mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:45
26 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:34

L’economia umbra torna a zoppicare: trimestre in calo. Commercio: crisi infinita per i piccoli negozi

I dati di Unioncamere mostrano una frenata dopo la buona chiusura del 2015. Occupazione stabile. Imprese: aumentano quelle di giovani, donne e stranieri

L’economia umbra torna a zoppicare: trimestre in calo. Commercio: crisi infinita per i piccoli negozi

L’economia umbra sembra aver già perso quel minimo di slancio preso sul finire del 2015. I risultati del primo trimestre 2016 per ciò che riguarda l’industria manufatturiera mettono in discussione il consolidamento di una svolta che sembrava finalmente destinata a portare un deciso miglioramento del clima economico. E’ quanto emerge dall’esame dei risultati dell’indagine congiunturale realizzata da Unioncamere Umbria su un campione di circa 300 imprese, articolato in tre classi dimensionali e in 8 settori di attività.

Produzione L’andamento della produzione registra una contrazione dell’1,4% rispetto al IV trimestre 2015, che ha interessato in modo particolare il comparto della “moda” (‐4,8%), le altre industrie (‐4,4%) e le industrie elettriche (‐2,4%). L’indicazione trova conferma dalle comunicazioni di tipo qualitativo in cui prevale nettamente la quota di coloro che hanno segnalato una diminuzione della produzione (44%) rispetto a quelli che hanno evidenziato una crescita (33%). Rispetto al corrispondente trimestre del 2015 (valore tendenziale), invece, la produzione segna al contrario un leggero incremento (+0,7%) grazie al buon andamento di tutti i settori produttivi esclusi la “moda” (‐2,4%) e le altre industrie (‐4,7%). Per quanto attiene alla classe dimensionale sono ancora una volta le imprese più piccole ad essere maggiormente penalizzate dal ciclo economico.

Fatturato Il fatturato totale fa registrare segnali negativi sia sul piano congiunturale (‐3,9%) che su quello tendenziale (‐0,3%). Per quanto riguarda il confronto con il trimestre precedente tutti i settori accusano pesanti arretramenti e tra questi spicca il comparto del legno con il valore maggiormente negativo (‐7,7%). Decisamente migliore il quadro dei risultati che emerge dal confronto con il I trimestre 2015 con significativi incrementi per il legno (+5,2%), per la chimica (+4,3%), per i metalli (+4%) e per le industrie meccaniche (+3,8%) cui si contrappone un pesante segno negativo per le industrie elettriche (‐71,1%) e per le altre industrie (‐6,2%). Anche scomponendo il fatturato tra la componente “interna” e quella “estera” si nota come tutti i risultati, congiunturali e tendenziali, mostrano il segno negativo.

Ordini Anche gli ordini subiscono le conseguenze del rallentamento che ha contrassegnato le attività manifatturiere della regione nei primi tre mesi del 2016. In complesso hanno fatto risultare un decremento dello 0,7% rispetto all’ultimo trimestre del 2015. Sostanzialmente immutato il trend rispetto allo stesso periodo del 2015 come si evince sia dai risultati quantitativi (+0,1%) che da quelli qualitativi (37% di segnalazioni di aumento e 34% di riduzione).

Occupazione Per quanto riguarda l’occupazione i risultati mettono in evidenza una situazione di sostanziale stazionarietà (+0,1%) rispetto al trimestre precedente con variazioni che assumono valori significativi soltanto a livello settoriale dove, ad esempio, il settore chimico fa rilevare una crescita del 4,8%. Dal punto di vista tendenziale si registra una riduzione dell’1,2% che trova immediata conferma nelle segnalazioni degli imprenditori.

Commercio L’indagine congiunturale relativa al primo trimestre 2016, realizzata su un campione di 150 imprese umbre operanti nel settore commerciale, mette in luce un’ulteriore contrazione delle attività protraendo così un lungo periodo di crisi che da tempo sta attanagliando in modo particolare le imprese di minori dimensioni. Le vendite effettuate nei primi tre mesi dell’anno hanno fatto registrare un calo del 6% rispetto al trimestre precedente e, contemporaneamente, oltre il 65% degli imprenditori intervistati hanno segnalato una diminuzione rispetto ad una quota del 14% che invece hanno comunicato un aumento. Anche dal punto di vista tendenziale il settore commerciale ha accusato una contrazione delle vendite pari al 2,6% rispetto allo stesso periodo del 2015. Per ciò che riguarda i prezzi, le imprese segnalano un aumento medio pari a +0,4% nei confronti dello stesso trimestre dello scorso anno. I risultati negativi riportati dal settore commerciale nel primo trimestre 2016 si ripercuotono direttamente sul volume degli ordinativi che fanno registrare una riduzione del 3,1% sia rispetto al trimestre precedente che allo stesso periodo dell’anno 2015. Esaminando i dati relativi all’occupazione nel comparto del commercio rispetto al trimestre precedente si registra un risultato negativo pari allo 0,8%. Le previsioni degli imprenditori intervistati per il II trimestre 2016 sembrano improntate alla massima cautela: se per il fatturato prevale di poco la quota di coloro che si aspettano un incremento per gli ordini ai fornitori (30% contro il 23%), la previsione di una diminuzione vede concordi il 22% degli intervistati rispetto al 16% di coloro che al contrario prevedono una crescita.

Cruscotto statistico Nel primo trimestre del 2016, il sistema imprenditoriale umbro ha subito un’ulteriore contrazione numerica rispettivamente di 302 unità rispetto al 4° trimestre 2015 e di 69 unità nei confronti dello stesso trimestre del 2015. La negatività di questo saldo è mitigata da un buon andamento tendenziale, considerato che rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, le iscrizioni sono aumentate di oltre il 6% (mentre a livello nazionale sono risultate sostanzialmente stabili), e le cessazioni sono diminuite del 5% (in linea con il dato nazionale). Inoltre, è ampiamente positivo il saldo tra aperture e chiusure di nuove unità locali nella regione. Va fatto rilevare come nel primo trimestre 2016 il saldo negativo tra iscrizioni e cessazioni è interamente determinato dal risultato negativo delle imprese individuali e delle società di persone. Le società di capitali, infatti, pur registrando una leggera riduzione delle iscrizioni mostrano una consistente contrazione delle cessazioni (‐11,0%). La dinamica dei fallimenti e delle altre procedure concorsuali mostra due risultati discordanti: da un lato il numero dei fallimenti si è ridotto di quasi l’11% rispetto al primo trimestre del 2015, dall’altro quello dei concordati e degli accordi di ristrutturazione del debito e altre fa registrare un incremento del 13,3%. Nel primo trimestre 2016, il 41% delle nuove iscritte sono imprese “giovanili”; le “femminili” arrivano al 40 % del totale, mentre le “straniere” costituiscono poco più del 18%. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, le iscrizioni di queste tre tipologie di imprese aumentano. In particolare le iscrizioni delle imprese “giovanili” crescono del 20,9% rispetto ad un valore nazionale negativo del 2,9%. Le imprese femminili fanno registrare un incremento percentuale delle iscrizioni del 10% molto più elevato dell’analogo valore nazionale (0,7%) e allo stesso modo le imprese straniere manifestano una dinamica di sviluppo (3,1%) rispetto ad una media nazionale che al contrario mostra il segno negativo (‐4,2%).

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