martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:24
23 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:05

Il Pd umbro si affida alla cara vecchia fase due: «documento di rilancio» per uscire dalla crisi

Giovedì pomeriggio l'incontro tra Leonelli, Marini e Barberini: sabato la Direzione e martedì la riunione del gruppo per condividere il nuovo programma

Il Pd umbro si affida alla cara vecchia fase due: «documento di rilancio» per uscire dalla crisi
Al centro Marini e Barberini

di Daniele Bovi

Nella Prima Repubblica l’avrebbero chiamata «discontinuità», «cambio di passo» oppure «convergenze parallele». La data buona da segnare sul calendario è quella di martedì 28, quando si riunirà a palazzo Cesaroni il gruppo consiliare del Partito democratico. Quello dovrebbe essere il momento buono per iniziare a scrivere la parola fine sulla crisi di giunta che ormai si trascina da metà febbraio, per la precisione da 127 giorni. Un certo ottimismo lo si respira dopo l’incontro di venerdì pomeriggio quando intorno a un tavolo si sono sedute tutte le parti in causa, dal segretario Giacomo Leonelli alla presidente Catiuscia Marini fino all’ex assessore alla sanità Luca Barberini. Al termine, bocche cucite da parte di tutti i protagonisti, che non commentano e si limitano a fare riferimento a un comunicato che il partito (la cui segreteria si è riunita proprio giovedì sera) ha spedito ai giornali dopo le nove di sera.

La nota Parole di rito che parlano di un incontro «che si è svolto in un clima costruttivo e nella condivisione del necessario senso di responsabilità»; parole che arrivano al termine di quattro mesi sfibranti nel corso dei quali si è dipanata una crisi che al di fuori degli addetti ai lavori, e ai livori, in molti nella società umbra non hanno compreso. La nota però segna un primo punto di svolta della vicenda e disegna un percorso non lungo: sabato ci sarà la riunione della Direzione del partito, nel corso della quale Leonelli chiederà un mandato all’organismo per preparare, insieme al capogruppo Gianfranco Chiacchieroni, un «documento di rilancio del programma regionale», da discutere poi nel corso della riunione di martedì del gruppo consiliare.

Innovazione vs conservazione «Qualora tale passaggio fosse positivo – assicura Leonelli -, ritengo che possano esserci tutte le condizioni per una ritrovata coesione e unità d’intenti fondamentali all’attività di governo dei prossimi anni». Insomma, per uscire dalla crisi il Pd si affida alla cara vecchia fase due, che arriva dopo appena un anno di legislatura e che, è facile immaginarlo, sarà caratterizzata da parole come «cambiamento» e «innovazione». Queste, da mesi, sono diventate il punto nodale della battaglia politica portata avanti dall’ala bocciana del partito, che ha impostato la linea politica dipingendo un campo dove da una parte c’è la «conservazione» e dall’altra l’«innovazione». Quel che è certo è che almeno stavolta si respira un certo ottimismo e che la giunta dovrebbe a breve ritornare a lavorare al completo.

Twitter @DanieleBovi

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