8 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:27

Legge anti sprechi e sostegno a famiglie, Caritas: «In Umbria la strada giusta»

Rete con la grande distribuzione per recuperare cibo e farmaci e 6.363 famiglie umbre destinatarie del Sia, sostegno per inclusione attiva

Legge anti sprechi e sostegno a famiglie, Caritas: «In Umbria la strada giusta»

«Diceva già papa Francesco nella ‘Laudato sì’ che: ‘molte cose devono riorientare la propria rotta ma prima di tutto è l’umanità che ha bisogno di cambiare. Laudato sì mi Signore, cantava San Francesco per sora nostra madre terra. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei’». A ricordarlo è il diacono Giancalo Pecetti, direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, nel commentare la notizia dell’approvazione in Parlamento, avvenuta la scorsa settimana, della legge contro gli sprechi alimentari e dei farmaci. «E’ una legge che speriamo possa aiutare a ridurre sensibilmente gli sprechi di prodotti alimentari – commenta il direttore della Caritas perugina –, che in Italia hanno raggiunto l’impressionante cifra di 5 milioni di tonnellate per un valore di 8 miliardi di euro gettati nei cassonetti dei rifiuti dove purtroppo alcuni poveri vanno a rovistare per recuperare un po’ di cibo. La Francia ha già emanato disposizioni in tal senso obbligando la ‘grande distribuzione’ a cedere gratuitamente prodotti non più commerciabili ad Enti ‘no profit’».

Il punto di vista di Caritas «In attesa dei decreti attuativi di questa legge, la Caritas, già da tempo – evidenzia il diacono Pecetti –, era impegnata attraverso una collaborazione con alcune realtà commerciali alla ridistribuzione di prodotti prossimi alla scadenza nel rispetto delle norme igienico-sanitarie vigenti». «Emanare una legge che aiuta a non sprecare e premia chi in questo si impegna – commenta ancora il direttore della Caritas perugina –, è atto di grande civiltà e, come è stato sottolineato, di grande portata etica ed economica e non può non trovarci coinvolti. La presenza di volontari è una condizione “sine qua non” per svolgere il servizio in questa opera, senza di loro non si potrebbe certamente contribuire alla diminuzione di questo fenomeno così rilevante». «La Caritas diocesana – conclude il suo direttore – intende sempre più impegnarsi in questo ambito per portare il suo contributo al radicarsi di una cultura anti-spreco. In primo luogo perché questo fa parte di una attenzione all’uomo che le è propria, soprattutto nel momento in cui si trova nella difficoltà e indigenza, poi perché c’è l’esigenza del formarsi di una mentalità nuova sull’utilizzo attento delle risorse. Questo impegno può essere anche un concreto sostegno al bilancio familiare ed infine ci aiuta nel rispetto della natura e dei suoi frutti e alla custodia di tutto il creato».

Erogazione del Sia «La Caritas rileva l’importanza dell’avvio dell’erogazione del ‘Sia’, il sostegno per l’inclusione attiva, anche a livello della regione Umbria, a beneficio di 6363 famiglie in difficoltà. Si tratta infatti di un provvedimento cui si attribuisce carattere strutturale, volto cioè ad affrontare alla radice il grave problema della diffusione della povertà cosiddetta ‘assoluta’, e che perciò dovrà essere riproposto e potenziato negli anni a venire». Ad evidenziarlo è Pierluigi Grasselli, direttore dell’Osservatorio per le povertà e le risorse della Caritas diocesana perugina, in occasione della presentazione del “Sia” alla Zona sociale 2, cui appartiene il Comune di Perugia avvenuta a “Villa Umbra” di Pila, lo scorso 1° agosto. Si tratta di «una riforma strutturale, con attuazione graduale – commenta l’economista Grasselli –, che però, già dal primo anno d’attuazione deve rispondere all’emergenza. Tale povertà ha raggiunto una diffusione elevata in Italia, colpendo nel 2015 il 6,1% delle famiglie (in numero di 1 milione 582 mila). Si osservi  – aggiunge – che applicando, a titolo di mera indicazione di massima, senza alcuna pretesa di correttezza, la quota media nazionale su ricordata alle 382 mila e 923 famiglie dell’Umbria (dati Istat 2014), otteniamo 23 mila 358 famiglie (di cui 17 mila in provincia di Perugia). Per l’impiego delle risorse complessivamente disponibili (di origine sia statale che regionale) sono previsti sussidi monetari, ed erogazione di servizi alla persona, volti a favorire l’inclusione socio-lavorativa. Sembra opportuno anche destinare risorse per effettuare monitoraggio e valutazione dei provvedimenti attuati».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250