sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 14:06
28 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:28

In volo sull’Umbria è stata mappata la radioattività: ecco le immagini e il progetto

Allo studio i dati rilevati: prelevati circa 300 campioni. Studio eseguito con il velivolo speciale Radgyro

In volo sull’Umbria è stata mappata la radioattività: ecco le immagini e il progetto

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Realizzare una dettagliata carta della radioattività naturale del territorio umbro: questo è l’obiettivo del progetto ‘Umbriarad’, condotto dal Servizio geologico della Regione Umbria e dall’Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn), attraverso misure su campioni di roccia e suolo, rappresentativi di tutte le varietà litologiche affioranti e dei suoli che ne derivano, e attraverso misure realizzate in volo da uno speciale velivolo, il Radgyro. Si sono conclusi di recente i prelievi di circa 300 campioni e i sorvoli delle principali zone pianeggianti e collinari.

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Il progetto «Questa attività di ricerca – sottolinea Giuseppe Chianella, assessore regionale alla Mitigazione del rischio sismico e geologico – ci permette di approfondire la conoscenza ambientale del territorio regionale, allineandoci ai più elevati standard mondiali. Nello sviluppo dei progetti per il monitoraggio, la tutela dell’ambiente e la salvaguardia della salute, in questo caso in particolare sulla radioattività naturale quale indispensabile elemento di studio della pianificazione territoriale e della conoscenza dei possibili elementi di rischio di un territorio, la Regione ha profuso grande impegno in termini di risorse umane, finanziarie e di strumenti, con un’importante integrazione fra enti di ricerca e amministrazioni locali. Il frutto di questo lavoro scientifico – conclude – sarà poi diffuso, oltre che ai professionisti del settore ambientale, alla cittadinanza in generale anche allo scopo di sensibilizzare la popolazione in maniera corretta».

L’obiettivo La mappa della radioattività di un territorio descrive la distribuzione dei radioisotopi naturali (238U, 232Th, 40K) che costituiscono la principale sorgente di radioattività terrestre. Sulla base della conoscenza di questo fondo naturale è possibile pianificare standard abitativi che mitighino la concentrazione di radon in ambienti interrati e seminterrati, studiare possibili contaminazioni radiologiche e basare futuri studi nel campo della geologia e della salute pubblica. «Umbriarad – spiega Andrea Motti, responsabile del progetto per la Regione Umbria – è un progetto di ricerca che rientra nell’ambito del più ampio Italrad (Italian radioactivity project) esteso a tutto il territorio nazionale, che prevede la realizzazione della carta della radioattività naturale dell’Italia sulla base di misure del contenuto di radioisotopi naturali nelle rocce e nei suoli, effettuate con tecniche di spettroscopia gamma». «Queste ricerche valorizzano il know-how dell’Infn nelle tecnologie nucleari – afferma Fabio Mantovani, responsabile del progetto UmbriaRad – applicandole a temi strategici come la valorizzazione dell’ambiente e l’homeland security».

Il velivolo Le attività finora condotte nell’ambito di Umbriarad sono state realizzate grazie alla disponibilità della banca dati geologica regionale messa a disposizione dal Servizio geologico regionale, e che dispone di informazioni di elevato dettaglio e presenta una struttura omogenea rispetto alle banche dati delle altre regioni dell’Italia centrale, ovvero Emilia-Romagna, Marche e Toscana. È, infatti, il frutto di un’intensa attività congiunta tra i servizi geologici delle quattro regioni che già da anni lavorano in maniera sinergica sviluppando progetti comuni, quali quello della misura della radioattività naturale. Le misure aeree di radioattività sono state realizzate a bordo del Radgyro, un velivolo di ricerca equipaggiato con un’innovativa piattaforma multiparametrica. Una quindicina di sorvoli hanno interessato le principali valli umbre e sono stati pianificati sulla base di uno studio multidisciplinare del territorio che comprende la valutazione della morfologia del territorio, le pendenze dei versanti, le caratteristiche litologiche e l’idrografia. Il progetto prevede inoltre uno studio dell’esposizione della popolazione umbra alla radioattività di origine cosmica sulla base di standard di riferimento internazionali. Terminata questa fase di acquisizione delle misure, il team di ricerca dell’Infn sarà impegnato per i prossimi mesi nell’analisi dei dati. I risultati finali saranno sintetizzati in specifiche elaborazioni cartografiche open data e saranno divulgati nel corso del 2017.

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