lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:44
21 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:46

Il Teatro Lirico Sperimentale alza il sipario di sei teatri umbri su ‘Un ballo in maschera’

Prima per il pubblico in programma venerdì a Spoleto poi l'opera di Verdi diretta dal maestro Angius per la regia di Monti toccherà Perugia, Assisi, Castello, Todi e Orvieto

Il Teatro Lirico Sperimentale alza il sipario di sei teatri umbri su ‘Un ballo in maschera’
Nuovo-Menotti (foto Kim Mariani)

Il Teatro Lirico Sperimentale alza il sipario di sei teatri dell’Umbria su Un ballo in maschera. Grande attesa per la messinscena dell’opera di Giuseppe Verdi per la regia di Stefano Monti e il direttore dell’orchestra e del coro Marco Angius. Dopo i tre spettacoli per le scuole di Spoleto, la prima è in programma al teatro Nuovo-Menotti con due repliche in programma sabato e domenica, ma poi l’ultima produzione dell’istituzione artistica spoletina toccherà le principali città dell’Umbria, da Perugia a Orvieto, passando per Città di Castello, Assisi e Todi.

Un ballo in maschera del Lirico Sperimentale Con uno dei più ricchi archivi e una biblioteca musicale accessibili anche via web, il Tls anche quest’anno conferma la sua vocazione all’innovazione proponendo giovani artisti, nuovi allestimenti e opere conosciute lette in maniera originale. Per l’opera che ha avuto la sua prima rappresentazione al Teatro Apollo di Roma il 17 febbraio 1859, il cast è formato dai vincitori dei concorsi europei di canto indetti dallo stesso Sperimentale che ribadisce la sua principale missione di sempre, ossia promuovere giovani artisti, accompagnandoli al loro debutto sotto la guida di grandi direttori d’orchestra e di registi importanti. Regia, scene e costumi sono affidati a Stefano Monti, che nella sua carriera teatrale, televisiva e cinematografica ha affiancato registi del calibro di Virginio Puecher, Luca Ronconi e Mauro Bolognini, mentre sul podio dell’Orchestra e Coro dello Sperimentale il maestro Marco Angius, diventato negli anni un direttore di riferimento per il repertorio musicale contemporaneo. E proprio qui sta la novità di questa edizione. In questo caso, infatti, Angius dirigerà un’opera di repertorio «perché – afferma – considero Verdi un autore estremamente attuale, un nostro contemporaneo, sia per la ricchezza della drammaturgia che per le invenzioni musicali. Generalmente si attribuiscono ai registi le letture più innovative e spericolate dell’opera lirica mentre su cantanti e direttori grava la cosiddetta tradizione».

Tournée regionale Ma allo Sperimentale le cose vanno diversamente. «Per fortuna qui a Spoleto – continua Angius – si lavora con grande libertà e una speciale complicità delle masse artistiche: ciò conduce a risultati innovativi anche nei titoli che sembrerebbero più legati alla cosiddetta tradizione, appunto». Al di là delle innumerevoli definizioni del Ballo in maschera – scrive Monti – resta il fatto che l’architettura dell’opera è molto bella nella sua semplicità. Assumendo il concetto dello spazio scenico come tramite della messa in scena, mi sono accostato a quest’opera verdiana pensando a una struttura dinamica e modulare che si trasformasse, fra un atto e l’altro, in forme e modi diversi ma con una volumetria costante e si completasse, in rapporto alle scene, con altri due elementi, in particolare, le sedie di teatro e alcuni fondali della tradizione pittorica italiana ottocentesca». La messinscena dell’opera Un ballo in maschera è in programma dal 23 al 25 settembre al Nuovo-Menotti di Spoleto, il 26 e il 27 settembre al Morlacchi di Perugia, il 28 settembre al Lyrick di Assisi, il 29 settembre al Teatro degli Innamorati di Città di Castello, il 30 settembre al Comune di Todi e il primo ottobre al Mancinelli di Orvieto.

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