domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:34
12 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:16

La ‘Città del Trasimeno’ è realtà. Marini: «Realtà da 58 mila abitanti, la quarta dell’Umbria»

Storica firma a Isola Maggiore tra Regione e gli otto sindaci: «Un percorso partito da lontano. Lo dedichiamo a Edoardo Gobbini»

La ‘Città del Trasimeno’ è realtà. Marini: «Realtà da 58 mila abitanti, la quarta dell’Umbria»
Catiuscia Marini con gli 8 sindaci del Trasimeno

Una città a forma di lago. È nata a Isola Maggiore, dopo un lavoro di collaborazione, frutto dell’impegno di generazioni di amministrazioni, l’Unione dei comuni Città del Trasimeno. Un evento di portata storica quello che si è svolto alla presenza degli 8 sindaci lacustri (Passignano, Paciano Piegaro, Panicale, Castiglione del Lago, Città della Pieve, Magione e il comune ospitante Tuoro Sul Trasimeno) e la presidente della Regione, Catiuscia Marini.

Dedica a Gobbini «La Città del Trasimeno che realizziamo insieme è grazie alla volontà di tutti – ha esordito Fausto Scricciolo – e seguendo le indicazioni di chi l’ha immaginata e voluta nel passato, per questo il ricordo oggi è forte verso Edoardo Gobbini che ci ha lasciato prima di vederla realizzata ma che oggi sarebbe qui con noi felice per questa giornata” ha spiegato il sindaco di Città della Pieve».

Serve strategia condivisa Hanno quindi preso la parola direttori e dirigenti della Regione che seguono il progetto Iti, altro tema focale della giornata che descrive una fondamentale opportunità di risorse per l’area. «Abbiamo fin dall’inizio seguito la metodologia delle aree interne, mantenendo un’agenda serrata – ha detto Lucio Caporizzi -. Ora si tratta di definire una strategia condivisa e confrontarla il più possibile con gli attori del territorio. Non è la Regione che impone al territorio, ha un ruolo importante ma elabora le esigenze di chi conosce e vive il territorio. Dovremo adesso lavorare ad un progetto specifico di miglioramento delle capacità della gestione associata di certe funzioni».

Il percorso Per Ciro Becchetti «il progetto di Iti è una buona occasione per rafforzare l’unione dei Comuni. Dobbiamo soprattutto ricercare un progetto complessivo integrato fatto di iniziative che abbiano significato per l’intero Trasimeno e non per le singole realtà. La direzione di cui mi occupo gestisce tematiche che hanno rilievo importante per le strategie dell’Iti. Percorso avviato da tempo e che ha riguardato lo sviluppo rurale e ambiti di valorizzazione culturale». «Il percorso – secondo Claudio Tiriduzzi – è stato avviato dal quadro strategico regionale da cui sono originati i piani comunitari nel frattempo era stato avviato anche il contratto di paesaggio del Trasimeno poi superato dall’Iti, uno strumento nuovo nella programmazione comunitaria e che per sua natura può pescare da più fondi, da più assi o misure dei programmi. E’ una sfida di integrazioni di più strumenti sullo stesso territorio. Abbiamo iniziato da ottobre con un primo atto di giunta, poi a febbraio sono state quantificate le risorse e a maggio è stato approvato un preliminare di strategia dell’Iti che ci serve anche per raccogliere idee da parte degli stakeholder locali. Lo slogan che troverete scritto è ‘Associarsi verso la città del Trasimeno tra ambiente, arte, cultura e paesaggio’ e che descrive appieno lo scopo dell’intervento».

Quarto comune dell’Umbria Catiuscia Marini ha ringraziato i sindaci che «hanno voluto fare questa presentazione in una forma pubblica a sottolineare che l’Unione dei Comuni non è un fatto meramente amministrativo e nemmeno una tappa di arrivo. Di questo si è discusso per anni nelle amministrazioni e tra le forze politiche. E’ una tappa importante – ha aggiunto Marini – aver dato attuazione a questo obiettivo ma è anche un punto di partenza per il futuro che parla di semplificazione e superamento dei limiti delle singole amministrazioni. Agire uniti significa diventare il quarto comune della nostra Regione. Pensare per 58 mila abitanti significa divenire la quarta area. Sono già vent’anni che il Trasimeno accede a fondi europei, quindi il tema non è una modalità già operativa ma la sfida che ci siamo posti è quello di puntare sul tema della crescita per la competitività delle imprese, attraverso lo sviluppo sostenibile, e favorendo i processo di innovazione e ricerca e l’uso delle nuove tecnologie digitali. Tutto questo con l’obiettivo strategico dell’inclusione sociale sui temi della scuola del soci assistenziale e del welfare. Su questa strategia comune – ha concluso la presidente – abbiamo immaginato di costruire un’azione che sia aggiuntiva a quelle che le singole imprese o le amministrazioni accederanno, ma che servirà come valore che terrà insieme e che darà forza anche economica con un approccio unitario a tutto il territorio, ai suoi centri storici, al suo ambiente naturale e che sono volano possibile di sviluppo economico».

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