sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 14:05
8 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:04

Impresa e creatività, premio ‘Il Perugino’ a Valter Mainetti e Nicoletta Spagnoli

Riconoscimento alla carriera a Carlo Colaiacovo consegnato dal presidente di Confindustria Boccia

Impresa e creatività, premio ‘Il Perugino’ a Valter Mainetti e Nicoletta Spagnoli
La foto al termine del convegno e della premiazione

E’ andato a Valter Mainetti, ad di Sorgente Group, e a Nicoletta Spagnoli, alla guida della casa di moda Luisa Spagnoli, il premio “Il Perugino – artista e imprenditore” con un riconoscimento speciale alla carriera a Carlo Colaiacovo, insignito dal nuovo presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia. La premiazione è avvenuta al termine del convegno su “Cultura d’impresa e valori sociali per un più avanzato modello di sviluppo” organizzato dall’Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito nella Sala dei Notari di Perugia.

Cultura d’impresa Ad aprire i lavori, in mattinata, il presidente dell’Anspc, Ercole Pellicanò: «La maturazione culturale e la consapevolezza del proprio ruolo, non solo economico – ha detto – sono condizioni fondamentali affinché le imprese contribuiscano ad una crescita costante e sostenibile del Paese. In questa prospettiva, va coniugata l’efficienza e l’intraprendenza con la solidarietà, di modo che esse siano leve di crescita economica e civile, di coesione sociale, di partecipazione, in un contesto equilibrato ed inclusivo. Detta cornice raccoglie i valori più significativi di un più avanzato modello di sviluppo». Saluti sono stati portati dal vescovo ausiliare Paolo Giulietti, per il quale «in una società civile indebolita dalla cultura individualistica la sussidiarietà chiede un’alleanza tra gli attori», e dal sindaco Andrea Romizi, secondo cui «oggi è necessario approcciare questi temi, ossia cultura d’impresa e valori sociali, con il raziocinio, è necessario governare con la testa».

Gli interventi Dopo la relazione di base, affidata alle parole di Enzo Moavero Milanesi, professore al College of Europe di Bruges, nella quale si è posta immediatamente la questione dell’esistenza di una relazione univoca e stabile dei concetti di cultura d’impresa e dei valori sociali attinenti all’attività imprenditoriale, si è svolta una tavola rotonda coordinata da Marcello Messori, docente di Economia alla Luiss, con il consigliere di amministrazione della Rai, Paolo Messa. Giancarlo Abete, presidente dell’Ucid, ha sostenuto che «attraverso la crescita dell’impresa si creano le condizioni per una società coesa, più giusta e a misura d’uomo». Il procuratore generale di Perugia, Fausto Cardella, ha basato invece il suo intervento sul rapporto tra la legalità e l’illegalità economica. Secondo Elio Catania, presidente di Confindustria Digitale, «l’impresa oggi deve “cambiare pelle”, diventare il centro di un ecosistema» e «un’impresa tanto più è forte, tanto più è in grado di trasmettere forza». Hanno concluso Vittorio Di Paola, presidente del Gruppo Centrale della Federazione nazionale dei cavalieri del lavoro, e il condirettore generale del Banco popolare, Domenico De Angelis.

Premio ‘Il Perugino’ Al termine della Tavola Rotonda, sono stati assegnati i premi “Il Perugino – artista e imprenditore” a personalità che, richiamando il Perugino, hanno manifestato particolari doti di creatività e capacità realizzatrici, dando un contributo ai più nobili valori economici e sociali del sistema produttivo. Mainetti ha ascoltato la laudatio dal rettore dell’Università per stranieri, Giovanni Paciullo: «per l’ingegno e la capacità dimostrati nello sviluppare le aziende di famiglia, riunificandole sotto il marchio Sorgente Group, portandole a prestigiosi traguardi di successo, a livello nazionale ed internazionale, ed accostando un’incisiva attività di mecenatismo, a favore dell’arte e della cultura italiana». La Spagnoli dall’altro rettore, Franco Moriconi dell’Unipg: «per il grande dinamismo e l’eccezionale capacità imprenditoriale con cui, facendo leva sull’innovazione applicata al prodotto e all’immagine, ha saputo valorizzare maggiormente il marchio di famiglia, consentendo un’affermazione a livello globale». Infine Boccia, ha motivato il premio a Colaiacovo «per avere guidato, nella lunga ed operosa carriera di imprenditore e leader, la sua azienda verso una dimensione internazionale, in cui l’innovazione è stata leva di competitività ed elemento di valore, e per aver saputo indirizzare investimenti nella cultura, nell’arte e nella ricerca, per lo sviluppo economico e sociale del territorio».

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