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3 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:14

L’Istituto Modigliani trasloca a Spoleto: «Per il centenario 2020 mostra impossibile con 300 opere»

Il presidente Renzi a Spoleto con D'Atanasio e il sindaco Cardarelli: «Qui grande professionalità, pronti ad accordo quadro con la Cobec»

L’Istituto Modigliani trasloca a Spoleto: «Per il centenario 2020 mostra impossibile con 300 opere»
Raimondi, Renzi, D'Atanasio e Cardarelli (foto U24)

di Chiara Fabrizi

L’Istituto Amedeo Modigliani trasloca a Spoleto e per il 2020, in occasione del centenario della morte, si prepara a una «mostra impossibile» delle 337 opere dell’artiste inserite nel catalogo Ceroni (1965). A fare l’annuncio è direttamente il presidente Luciano Renzi accompagnato a Spoleto dallo storico dell’arte Alberto D’Atanasio, con cui ha già allestito a Palazzo Tordelli la mostra in occasione del Due Mondi Modigliani: les femmes che resterà fruibile fino al 10 settembre con qualche sorpresa, ossia opere originali del pittore livornese, che si affiancano a Dede l’opera rinvenuta dieci anni fa a Roma nella spazzatura e sulla cui autenticità proseguono le indagini.

Istituto Modigliani trasloca a Spoleto Già, perché le 28 opere in mostra a corso Mazzini sono come noto fotografie ad altissima definizione degli originali che vengono, in base alla metodologia curata dallo stesso Istituto Modigliani retroilluminate con 300 led la cui luce viene diffusa da un pannello in plexiglass: «Sempre con questa tecnologia – ha spiegato Renzi – realizzeremo entro il 2020 la mostra impossibile, permettendo al fruitore di godere in un unico spazio della gran parte dei dipinti dell’artista sparse in tutto il mondo tra musei e privati, a volte anche anonimi». Se la mostra si farà a Spoleto è presto per dirlo, ma intanto qui verrà trasferita la sede dell’Istituto col suo nucleo operativo di personale che, in vista delle iniziative per celebrare il centenario dalla morte di Modigliani, sarà affiancato da una serie di professionisti che comporranno il comitato scientifico di stanza a Palazzo Tordelli «fermato fino al 2020 anche se è necessaria pure una seconda location» .

Su Dede analisi Cobec «Spoleto è stata scelta – spiega D’Atanasio – non soltanto per la grande accoglienza ricevuta, ma anche per i professionisti eccellenti che operano in realtà come la Cobec che è un grande laboratorio di restauro, purtroppo noto di più all’estero che in Italia». E proprio la Cobec, insieme a un altro laboratorio, ha svolto una serie di esami su Dede a cominciare dai colori, ai rapporti delle forme fino ad arrivare alle analisi diagnostiche: «Il dipinto è stato datato intorno ai primi due decenni del Novecento, quindi quando l’artista era in vita e molto prima che i suoi falsi iniziassero a circolare, inoltre non sono emerse tracce di bianco di titanio, entrato in uso nel 1924. Le analisi – si legge in un documento – ci permettono di escludere di trovarci di fronte a uno dei tanti falsi di Modigliani circolati a partire dagli anni Cinquanta ma allo stesso tempo non bastano per attribuirgli l’opera».

La mostra impossibile e il crowdfunding E per questo le indagini tecniche andranno avanti, al pari degli approfondimenti storici sulla figura di Modigliani e le sue opere: «Sarà una grande operazione di verità – dice Renzi – sull’unico pittore italiano del Novecento di fama internazionale fin qui identificato come un bohemian, quindi puttaniere, drogato e ubriacone». Oltre alla mostra impossibile con le 337 opere che saranno riprodotte con foto e led, c’è in cantiere anche una «mostra che coinvolgerà i più grandi artisti italiani viventi, chiamati – prosegue il presidente dell’Istituto – a donare una loro opera». Ma per ora le risorse per sostenere le celebrazioni del 2020 sono da individuare: «Finora le nostre attività sono state tutte autofinanziate e lo diciamo con un certo orgoglio, ma è chiaro – afferma Renzi – che in vista del centenario sarà necessario attivare un crowdfunding e lo faremo a stretto giro».

Cardarelli Al fianco di Renzi e D’Atanasio, il sindaco Fabrizio Cardarelli: «Con il trasferimento dell’Istituto Modigliani a Spoleto riaffermiamo una volta di più la nostra vocazione di città d’arte a 360 gradi, non a caso ci siamo ricandidati per il titolo di capitale italiana della cultura 2018. Queste iniziative, penso anche a quella della Metamorfosi Art Gallery rappresentano un’occasione di sviluppo e consegnano a Spoleto un pubblico altamente qualificato per questo – dice – occorre prestare attenzione al livello degli eventi. L’obiettivo è continuare a salire gradini sulla scala dell’eccellenza culturale».

@chilodice

 

 

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