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28 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:49

Il cardinale celebra 50 anni di sacerdozio, il Papa gli scrive: «So quanta cura hai dei tuoi fedeli»

Appuntamento in cattedrale a Perugia, alle 18 di mercoledì. L'invito ai fedeli, a tutti i sacerdoti, ai consacrati e laici

Il cardinale celebra 50 anni di sacerdozio, il Papa gli scrive: «So quanta cura hai dei tuoi fedeli»

Il cardinale Gualtiero Bassetti festeggia i 50 anni di sacerdozio con una concelebrazione eucaristica, nella cattedrale di San Lorenzo, mercoledì 29 giugno, alle ore 18, in occasione della solennità dei SS. Pietro e Paolo, con la partecipazione del cardinale di Firenze Giuseppe Betori e diversi arcivescovi e vescovi. Era il 29 giugno 1966 quando il giovane Gualtiero Bassetti, nato a Popolano di Marradi (Fi) il 7 aprile 1942, fu ordinato presbitero del clero fiorentino dal cardinale Ermenegildo Florit nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

La lettera del Papa In occasione del giubileo sacerdotale del cardinale Bassetti, papa Francesco ha inviato al porporato perugino una lettera augurale «dal cuore» e di «ogni bene e prosperità». Il Santo Padre, nel suo messaggio augurale (il testo originale è in latino), ricorda i momenti salienti dell’«apostolato» di Bassetti, «poiché mi è ben noto con quanta diligenza hai svolto il sacro ministero… Nell’adempiere il delicatissimo compito di Pastore e Padre, hai profuso e continui a profondere tutte le tue energie e le tue cure per i fedeli a te affidati, affinché, consci della propria vocazione, crescano in speranza e carità, alla sequela di Cristo, Maestro divino, testimoniando, soprattutto con l’esempio, il suo Vangelo». «Ma anche a beneficio della comunità cattolica italiana – continua papa Francesco – ti sei adoperato con impegno come delegato per i seminari, membro della commissione Episcopale per il clero e la vita consacrata della Conferenza episcopale, eembro del Consiglio di gestione del comitato cattolico per la collaborazione culturale con le chiese ortodosse e le chiese ortodosse dell’oriente, vicepresidente della Conferenza episcopale e ora presidente della Conferenza episcopale umbra». Il Papa, riconoscendo al cardinale Bassetti anche i suoi «molti meriti», nel Concistoro del 22 febbraio 2014, l’ha eletto «nell’insigne collegio dei Cardinali», conferendogli il titolo presbiterale di Santa Cecilia, e nominandolo membro delle congregazioni per i vescovi e per il clero, e del Pontificio consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. La lettera si conclude con «l’Apostolica benedizione» da estendere all’intera comunità diocesana perugino-pievese e la citazione del canto del Magnificat.

Il messaggio di Bassetti Lo stesso cardinale Bassetti nella sua lettera ai presbiteri e ai fedeli dell’archidiocesi per invitare tutti in cattedrale il prossimo 29 giugno, conclude scrivendo: «il mio “magnificat” sarà più bello e più accetto a Dio, se saremo insieme a cantarlo». Per il porporato il suo 50° di sacerdozio è «un’occasione propizia di un prolungato esame di coscienza e di tanta gratitudine a Dio. Quando fui ordinato sacerdote – scrive –, il ruolo e l’identità del prete erano ancora ben definite e salde. Egli era l’uomo del sacro, il mediatore tra Dio e gli uomini, l’educatore di bambini e giovani, ma anche l’esperto con cui consigliarsi sulle vicende della vita quotidiana. Ciò che il parroco diceva su questioni pubbliche e private aveva una grande importanza per i fedeli. Poi agli inizi degli anni ’70 venne la crisi: le vocazioni diminuirono e i seminari si svuotarono. Ma non diminuirono soltanto le ordinazioni sacerdotali, bensì anche il numero dei battesimi, dei matrimoni, dei fedeli praticanti. Che fare? Compresi fino da allora che non c’era per noi sacerdoti il motivo di gettare la spugna. Anche nei momenti che potevano apparire più critici, ho sempre visto attorno a me tanti confratelli, anche di età avanzata, che continuavano ad irradiare una meravigliosa energia pastorale benché attorno a loro numerosi uomini e donne apparissero come ‘pecore senza pastore’. Oggi, nonostante tutto, possiamo constatare che diverse persone sono alla ricerca di Dio ed hanno fame della sua Parola. I veri preti sono ricercati ora come una volta e forse anche di più».

Sfide «Vado sempre più convincendomi – evidenzia il porporato – che molte di quelle che chiamiamo crisi non sono altro che sfide che il Signore ci pone dinanzi. Vedo una Chiesa, madre, sempre più in uscita, per comunicare in maniera nuova la perenne novità del Vangelo. Il Concilio Vaticano II ha indicato per tempo le modalità per poterlo fare e l’infaticabile papa Francesco non perde occasione per spronarci e incoraggiarci nel cammino».

Gratitudine «Sento l’animo pieno di gratitudine verso Dio e verso tutte le creature – prosegue il cardinale –, perché ‘la Chiesa è viva, è giovane, dinamica e vitale’, come ebbe a dire Benedetto XVI nel suo discorso di insediamento. Anch’io nei miei 50 anni di ministero, nonostante le mie fragilità e i miei limiti, ho potuto sperimentare tutto questo. Cerco di ripetere con fede quanto il vescovo ordinante ci disse 50 anni fa: ‘Innova, Domine, in visceribus eorum Spiritum sanctitatis’. Cerco perciò di guardare avanti con gioiosa speranza, perché la nostra speranza è fondata sulla sostanza del Vangelo e sulla croce e risurrezione di Gesù».

L’invito Il vescovo ausiliare e vicario generale mons. Paolo Giulietti, nell’esprimere parole di giubilo per l’imminente 50° di sacerdozio del cardinale Bassetti, formula anche lui l’invito a «tutti i sacerdoti, diaconi, seminaristi, religiosi e religiose, membri di gruppi, associazioni e movimenti laicali, insieme al popolo santo di Dio», a partecipare, mercoledì 29 giugno, nella cattedrale di San Lorenzo, alla concelebrazione eucaristica. Mons. Giulietti auspica che «si dia modo, soprattutto ai malati, alle famiglie e ai giovani di partecipare a tale solenne rito», invitando «le comunità contemplative (i monasteri di clausura, n.d.r.) ad unirsi alla preghiera in cattedrale, invocando da Dio grazia e benedizione sul nostro cardinale arcivescovo e sul suo ministero di pastore».

 

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