Arti di Perugia

L'opera venuta alla ribalta in occasione della mostra a Milano che mette a confronto i due dipinti di Raffaello e Perugino

‘Lo Sposalizio’ di Wicar, gioiello dell’Accademia di Belle Arti di Perugia

Un piccolo tesoro, sconosciuto ai più, fa bella mostra di sé all’interno del Museo dell’Accademia di Belle Arti “Pietro Vannucci”. Si tratta del disegno preparatorio de “Lo Sposalizio della Vergine”, tela di notevoli dimensioni (283,5×178,5 cm) realizzata nel 1825 dal francese Jean Baptiste Wicar, per essere collocata nella cappella del Sant’Anello della cattedrale di San Lorenzo al posto dell’opera di analogo soggetto del Perugino, requisita dall’esercito napoleonico nel 1797.

Lo Sposalizio L’opera è venuta alla ribalta in questi giorni, perché a Milano, presso la Pinacoteca di Brera, è stata inaugurata la mostra “Primo dialogo. Raffaello e Perugino attorno a due Sposalizi della Vergine” che mette a confronto, appunto i dipinti dei due maestri sullo stesso soggetto, il quadro di Raffaello, tra le opere simbolo della pinacoteca milanese e la pala del Perugino, proveniente dal musée des Beaux-Arts di Caen, che non erano mai stati esposti insieme. Ma accanto alle due opere, i curatori della mostra hanno voluto anche un terzo “Sposalizio della Vergine”, quello appunto di Jean-Baptiste Wicar, proveniente dalla cattedrale di Perugia.

La storia «Diciamo subito – spiega Fedora Boco, che ha ricoperto per oltre trenta anni l’incarico di Coadiutrice del Conservatore dei Beni e direttore della biblioteca – che il cartone preparatorio è stato donato all’Accademia per volontà testamentaria dello stesso Wicar nel 1834. Consapevole dell’inevitabile confronto, lui scelse di discostarsi il più possibile dal celebre modello rinascimentale. Il dipinto fu commissionato nel 1822 dal Priore perpetuo della Confraternita del Sacro Anello, conte Filippo degli Oddi, che il pittore raffigurerà tra i personaggi in secondo piano a destra del disegno. Esposto per la prima volta a Torgiano nel 1988 nell’ambito della mostra-convegno “La carta. Varietà di applicazioni e problemi di conservazione”, come esempio di opera su carta di grandi dimensioni che necessitava di restauro, nel 2000 è stato portato a Roma e grazie al contributo della Cassa di Risparmio di Perugia, è stato restaurato da Carmen Korak, una delle migliori restauratrici di opere su carta. Agli inizi del 2002, poi, l’Accademia ha promosso una mostra a Palazzo della Penna con 109 disegni e 15 dipinti che ha offerto un panorama quanto mai rappresentativo e vario della produzione dell’artista, consentendo una valutazione d’insieme della sua carriera, cominciata in Francia, ma che finì poi per svolgersi quasi esclusivamente in Italia.

2000 disegni L’Accademia di Perugia vanta un imponente fondo di oltre 2000 disegni ereditati dal suo allievo perugino nonché esecutore testamentario Giuseppe Carattoli. Questo corpus costituisce la più grande raccolta esistente in Italia di un pittore neoclassico francese».

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