giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:17
13 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:51

Il vescovi Giulietti compie 25 anni di sacerdozio, il cardinale: «L’episcopato non ti ha fatto cambiare abitudini»

«Con i tuoi soliti pantalini a 'zuava' hai fatto incuriosire più di un vescovo anziano, lasciando un buon ricordo»

Il vescovi Giulietti compie 25 anni di sacerdozio, il cardinale: «L’episcopato non ti ha fatto cambiare abitudini»

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Nel giorno del ‘Santissimo nome di Maria’, il 12 settembre, la Chiesa diocesana ha celebrato la festa della ‘Madonna delle Grazie’ nella cattedrale di San Lorenzo, che si è conclusa, come vuole la tradizione, con il rinnovo dell’atto di affidamento alla protezione della Beata vergine Maria della città e dell’archidiocesi davanti alla venerata immagine della Madonna dipinta su una colonna della navata centrale da un allievo del Perugino. Quest’anno i fedeli giunti in cattedrale per la ricorrenza mariana si sono stretti in un abbraccio ideale al loro vescovo ausiliare, mons. Paolo Giulietti, che ha celebrato con il cardinale Gualtiero Bassetti e l’arcivescovo emerito Giuseppe Chiaretti i suoi primi 25 anni di sacerdozio.

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Le parole del cardinale Nel ripercorrere le tappe principali della vita sacerdotale di mons. Giulietti, il cardinale ha ricordato quella della nomina a vicario generale dell’archidiocesi voluta dallo stesso Bassetti «su indicazione del clero perugino-pievese – ha detto il porporato –. Sono stati anni di intenso lavoro, non privi di preoccupazioni per la nostra Chiesa diocesana, sempre affrontate con serenità e fortezza d’animo. Infine la tua nomina a Vescovo ausiliare voluta da papa Francesco, in un momento in cui per me iniziavano molteplici impegni fuori Diocesi».

«Non hai cambiato abitudini» «Mentre la scelta sacerdotale nasce da una profonda e intima convinzione – ha evidenziato il cardinale –, l’episcopato è qualcosa che un sacerdote non sceglie: sono altri a farlo per lui. È un ministero più grande ed impegnativo che il Signore chiede a qualcuno di noi per meglio servire il suo popolo. Io stesso ho avuto la grazia di consacrarti due anni or sono in questa cattedrale il giorno di San Lorenzo. La dignità episcopale non ti ha fatto cambiare abitudini, carissimo don Paolo, anzi ha dilatato il tuo cuore, portato per natura al servizio e all’aiuto del prossimo. Ti ha reso ancora più amico dei preti, delle famiglie, dei tanti giovani che ti avvicinano, e che tu accogli e con cui condividi i tempi di formazione (come tra gli scout), di pellegrinaggio (come quest’estate alla Gmg di Cracovia), dove con i soliti pantaloni alla ‘zuava’ o, meglio, come dicevano i ragazzi, alla ‘Giulietti’, hai fatto incuriosire più di un vescovo anziano, lasciando comunque sempre un buon ricordo. Io stesso ti sono veramente grato per tutto l’aiuto che quotidianamente mi offri in molte attività pastorali, non ultima la visita quinquennale alla Diocesi, che richiede attenzione, discernimento e tanta fatica. Ma stasera, con me, è l’intera comunità perugino-pievese che ti ringrazia, che rende lode a Dio per il dono del tuo presbiterato: cuore di quella vita ministeriale, arricchita nel tuo caso dall’ordine episcopale, che ti rende sempre più dimentico di te e più attento verso il bene dei fratelli che il Signore ti ha affidato».

Il messaggio di mons Giulietti Mons. Giulietti richiama i fedeli a riflettere sull’«eccedenza della grazia di Dio nella vita di Maria»: «Difronte a questa eccedenza della grazia sorprendente e immeritata viviamo il sentimento della gratitudine e quello della confusione. Della gratitudine perché c’è solo da dire grazie al Signore per i suoi tanti doni e manifestazioni di benevolenza perché legate alla sua misericordia. Di confusione perché noi non siamo capaci di rispondere alla grandezza di questa misericordia con la stessa prontezza e la stessa disponibilità della Vergine Maria. Per cui, come probabilmente è accaduto a Cana, un po’ di vino in eccedenza va sempre sprecato. Quanta grazia di Dio spesso e volentieri sprechiamo nella nostra vita? Ricordare i 25 anni di ordinazione sacerdotale significa vivere la gratitudine, ma anche la richiesta di perdono al Signore e a tutti quelli di questa grazia erano in attesa e che da questa grazia per il ritardo, le inadempienze e i limiti non sono stati raggiunti. Al cuore della nostra Chiesa ci sia sempre Maria». «La Vergine Maria – ha concluso mons. Giulietti – la troviamo nel cuore della Chiesa e non potrebbe essere altrimenti. E noi devoti della Madonna delle Grazie chiediamo che al cuore della nostra Chiesa ci sia sempre Maria, aiutandoci ad accogliere con la sua stessa disponibilità e prontezza e doni di Dio, mettendoci senza paura a disposizione del suo disegno di salvezza per l’umanità».

 

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