sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 15:47
13 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:49

Il nascondiglio ‘sicuro’ per proteggere il carico. Tutti i retroscena del maxisequestro di «fumo»

All'esito degli interrogatori il gip di Perugia ha tenuto in carcere tre persone (uno ai domiciliari). I carabinieri hanno monitorato gli spostamenti in treno dell'«investitore» con la valigetta blu

Il nascondiglio ‘sicuro’ per proteggere il carico. Tutti i retroscena del maxisequestro di «fumo»
25 chili di hashish dietro al sedile

di Enzo Beretta

Colla, stucco e vernice. Erano nascosti dietro la spalliera del sedile posteriore di una Renault Megane con targa spagnola gli 89 panetti di «fumo» sequestrati dai carabinieri di Spoleto che nei giorni scorsi hanno arrestato quattro persone. Il gip Valerio D’Andria ha convalidato il provvedimento e ha disposto la misura cautelare in carcere per Francesco Conti (spoletino di 32 anni), Mohamed Azzouzi (47, marocchino) e Lidia Ubero (28enne spagnola); arresti domiciliari, invece per A.M. (perugino di 23 anni).

Il viaggio Il blitz dei militari della Compagnia di Spoleto è scattato martedì nei pressi di un hotel di Ponte San Giovanni dove aveva alloggiato il maghrebino atterrato il giorno prima all’aeroporto Leonardo Da Vinci. I suoi spostamenti in treno (Roma-Terontola-Perugia) sono stati monitorati insieme a quelli dei due italiani che in auto contavano i soldi con la calcolatrice del cellulare: poco più di 13 mila euro. Al nordafricano, notato mentre scendeva dal treno con una valigetta blu, sono stati invece sequestrati quasi 50 mila euro.

LE FOTO DELLA DROGA E I SOLDI SEQUESTRATI

Il tesoro in carrozzeria L’auto in cui è stata rinvenuta la droga – si è appreso – è stata guidata dalla Ubero che circa tre ore prima del blitz aveva chiesto alla reception di occupare una camera per un periodo breve. La perquisizione, effettuata in una carrozzeria, ha consentito di rintracciare in un’intercapedine del vano della cappotta nascosta da una lastra di metallo incollata, stuccata e verniciata, 89 panetti di hashish chiusi sotto vuoto nel cellophane. Venticinque chili. Secondo i carabinieri i soldi sequestrati erano un anticipo per pagare la droga che, al dettaglio, avrebbe potuto fruttare fino ad un massimo di 300 mila euro.

Le difese Lo spoletino ristretto nel carcere di Capanne è difeso dall’avvocato Francesco Mattiangeli che sta già penando di proporre ricorso al tribunale del Riesame. Il perugino agli arresti domiciliari è invece assistito dal collega Franco Libori (gli altri due indagati sono difesi d’ufficio dall’avvocato Rosaria De Santis). Durante l’interrogatorio di garanzia Conti e il perugino hanno negato di essere i destinatari del carico di droga.

©Riproduzione riservata

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