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10 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:34

Liste d’attesa, il nuovo piano: visite entro 30 giorni, esami entro 60 e 2,5 milioni per le assunzioni

Giunta vara aggiornamento di quello del 2014: «Criticità saranno superate. Sistema spesso si ingolfa per prestazioni non appropriate». Dal 16 prenotazioni e pagamenti online

Liste d’attesa, il nuovo piano: visite entro 30 giorni, esami entro 60 e 2,5 milioni per le assunzioni
Bartolini, Marini e Orlandi

di Daniele Bovi

In attesa del rientro in giunta dell’ex assessore alla sanità Luca Barberini, che ormai i più danno per probabile nel giro di non troppo tempo, la giunta regionale interviene su un tema caro ai ‘bocciani’, ma soprattutto agli umbri, ovvero quello delle liste d’attesa. Lunedì pomeriggio è stato infatti varato un aggiornamento del piano di abbattimento, approvato nell’estate del 2014, per le prestazioni di specialistica ambulatoriale. Secondo quanto spiegato in conferenza stampa dalla presidente Catiuscia Marini e dall’assessore alla sanità Antonio Bartolini, l’obiettivo generale per il biennio 2016/2018 è quello di «garantire le prime visite specialistiche in un tempo massimo di 30 giorni e gli esami strumentali di primo accesso in un massimo di 60», partendo comunque dal fatto che attualmente in Umbria le urgenze, cioè esami e visite che devono essere fatte nel giro di 3, 10 o 30 giorni, nel 2015 venivano già garantite nel 95 per cento dei casi (+35 per cento rispetto al 2014).

I dettagli A spiegare i dettagli del provvedimento il direttore regionale dell’area Sanità Walter Orlandi (in sala anche i vertici di Aziende ospedaliere e Asl), schierato accanto alla presidente e all’assessore, quasi a ribadire plasticamente che gli attuali assetti, almeno per il momento, non sono in discussione. Sul piatto la Giunta regionale mette per le assunzioni di medici, infermieri e tecnici 2,5 milioni di euro per il biennio. Il piano prevede poi, per assicurare l’appropriatezza delle prescrizioni, la creazione di Rao (Raggruppamenti di attesa) omogenei e di una “struttura di garanzia” in ognuno dei 12 distretti in cui la regione è divisa. In queste strutture dovranno essere rispettati i tempi massimi (evitando così che un perugino debba andare per esempio a Terni per un esame o viceversa) e per i pazienti con patologie croniche e disabilità l’accesso alle prestazioni sarà agevolato.

Online Inoltre, così come accade già in alcune strutture come ad esempio l’ospedale di Perugia, gli ambulatori dove ci sarà la necessità rimarranno aperti anche di pomeriggio, dopo le 20 e nei giorni festivi e i macchinari dovranno essere sfruttati al massimo. Dal 16 maggio poi si potranno prenotare e pagare tutte le prestazioni online attraverso il sito www.cupumbria.it e prossimamente pure tramite una app dedicata, mentre sarà attivato un call center dedicato con numero unico regionale. Sistema Cup che dovrà essere esteso anche ai medici prescrittori. In tema di trasparenza, è prevista anche la consultazione online, sul sito della Regione e su quelli delle aziende, dei tempi di attesa. Tutti obiettivi, come ha spiegato la presidente Marini, sui quali saranno valutati i direttori delle Aziende, la cui conferma dipenderà dall’averli centrati o meno. Complessivamente il piano ha come modello quello della giunta dell’Emilia Romagna: «Siamo andati a vedere – ha detto Marini – quello che viene fatto nelle due o tre regioni che operano meglio su questo fronte, adattando poi i punti al modello umbro».

Sanzioni Rispetto al modello Emilia manca ancora un punto, ovvero il far pagare il ticket ai cittadini che non disdicono la prenotazione: un provvedimento che potrebbe essere adottato nel giro di sei mesi, una volta verificato l’andamento dei dati. Una quota, quella di coloro che non si presentano, scesa dal 10 per cento del 2014 all’1,5 per cento del 2015. Il nuovo piano si focalizzerà in particolare su quel blocco di visite ed esami per i quali oggi i tempi sono troppo lunghi, ovvero tac torace, addome, colonna, arti, bacino e capo, risonanza magnetica cranio encefalica, colonna, muscoloscheletrica, ecocolordoppler cardiaco pediatrico, esame senologico clinico strumentale, ecografia capo e collo, ecografia ostetrico-ginecologica, colonscopia, visita oculistica, endocrinologica, neurologica, urologica, ginecologica e pneumologica. Per quanto riguarda le risorse, è difficile fare una stima di quanti professionisti potrebbero essere assunti: «Non certo molte decine – risponde Orlandi – ma alcuni in questa o quell’Azienda. Per dare un’idea comunque, basta pensare che un medico costa 80 mila euro all’anno e un infermiere la metà».

Bartolini e Marini «Sono stati – ha detto Bartolini – mesi di lavoro molto intensi, fatti anche sottotraccia. Anche se manca la ‘bollinatura’, crediamo che il piano otterrà il via libera del Ministero della salute. Questo delle liste d’attesa è il tema del quale più ci hanno parlato le associazioni del mondo del volontariato e quelle dei pazienti. Confido che molto presto riusciremo a superare le criticità». «Sarà anche l’occasione – ha aggiunto Marini – per Molto spesso il sistema si ingolfa a causa di richieste che non derivano da reali urgenze o necessità. Basta insomma con prescrizioni al di fuori degli screening o da rischi sanitari effettivi». La presidente ha fatto riferimento in particolare a un caso del quale si è discusso sui social network, relativo a una dona che lamentava tempi biblici per una mammografia. «Gli ho anche scritto privatamente – ha detto Marini – per chiederle i dati, ma non ho avuto risposta. Dobbiamo ricordare che ci sono gli screening di massa e che per i pazienti a rischio sono garantite visite entro 3, 5 e 10 giorni. Casi singoli sono fuori da questi due schemi». «Con le nuove misure per ridurre le liste d’attesa – commenta il consigliere regionale Attilio Solinas -, la giunta ha recepito molte delle indicazioni provenienti dai rappresentanti dei cittadini, dal mondo sanitario e dai referenti sindacali. Ringrazio l’assessore Bartolini per aver dato seguito al lavoro congiunto che abbiamo svolto in Terza commissione».

Twitter @DanieleBovi

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