venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:35
4 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:04

Leo Cenci verso la maratona di New York: domenica 11 alla ‘Run Tune Up’ di Bologna

L'atleta perugino con un cancro in atto punta alla corsa del 6 novembre: «Sarebbe bellissimo battere il record di Fred Lebow»

Leo Cenci verso la maratona di New York: domenica 11 alla ‘Run Tune Up’ di Bologna
Leonardo Cenci e Giovanni Malagò

Il perugino Leonardo Cenci sarà il primo italiano che correrà una maratona con un cancro in atto: lo farà a New York il prossimo 6 novembre. Nel percorso di avvicinamento, ha deciso di prendere parte alla 15esima edizione della “Run Tune Up”, la mezza maratona di Bologna in programma il prossimo 11 settembre. L’atleta perugino interverrà anche alla presentazione dell’evento in programma mercoledì 7 settembre, alle ore 12, presso la sala Tassinari di palazzo D’Accursio a Bologna. Il giorno prima della gara sarà uno dei relatori del convegno “Sport e salute”, previsto dalle ore 16,30 presso la sala Borsa in piazza Nettuno, sempre a Bologna.

Da New York a New York Il 9 agosto del 2012, a 39 anni, a Leo fu diagnosticato un cancro al polmone al quarto stadio, con metastasi celebrali ed ossee, incurabile ed inoperabile. Ma Leonardo, nonostante che i medici gli avessero comunicato che avrebbe vissuto al massimo 4/6 mesi di vita, grazie alla sua tenacia ed alle cure più recenti oggi è pieno di energia e determinazione. «Sarò il primo italiano della storia e, da quanto mi risulta, la seconda persona al mondo di sempre a correre una maratona con il cancro in atto – afferma Cenci -. Prenderò parte a quella in programma a New York il prossimo 6 novembre. È la stessa che stavo preparando nel 2012 quando poi mi fu diagnosticata la malattia. Mi sto allenando al meglio da mesi per concluderla in un tempo adeguato. Il massimo sarebbe battere il record di 5 ore e 32 minuti di Fred Lebow (fondatore della maratona di New York, ndr), che corse con un cancro al cervello. Tutto dipenderà dal mio stato di salute”.

Leo e le maratone Leonardo è consapevole dello sforzo che si accinge a compiere. Prima di quel 9 agosto, infatti, di maratone ne aveva già corse sette, con un personal best di 3 ore 4 minuti alla Maratona di Carpi. «Corro dal 1998 – continua – ma prima facevo tennis e prima ancora calcio. Lo sport è la mia vita, è nella mia testa ed è quello che mi ha dato la forza per trasformare la malattia in un’occasione di crescita. Io non lo tratto come un mostro ma come un ospite e siccome ci devo convivere voglio che questa sia una buona convivenza».

Gli allenamenti L’attenzione di Leonardo ora è tutta rivolta alla maratona. Si allena sette giorni su sette, alternando sedute di corsa con quelle di palestra. Il tutto senza consultare l’orologio ma il suo corpo. «Per i medici la corsa è sconsigliata – spiega – per chi è nelle mie condizioni perché dovrei condurre uno stile di vita ‘ipo’ e non ‘iper’ ma per fortuna gli oncologi che mi seguono sono comprensivi e hanno capito che io non potrò mai essere ‘ipo’, non lo sono mai stato e non lo sarò mai. Quindi mi lasciano fare, a condizione che non mi stressi troppo. Infatti i miei allenamenti sono ‘al risparmio’. Il programma me lo fa l’allenatore della nazionale di maratona Umberto Risi (olimpionico nei 3000 siepi a Città del Messico nel 1968 e 35 volte maglia azzurra, ndr). Cerco di fare tutto al meglio. Anche il laboratorio e il centro medico del Coni di Roma mi sta seguendo passo passo e ciò mi galvanizza e mi dà tanta determinazione. Tra l’altro, ho già partecipato ad alcune mezze maratone, e alla passata Maratona di Roma di cui, insieme al presidente Giovanni Malagò, che sento affettuosamente amico, sono stato testimonial. Adesso – conclude Cenci – devo concentrarmi anche sulla definizione delle procedure per preparare al meglio la missione negli Stati Uniti, dove sarò accompagnato da un paio di preparatori e da un ricercatore medico-scientifico».

 

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