mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:22
13 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:48

In due depositi sequestrate 78 tonnellate tra vodka e alcol puro destinate al mercato nero

Indagine della guardia di finanza e dell'Agenzia delle dogane: 22 tonnellate scovate in provincia di Perugia. Finte spedizioni fuori dall'Ue per eludere Iva e accise

In due depositi sequestrate 78 tonnellate tra vodka e alcol puro destinate al mercato nero
Guardia di finanza al lavoro

I militari del comando provinciale della guardia di finanza di Rieti e funzionari dell’Agenzia delle dogane e monopoli di Roma, Perugia e Caserta hanno posto sotto sequestro circa 78 tonnellate di prodotti alcolici, alcol puro e vodka, destinati al mercato nero nazionale ed europeo. Gli investigatori avevano da tempo posto l’attenzione su alcune spedizioni di prodotti alcolici esportate in paesi al di fuori dell’Unione europea, operazioni che determinano la non imponibilità ai fini Iva e delle accise. In particolare, grazie alla collaborazione fra il Nucleo di polizia tributaria di Rieti e l’Agenzia delle dogane, è stato eseguito un sequestro di oltre 22 tonnellate di vodka presso un deposito fiscale con sede nella provincia di Perugia. Il distillato, proveniente dalla Lituania, era risultato fittiziamente esportato verso la Macedonia, ma nella realtà non aveva abbandonato il territorio italiano ed era pronto per essere immesso illecitamente sia in Italia che in altri paesi europei. Un secondo sequestro di due autoarticolati con oltre 56 tonnellate di alcool puro, anche questo destinato ad essere illegalmente commercializzato, è scaturito dall’attività di osservazione dei finanzieri in un deposito umbro.

Le indagini Non era infatti passato inosservato lo scambio di documenti avvenuto fra i conducenti di un’autocisterna e di una vettura: un mezzo pesante, anziché entrare nel magazzino, proseguiva la sua corsa fino ad arrivare in Campania, in un’attività commerciale di Caserta sprovvista di licenza per la detenzione dello specifico prodotto. I riscontri investigativi hanno consentito di accertare che l’alcool puro, proveniente dalla Bulgaria in esenzione di accisa e destinato al deposito umbro, veniva poi fatto pervenire con documenti falsi al magazzino campano. La complessa attività ha portato al sequestro anche di 3 autoarticolati, 33 fusti cisterna, svariate pompe utilizzate per i travasi e di un’autovettura impiegata come staffetta per la “scorta” di merce clandestina. Sono sei le persone denunciate, mentre gli importi sottratti al pagamento delle imposte (Iva ed accise) si stimano intorno al milione di euro.

Il ruolo del Nord Europa L’attività della guardia di finanza e dell’Agenzia delle dogane si innesta in un più ampio programma di prevenzione e repressione di reati in materia di prodotti energetici e prodotti alcolici. In particolare, il fenomeno del contrabbando di alcol ha assunto negli ultimi anni una pericolosa recrudescenza, determinando notevoli danni commerciali agli operatori onesti e un altrettanto grave danno per le casse dell’Erario. Tale fenomeno criminale ha ripreso consistenza soprattutto per l’applicazione sui prodotti alcolici nei paesi del Nord Europa di un’accisa molto elevata tanto da determinare un lucroso affare per le organizzazioni criminali sia nazionali che internazionali. Infatti, mentre i destinatari cartolari sono spesso fantomatici acquirenti in paesi extra UE, anche africani, i veri destinatari risultano grandi distributori nord europei che acquistano il prodotto senza versare le accise all’Unione Europea.

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