sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 19:12
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:44

Infiltrazioni mafiose, Pd: «Dopo la Regione il Comune si costituisca parte civile nel processo ‘Quarto Passo’»

'Perugia città antimafia': «L’istituzione regionale in prima linea nella tutela del territorio dell’Umbria»

Infiltrazioni mafiose, Pd: «Dopo la Regione il Comune si costituisca parte civile nel processo ‘Quarto Passo’»
Il consiglio comunale

Con un’interrogazione urgente i consiglieri comunali del Pd, Bori, Mencaroni, Bistocchi, Miccioni e Vezzosi chiedono al sindaco di Perugia Andrea Romizi e alla Giunta, di relazionare in Consiglio comunale sull’intenzione del Comune di Perugia di costituirsi parte civile nel processo ‘Quarto passo’ per le presunte infiltrazioni della ‘Ndrangheta.

L’appello «Costituirsi parte civile nei processi per mafia rappresenta per le istituzioni un’azione di grande spessore ed estremamente significativa all’interno dell’impegno concreto di contrasto e prevenzione della criminalità», scrivono i consiglieri in una nota.

La Regione Umbria «E’ di ieri (lunedì ndr.) la notizia – continua la nota – che all’udienza del prossimo 11 luglio la Regione Umbria, se tecnicamente possibile, si costituirà parte civile, dando un segnale importante per la comunità umbra, per la magistratura e anche per le stesse associazioni criminali. Un’iniziativa inedita che colloca l’istituzione regionale in prima linea nella tutela del territorio dell’Umbria, della sua immagine, della sua economia e del suo sistema sociale, che sempre di più necessitano di mezzi e strumenti per fare fronte ad un rischio di infiltrazione da parte di una criminalità agguerrita quanto pericolosa».

La nota I consiglieri del Pd chiedono al Comune di Perugia di fare altrettanto, dando inoltre attuazione a una deliberazione del consiglio comunale del 2011 «grazie alla quale veniva accolta la proposta di proclamare la città di Perugia, Città antimafia, in accordo con le sensibilità espresse dalla popolazione e la volontà delle forze democratiche e che impegnava l’istituzione comunale ad adottare tutte le misure idonee a prevenire e contrastare il fenomeno dell’infiltrazione mafiosa anche attraverso il monitoraggio di procedure amministrative, assunzione del personale, concessione licenze, controllo dei locali. Sarebbe, in ultimo, ma non per importanza, il modo migliore per ricordare e onorare a pochi giorni dalla scomparsa, la figura di Marco Baglioni, figlio dell’ex sindaco Mario Silla Baglioni, imprenditore che, da vittima, per primo denunciò il sistema di presunto racket che ha portato all’inchiesta sulla ‘Ndrangheta a Ponte San Giovanni, denominata ‘Quarto Passo’.

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