Incarichi esterni, Foligno e Castello nel 2010 hanno speso quasi come la «grande» Perugia. Tutti i dati
di Chiara Fabrizi
Quanto spendono in consulenze, collaborazioni e incarichi esterni i tre grandi comuni dell’Umbria? È presto detto: Perugia, Terni e Foligno nel 2010 hanno messo sul dibattutissimo piatto quasi tre milioni di euro. E se ad alcuni la cifra non sembrerà di quelle da capogiro, a stupire sarà sicuramente la composizione del podio. La sorpresa però non è Perugia che naturalmente si accomoda sul gradino più alto con circa 1,08 milioni di affidamenti, bensì Foligno che con 915mila di spese si appunta al petto la medaglia d’argento e la piccola Città di Castello che con 790 mila euro disarciona Terni (742 mila) dal gradino che vale il bronzo e fa schizzare i costi pubblici per gli incarichi esterni affidati nel 2010 ad oltre 3,5 milioni di euro. Resta, invece, un’incognita Spoleto dove la trasparenza del capitolo in questione non è delle migliori.
Premessa Vale la pena precisare fin da ora che i dati sono stati estrapolati dai portali istituzionali dei rispettivi comuni dove alla voce «Operazione trasparenza» vengono caricati anche i prospetti delle collaborazioni, consulenze ed incarichi esterni affidati di anno in anno. C’è anche da dire che molti dei rapporti che legano gli enti a professionisti di vario genere non si esauriscono nello stesso anno in cui viene sottoscritto il contratto, ma si protraggono magari per 15, 20, 30 mesi: motivo per cui i costi relativi agli affidamenti vengono spalmati nei bilanci di due o più anni a seconda della durata della collaborazione.
Perugia Il Comune guidato dal sindaco Wladimiro Boccali nel 2010 ha affidato oltre 120 incarichi esterni per un totale di 1.085.667 euro e qualche centesimo. Molti di questi hanno a che fare con l’edilizia scolastica e relativi adeguamenti in materia di sicurezza, adeguamento alle norme igienico-sanitarie e così via. Il Comune, in sostanza, non sembra dotato di professionalità in grado di eseguire, tanto per dirne una, «la progettazione esecutiva per lavori di adeguamento alle norme di sicurezza dell’edificio sede dell’asilo nido “Cinque granelli” e della scuola dell’infanzia di San Sisto Nord», incarico che da solo è costato oltre 60 mila euro. Ma a saltare all’occhio sono le spese sostenuto per il progetto «Renaissance» che tra contratti co.co.co. e professionali supera in solitaria i 250 mila euro. Si tratta di un importante progetto nato alla fine del 2008, cofinanziato dall’Ue, dedicato alla mobilità sostenibile e che annovera tra gli obiettivi principali «il miglioramento della qualità della vita cittadina».
Foligno Nella città della Quintana invece nel 2010 gli affidamenti di incarichi, collaborazioni e consulenze esterne sono stati un’ottantina e hanno pesato, e pesano nei vari bilanci di competenza, ben 915.890 euro. Qui a far la parte del leone sono i costi sostenuti dall’ente per essere affiancato da professionisti del settore nei complicati e dibattutissimi lavori del centro storico. Tra urbanizzazione e Pir (programmi integrati di riqualificazione) i cantieri dell’acropoli hanno goduto del balsamo di studi tecnici e liberi professionisti che però nel complesso si sono accaparrati più della metà degli affidamenti. Andando oltre il centro storico saltano all’occhio almeno altri due incarichi, quello per «l’esecuzione e la certificazione delle prove di laboratorio ed in situo per i lavori della variante nord» da 50 mila euro e quello per la «progettazione opere di miglioramento funzionale del parcheggio “Il Plateatico” e opere per ponte ciclopedonale di collegamento tra il “Il Plateatico” e gli impianti sportivi» costato sempre 50 mila euro.
Città di Castello A stupire invece sono senza ombra di dubbio il centinaio di incarichi esterni affidati nel 2010 dall’ente tifernate ad altrettanti professionisti. Un lungo elenco che addizione dopo addizione consegna ai vari bilanci di riferimento un costo complessivo di circa 800 mila euro, 790.947 a volere essere precisi. Qui la regina delle consulenze è senza dubbio quella per i lavori di palazzo Vittelli, sede della nuova biblioteca comunale alla cui voce, facendo scivolare il dito, si trova una cifra a cinque zeri: 112 mila euro. Poi ci sono 22 mila euro per un incarico affidato nell’ambito di del recupero di un tratto delle mura urbiche nei pressi di porta Santa Maria, 38 mila euro per un «incarico di promotore sociale ambito territoriale». A seguire un lungo, lunghissimo elenco di collaborazioni di varia entità.
Terni Nel capoluogo di provincia invece il capitolo degli incarichi, collaborazioni e consulenze esterne avviate nel 2010 ammontano a 742.226 euro. A spendere più di un terzo del totale è la direzione urbanistica i cui affidamenti a fine anno sfiorano i 300 mila euro. A portarsi via gran parte del «bottino» sono interventi che hanno interessato a vario titolo palazzo Carrara, la cittadella sociale, l’accessibilità di piazza Tacito, il teatro Verdi e i laboratori ex Siri. Ma non c’è solo l’urbanistica. L’anno scorso anche la direzione LLPP ha segnato una cifra a cinque zeri accanto alla voce del capitolo in questione, inserendo nei vari bilanci di competenza incarichi esterni per circa 230 mila euro. Qui la regina delle consulenze sfiora i 100 mila euro ed è stata affidata nell’ambito degli «interventi urgenti di riduzione del rischio idrogeologico».
Rebus Spoleto Quanto meno nebulosa è invece la modalità scelta dal comune ducale per rispettare l’operazione trasparenza tanto cara all’ex ministro Renato Brunetta. Nel portale da poco rinnovato, l’ente si limita a rendere visibili gli affidamenti in corso mentre di quelli in scadenza non c’è traccia. Tuttavia secondo quanto elencato nella voce del capitolo in questione gli incarichi in corso nel comune di Spoleto ammontano a 220 mila euro, di cui poco meno di 50 mila euro sono relativi alla collaborazione «per l’espletamento di attività inerenti la gestione delle problematiche igienico-sanitarie e ambientali causate da specie sinantropiche di invertebrati».





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