lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:35
8 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 21:39

Individuo e società, a Perugia incontro con Adriano Prosperi, Marco Pacioni e Alessandro Celani

Appuntamento il 16 giugno nella sala conferenze della Galleria nazionale. I tre studiosi presenteranno i loro lavori più recenti

Individuo e società, a Perugia incontro con Adriano Prosperi, Marco Pacioni e Alessandro Celani

Il rapporto tra individuo e società nel punto in cui convergono filosofia, politica, etica ed estetica, scienza e arte. Il 16 giugno alle 17.30 nella sala conferenze della Galleria nazionale dell’Umbria tre studiosi si confronteranno presentando i loro più recenti lavori che hanno al centro proprio questo tema. Una tavola rotonda interdisciplinare, costruita intorno alla storia della cultura occidentale come storia della «separazione della vita da se stessa» e organizzata dalle case editrici Aguaplano, Mimesis ed Einaudi in collaborazione con la Galleria nazionale.

Tavola rotonda Protagonisti saranno Adriano Prosperi, ovvero uno dei più autorevoli storici italiani e internazionali, professore emerito di Storia moderna presso la Scuola Normale Superiore di Pisa; Marco Pacioni, che insegna Storia del rinascimento nel programma USAC dell’Università della Tuscia (Viterbo) e per l’University of Alberta (Canada) e Alessandro Celani, dottore di ricerca in Storia antica che insegna Storia e Storia dell’arte nella sede italiana della University of Alberta in Cortona. «La confessione rituale e la scrittura biografica – scrivono gli organizzatori in una nota -, la pena e il sacrificio, il discorso bio-logico, bio-politico e bio-giuridico, il rispecchiamento mimetico dell’arte sono solo alcuni dei modelli di organizzazione della conoscenza che hanno contribuito nei secoli a costruire la sfera dell’umano così come è concepita nella contemporaneità: un oggetto fra gli oggetti, riducibile al fitto intreccio di dispositivi e pratiche culturali che ne determinano l’essenza. Il vivente non sarà più dunque bìos ma mero esistente, zoé, le vittime diventano quantità statistiche mentre la coscienza, la mente, l’anima dell’umano si riducono definitivamente ai meri processi cognitivi descritti dalle neuroscienze».

Prosperi e Pacioni I principali interessi di studio di Adriano Prosperi hanno riguardato la storia dell’Inquisizione romana, quella dei movimenti ereticali nell’Italia del Cinquecento e delle culture e delle mentalità tra Medioevo ed età moderna. Nel suo ultimo libro («La vocazione. Storie di gesuiti tra Cinquecento e Seicento», Einaudi 2016) racconta chi furono i primi gesuiti e come ne fu costruita la speciale coscienza di «chiamati» da Cristo a essere i nuovi Apostoli del mondo moderno, attraverso l’analisi delle loro «autobiografie» mettendo in luce il rapporto tra la vocazione, la chiamata divina, e l’arbitrio umano nell’ascoltare e nel rispondere ad essa: un territorio oscuro, pieno di incidenti imprevedibili, dominato dalla resistenza umana. Pacioni invece è autore di «Modernismo e condizione postmoderna» (2005); della raccolta di poesie «Il bollettino dei mari alla radio» (2014), «Terrore, territorio e mare» (2015), è co-autore del libro su Proust «Dalla parte di Marcel» (2014); ha inoltre curato di Michele Ranchetti, «Poesie edite e inedite» (2008) e di Luca Della Robbia, «La condanna a morte di Pietro Paolo Boscoli» (2012). Qualche mese fa invece ha dato alle stampa «Neuroviventi. Politica del cervello e controllo dei corpi» (edito da Mimesis) che ripercorre la storia della ricerca dell’essenza umana come storia di separazioni: psiche, mente, anima e, più di recente, DNA e connettoma.

I libri di Celani Celani invece per i i tipi di Aguaplano-Officina del Libro ha pubblicato il saggio Una certa inquietudine naturale. Sculture ellenistiche fra senso e significato (2013) e la raccolta di poesie e fotografie Una lingua in esilio (2014). Fotografo, ha esposto sue opere nella mostra “La forza delle rovine” (Museo Nazionale Romano, Palazzo Altemps, Roma ottobre-gennaio 2016). Il suo ultimo libro è Victima. Discorso e forma dell’uccidere (Aguaplano 2016). Oggetto di discorsi, narrazioni, pratiche rituali e rappresentazioni, il corpo della vittima emerge dalle pieghe della storia e si manifesta come presenza irriducibile, come ciò che si afferma nell’atto dell’uccidere e che si nega nella coscienza collettiva. Il vertiginoso vuoto di senso in cui sprofonda la vittima è il campo di indagine sospeso fra invisibile e indicibile nel quale Celani esercita una scrittura multiforme e rapsodica, in forma di appunti, ricostruzioni, scatti fotografici. Al termine dell’incontro ci sarà un aperitivo in collaborazione con l’Associazione italiana sommelier. Altro aperitivo in Galleria ci sarà giovedì 9 nell’ambito del programma di aperture serali voluto dal Ministero per i beni culturali per quei 20 musei in Italia, compresa la Galleria, dotati di autonomia speciale.

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