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29 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:42

Imposta pubblicità, Dogre prova a salvare il contratto: «Taglio dell’aggio e più gettito garantito»

Mentre il Comune lavora a una possibile reinternalizzazione, in commissione Bilancio arrivano le proposte della società. Nel 2015 non riscossi 300 mila euro

Imposta pubblicità, Dogre prova a salvare il contratto: «Taglio dell’aggio e più gettito garantito»
Il consiglio comunale

di D.B.

Mentre il Comune, come riportato qualche giorno fa, ha istituito un gruppo di lavoro in vista di una possibile reinternalizzazione del servizio di accertamento e riscossione dell’imposta su pubblicità e pubbliche affissioni, arriva la proposta di Dogre per provare a salvare il contratto. Quest’ultimo lega il Comune e la società (che dà lavoro a undici dipendenti) fino a dicembre e così venerdì, in commissione Bilancio dove era in discussione un ordine del giorno di Clara Pastorelli (FdI), è arrivata da parte dell’amministratore delegato Armando Greco la proposta alternativa: una modifica della convenzione che preveda un aumento del minimo garantito da Dogre al Comune (da 2 a 2,5 milioni l’anno) e una riduzione dell’aggio dal 17,95 per cento al 16 per cento.

ISTITUITO IL GRUPPO DI LAVORO

I numeri L’ad, insieme al suo socio Alessandro Greco ha poi tracciato il quadro della situazione per quanto riguarda il 2015: 4,2 milioni di euro di incassi lordi, con un aumento del 3 per cento rispetto al 2014 soprattutto dovuto all’incremento dell’imposta sulla pubblicità. Elevata la cifra del non incassato, pari a 300 mila euro, con tutte le pratiche del caso trasmesse a questo punto a Equitalia. L’assessore al Bilancio Bertinelli nel corso del suo intervento ha ricordato come si è arrivati a decidere di dare vita a un gruppo di lavoro. Tutto parte dall’operazione di revisione della spesa portata avanti nel 2015, nell’ambito della quale Pastorelli ha presentato l’ordine del giorno (bocciato nel corso della seduta perché giudicato superato) che punta alla reinternalizzazione. Un qualcosa di impossibile, nell’immediato, vista la complessità della materia, ma intanto il lavoro del gruppo è partito e andrà avanti.

Il dibattito Variegate le posizioni tra i consiglieri: Mencaroni, capogruppo Pd, ha invitato a capire quanto costerebbe al Comune una reinternalizzazione completa, e lo stesso ha fatto il forzista Perari che ha sottolineato anche le difficoltà di riscossione di cui è vittima il Comune. Un aspetto sottolineato anche dal capogruppo socialista Arcudi, che concorda però con il percorso avviato dalla giunta, invitandola anche a tenere in considerazione le proposte di Dogre. Per una completa reinternalizzazione si schiera il capogruppo del M5S Rosetti, lavorando però «attentamente sulla preparazione e formazione del personale. In vista di questa eventualità – ha detto – spero possa essere applicato un affiancamento dei dipendenti comunali ai dipendenti Dogre proprio ai fini della formazione dei primi». Dipendenti comunali, secondo il forzista Armando Fronduti, pienamente in grado di svolgere questi compiti.

Twitter @DanieleBovi

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