sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 03:30
28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:52

Infortuni sul lavoro, in Umbria 30 al giorno: calano i morti ma boom di feriti

Tutti i numeri dell'Inail: i settori più colpiti, età e nazionalità delle vittime. Sgalla (Cgil): «Classifica da scalare al contrario»

Infortuni sul lavoro, in Umbria 30 al giorno: calano i morti ma boom di feriti
Uno degli incidenti mortali sul lavoro in Umbria (foto F.Troccoli)

di Iv. Por.

Calano i morti sul lavoro, ma crescono i feriti: circa 30 al giorno in Umbria. Sono stati ben 1.780 gli infortuni nel bimestre gennaio-febbraio 2016, 99 in più rispetto allo stesso periodo del 2015. Gli incidenti sul lavoro in Umbria sono quindi in aumento (+6%), nonostante il perdurare di una crisi economica e occupazionale gravissima. Nel #SafeDay, la Giornata mondiale per la salute e prevenzione sul lavoro, la Cgil dell’Umbria torna a denunciare questa piaga che continua a vedere la nostra regione da anni ai primi posti in Italia per numero di infortuni (e di morti) in proporzione al numero di lavoratori attivi.

Tutti i numeri Secondo gli ultimi dati Inail, relativi al primo bimestre dell’anno, dei 1.780, 1.436 sono avvenuti in provincia di Perugia e 344 in quella di Terni. Del totale, 30 sono avvenuti con mezzo di trasporto e 1.051 senza. La gran parte, 1.220 tra industria (287), artigianato (175) e servizi, 148 in agricoltura e 412 tra lavoratori statali. Le vittime di infortuni sono state per la gran parte italiane (1.536), ma anche europee (66) ed extracomunitarie (178). In prevalenza maschi (1.120) ma molte anche le donne (660). Da sottolineare come in 220 casi si tratti di minori con meno di 14 anni e 105 da 15 a 19 mentre circa 60 le vittime siano ultra 65enni.

Calano i morti I morti sono stati 3 (uno nell’industria e servizi e due in agricoltura) contro i 5 del bimestre gennaio-febbraio 2015. I morti sono stati due in provincia di Perugia e uno in quella di Terni e si è trattato di due italiani e un extracomunitario.

Classifica da scalare «Dobbiamo scalare questa classifica, ma alla rovescia – dichiara Vincenzo Sgalla, segretario generale della Cgil dell’Umbria – invertendo subito la tendenza che vede nei primi mesi del 2016 un nuovo preoccupante aumento degli infortuni. Per questo – continua il segretario Cgil – insieme a Cisl e Uil abbiamo messo la questione sicurezza al primo posto della nostra piattaforma rivendicativa e intendiamo continuare ad incalzare le imprese e le istituzioni, a partire dalla Regione, perché facciano di questa battaglia di civiltà anche la loro priorità».

Riattivare il percorso La Cgil ricorda come le parti sociali e la Regione Umbria abbiano sottoscritto un importante protocollo che prevedeva azioni formative e di sostegno al ruolo di Rls e Rlst (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, aziendali e territoriali), per poi promuovere un sistema di premialità per le aziende che avessero sostenuto attivamente questo percorso. Ma il progetto, definito e avviato, si è fermato dopo le dimissioni dell’assessore alla Sanità e non è ancora ripartito. «Dobbiamo riprendere il lavoro interrotto – conclude Sgalla – con azioni che vadano dalla formazione dei lavoratori, alla messa in sicurezza di strutture e impianti, passando per la creazione di una cultura della sicurezza generalizzata, anche attraverso campagne di comunicazione mirate».

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