venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:27
29 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:23

«La mia amicizia ventennale con Giorgio Albertazzi»: la tristezza di Massimo Porena

Il primario di Urologia a Perugia ripercorre la conoscenza con il grande artista appena scomparso

«La mia amicizia ventennale con Giorgio Albertazzi»: la tristezza di Massimo Porena
Diego Porena con Giorgio Albertazzi

Negli ultimi venti anni della sua vita Giorgio Albertazzi, il grande artista morto sabato all’età di 92 anni, ha avuto un preciso punto di riferimento a Perugia per quanto riguarda la sua salute: il professor Massimo Porena, direttore della struttura di Urologia del Santa Maria della Misericordia.

Conoscenza da 20 anni Nel tempo, Albertazzi è ricorso più volte ai servizi assistenziali dell’ospedale, dove ha sempre familiarizzato con gli operatori sanitari durante la sua degenza, elogiandone la professionalità. «Alla notizia della sua scomparsa ho provato e provo un dolore analogo a quello della perduti di un fratello maggiore – dice Porena all’ufficio stampa dell’Azienda ospedaliera di Perugia -. Da quando l’ho incontrato per la prima volta, oltre venti anni fa, ho sempre apprezzato la straordinarietà della sua persona più che la fama dell’artista. Eravamo amici con la “a” maiuscola, orgoglioso che questo sentimento sia stato ricambiato. La nostra frequentazione era ricorrente, non è mai mancato ai convegni scientifici organizzati a Perugia dalla mia struttura, e sempre ha voluto deliziare gli ospiti con le sue straordinarie performance artistiche».

Amico di famiglia È palpabile il dolore del professor Porena, anche per la condivisione di sentimenti che il Maestro aveva esteso ad altri componenti la sua famiglia: «Giorgio era generoso, aveva un cuore grande; ha incoraggiato la vena artistica di mio figlio Diego, autore di poesie che lui ha recensito e naturalmente ha accettato di scriverne la prefazione. Più di essere stato il suo medico di fiducia, mi gratifica aver condiviso con lui tanti avvenimenti non solo professionali, ma anche quelli della quotidianità.La sua grandezza consisteva nell’essere semplice».

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