domenica 2 ottobre 2016 - Aggiornato alle 00:18
3 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:06

«La Quadrilatero per l’Umbria vale un punto di Pil in tre anni»: le stime di ESG89

Per il centro studi «si apre un ponte verso l'Est Europa per gli scambi commerciali». Tutti i settori coinvolti

«La Quadrilatero per l’Umbria vale un punto di Pil in tre anni»: le stime di ESG89

L’apertura della Quadrilatero Umbria-Marche, cioè della nuova Foligno-Civitanova e della Perugia-Ancona, vale per l’Umbria un punto di Pil in tre anni. A sostenerlo il Centro studi economico e finanziario ESG89.

TUTTO SU QUADRILATERO

Connessioni e Est A meno di una settimana dall’inaugurazione, col premier Matteo Renzi, ESG89 ha realizzato uno studio sul potenziale sviluppo economico dell’Umbria non solo fra le due regioni, ma anche con quelle confinanti con in testa Abruzzo, Molise e Puglia. Solo nelle vicine Marche insistono oltre 33 mila società di capitali, in Umbria sono circa 15 mila, in Abruzzo 23 mila e in Puglia 60mila. «L‘apertura delle direttrici stradali – sostiene ESG89 – avranno nei prossimi anni, interessanti sviluppi nei diversi settori in cui le pmi di queste regioni operano prevalentemente. Ricordiamo infatti che proprio nel centro-sud d’Italia la prevalenza di società di piccole dimensioni ne rallenta lo sviluppo e la crescita. La vicinanza con potenziali clienti o partner faciliterà interessanti collaborazioni, scambi commerciali e sviluppo di ‘reti’ d’impresa. Non scordandoci, poi, che le Marche costituiranno sempre di più il ‘ponte’ via mare verso i paesi dell’Est-Europa».

Inaugurazione: fotogallery
L’apertura delle due strade: video

Un punto di Pil «Abbiamo calcolato che sarà di circa un punto di Pil – afferma Giovanni Giorgetti di ESG89 – il potenziale di sviluppo economico nei prossimi tre anni per l’Umbria. Le pmi avranno, infatti, più facilmente accesso a mercati interessanti e di contro anche quelle marchigiane, pugliesi e abruzzesi potranno, senza grandi ‘ostacoli’, iniziare a considerare il mercato umbro. I settori più interessati? Sicuramente quello turistico, l’alimentare, dei servizi informatici, della comunicazione, della consulenza, l’immobiliare. Interessante, inoltre, per l’industria della meccanica, della plastica, e del tessile abbigliamento, sarà la possibilità di ‘abbracciare’ i partner marchigiani e costruire con loro una rete infra-regionale di sicuro interesse per i mercati internazionali. L’unica cosa che ci si domanda è: se il costo è stato davvero di poco più di 1 miliardo, perché si è atteso così tanti anni? Perché non si accelera anche sulle altre direttrici viarie?».

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