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28 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:53

«La notte del giudizio», quasi un’apologia della mattanza nella notte in cui tutto è permesso

Arriva al cinema il terzo capitolo della saga «The purge»: la violenza diventa la storia e i personaggi che ci sono dentro ne subiscono solo gli effetti

«La notte del giudizio», quasi un’apologia della mattanza nella notte in cui tutto è permesso

di Gordon Brasco

Probabilmente mi darete del bacchettone, del buonista e pure fautore del politically correct: il fatto è che probabilmente in questo caso avete ragione ma solo in questo caso e vi spiego il perché. Il franchising «The Purge» (che nel nostro paese è stato cambiato nel «La notte del giudizio») è arrivato alla sua terza puntata e ogni volta che mi ritrovo al cinema a guardare le vicende narrate in questa fantomatica notte in cui tutto è permesso (omicidio incluso) un dubbio mi assale sempre: si vuole stigmatizzare l’uso eccessivo della violenza nella cultura americana o solamente sollazzare quella parte violenta che alberga in ognuno di noi? La differenza è sostanziale perché al di là del finale che è sempre improntato a premiare i «buoni», i film della serie The Purge sembrano sempre un videoclip promozionale a un radicale cambiamento nella visione degli equilibri sociali che sono alla base di ogni vivere civile. Perché se dal punto di vista antropologico la violenza premia il più forte e gli garantisce un futuro nella continuazione della specie, l’omicidio inteso come atto di liberazione delle zavorre della società ha il sapore di una tesi pericolosa, un po’ nazista tanto per intenderci, dove scaricare i deboli o i presunti tali garantisce a chi rimane una spinta in avanti verso un futuro più luminoso dato da una maggiore considerazione di sé (sono ancora vivo mentre altri sono morti) e da un governo centrale più snello (eliminare i deboli vuol dire spendere meno in assistenza e meccanismi di tutela). Non sono mai stato contro la violenza al cinema se usata come mezzo per comunicare un messaggio valido e riconoscibile… per esempio Tarantino gioca con la brutalità e l’aggressività nei suoi film ma sempre come paradosso, come esagerazione della realtà nella quale muove la storia dei suoi personaggi.

La violenza In «The Purge» la violenza diventa la storia e i personaggi che ci sono dentro ne subiscono solo gli effetti senza alcuna ironia o speranza di una morale a cui aggrapparsi scadendo in uno splatter qualsiasi. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me sì ma con riserva: non c’è nulla di nuovo rispetto ai due precedenti capitoli se non che le maschere dei «purgatori» sono molto ben curate e originali. Le intenzioni del regista erano di stigmatizzare la violenza e il razzismo nella società americana? Allora avrebbe dovuto calibrare meglio la narrazione, rendendo meno accattivante la violenza sfrenata dei suoi protagonisti perché quello che viene fuori è quasi un’apologia della mattanza, un avallare la pulizia etnica della società per ottenere un futuro migliore con più risorse per «chi se o merita», il problema è che chi se lo merita ha le mani sporche di sangue. La storia ha degli spunti interessanti e alcune trovate sono inquietanti ma in generale il film non va oltre la sufficienza, appesantito da una trama scontata e una recitazione da saggio scolastico. Siete dei fan della serie? Allora correte al cinema troverete gli stessi contenuti dei due capitoli, in tutti gli altri casi pensateci bene, è un film che potete tranquillamente aspettare a casa e noleggiare in una qualunque delle vostre piattaforme on demand.

Un film di James DeMonaco. Con Frank Grillo, Elizabeth Mitchell, Mykelti Williamson, Joseph Julian Soria, Betty Gabriel. Titolo originale The Purge: Election Year. Horror, Ratings: Kids+13, durata 105 min. USA 2016. Universal Pictures.

Trama: Due anni dopo aver scelto di non uccidere l’uomo che aveva assassinato suo figlio, l’ex sergente della polizia Barnes è diventato capo della sicurezza del Senatore Charlene Roan, front runner nella corsa alle prossime elezioni Presidenziali che ha fatto voto di eliminare la notte in cui la polizia non interviene ad arginare la criminalità.

Perugia
Gherlinda: 17.05 / 19.30 / 22.05
Uci Cinemas Perugia: 17.10 / 19.45 / 22.15

Terni
The Space: 17.50 / 20.15 / 22.40

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