domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:18
26 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:32

La teoria-gender, Piccolo Uovo e le unioni civili. Omphalos: «Siamo indietro rispetto all’Europa»

E’ stata dedicata a tutte le famiglie, incluse quelle Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), la giornata conclusiva del Perugia Pride Village 2016

La teoria-gender, Piccolo Uovo e le unioni civili. Omphalos: «Siamo indietro rispetto all’Europa»

E’ stata dedicata a tutte le famiglie, incluse quelle Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), la giornata conclusiva del Perugia Pride Village 2016, organizzata da Omphalos Arcigay Arcilesbica.
I bambini – riferiscono gli organizzatori – sono stati al centro dell’appuntamento pomeridiano della merenda delle Famiglie arcobaleno (quelle formate da due mamme o due papà), tra giochi per i più piccoli, spettacoli di magia e lettura di fiabe. Stefano Manetta di Famiglie arcobaleno ha spiegato il senso dell’iniziativa per i più piccoli: «Le fiabe che abbiamo scelto includono qualsiasi realtà familiare e servono a presentare le diversità ai più piccoli con semplicità e naturalezza. ‘Piccolo Uovo’, per esempio, è la storia di un uovo che viene al mondo e che, venendo pian piano a conoscere tutte le realtà familiari esistenti, si rende conto che non importa da chi è composta la famiglia, ma basta essere amati».

FOTOGALLERY PERUGIA PRIDE VILLAGE

Teoria del gender «A Perugia – prosegue la nota – ci sono stati recentemente alcuni casi di messa al bando” di libri accusati di propagandare l’inesistente teoria del gender. Uno stand all’interno dei Giardini del Frontone ha messo a disposizione dei partecipanti alcuni di questi testi, per lo più fiabe per i più piccoli, che il sindaco di Venezia per primo, seguito a ruota da altri rappresentanti delle istituzioni locali, ha messo al bando, con l’accusa che diffondessero la cosiddetta ideologia gender». Una teoria «inventata di sana pianta», spiega Roberto Tavazzi, volontario di Omphalos: «Come ha detto anche il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini la teoria gender è una truffa ideologica. Il gender esiste solo come teoria sociologica, ma non ha nulla a che vedere con quanto propagandato dai movimenti contro i diritti delle famiglie Lgbt. E’ uno spauracchio che fa leva sulla paura che i propri figli siano meno ‘maschi’ o meno ‘femmine’ di quanto li si vorrebbe, ma è così che si finisce di far loro più danno».

Unioni civili Al dibattito pomeridiano – prosegue il comunicato – incentrato sulle unioni civili e presentato da Roberto Mauri di Omphalos, hanno partecipato politici, attivisti ed esperti di questioni Lgbt. Tra questi il senatore Sergio Lo Giudice che ha parlato della recente approvazione della Legge Cirinnà, che ha introdotto in Italia l’istituto delle unioni civili. Lo Giudice dice: «E’ una legge che riconosce finalmente dopo 30 anni l’esistenza giuridica delle coppie dello stesso sesso, parificando i loro diritti a quelli delle coppie sposate. Rimane fuori dalla legge il tema dei diritti dei bambini, ma dopo la sentenza 12962 della Corte di Cassazione, la cosiddetta ‘stepchild adoption’ viene anch’essa pienamente riconosciuta. La battaglia non è finita, inizia da qui l’impegno per l’accesso egualitario al matrimonio civile».

Passo zoppo «Sulla legge la posizione delle associazioni Lgbt è chiara – spiega Pietro Diana di Omphalos -. Come legge, è sicuramente un inizio. Se però contestualizziamo il tutto in ottica europea siamo ancora indietro. E’ un passo fatto in ritardo, perché altrove il dibattito è sul matrimonio e non più solo sulle unioni civili, e forse anche una sorta di passo ‘zoppo’: perché se tutela una serie di diritti, sancisce comunque una discriminazione, visto che si dice che le persone omosessuali non hanno diritto a sposarsi».

Diritti delle famiglie Lgbt Tra gli altri ospiti intervenuti nel corso della giornata «il docente universitario Federico Zappino, saggista ed esperto di teoria Queer (ossia tutto quello che non riguarda l’universo eterosessuale) e Lucia Caponera di Arcilesbica, che ha parlato dei diritti che ancora mancano alle coppie e alle famiglie Lgbt». Caponera – conclude la nota degli organizzatori – è intervenuta anche per parlare di violenza all’interno delle coppie lesbiche, dicendo che ad oggi non esistono dati precisi sul fenomeno, perché si tratta di un fenomeno ancora poco conosciuto. E’ da qui che nasce l’esigenza del protocollo sottoscritto da Omphalos e Libera…mente Donna, associazione femminile umbra che gestisce centri anti-violenza, per l’apertura di sportelli dedicati: ci sarà un servizio di accoglienza e ascolto per le donne lesbiche e bisessuali che vivono situazioni di violenza all’interno delle loro relazioni, come spiega Ilaria Berti, operatrice del centro. Che aggiunge: «Alle donne lesbiche e bisessuali, come a tutte le donne, diciamo di non aver paura di farsi avanti, e che la violenza è un fenomeno trasversale che ci colpisce tutte. Essendo la violenza un fenomeno socio-culturale, inevitabilmente condiziona i nostri ruoli di donne, e quindi anche nelle relazioni lesbiche si riproduce una stereotipia etero-normata. Il nostro centro è a disposizione anche solo per parlare o chiarire dubbi (cellulare 342 3029409, email centroantiviolenzaperugia@gmail.com)».

Miss Drag Queen Umbria A conclusione della quarta edizione del Perugia Pride Village, lo spettacolo serale di Miss Drag Queen Umbria, presentato da Nikita Magno e Roberto Mauri. Oltre alla reginetta umbra, verrà consegnato anche un altro premio, come spiega Christian Volpe, in arte Mad Ame: «Eleggeremo anche Miss Pride. Siccome quest’anno il motto è ‘nessuno escluso’, le drag ospiti avranno il compito di eleggere la drag che sia più rappresentativa di questa idea di inclusività». Per ricordare che nessuno escluso vale proprio per tutti e tutte: «Escludere persone crea divisione e accentua le discriminazioni. Al di là del Pride il nostro impegno quotidiano come associazione che opera sul territorio è far si che nessuno si senta meno di altri. Siamo tutti uguali nei nostri amori e nella nostra vita quotidiana. Tutte le famiglie hanno la stessa dignità», conclude Emidio Albertini copresidente di Omphalos.

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