lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:56
20 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:02

I primi nodi dell’inchiesta su Umbria Mobilità: manager e segretaria già bussano al Riesame

Lucio Caporizzi e Lucilla Pittoni chiedono il dissequestro dei documenti. Ci sono anche atti classificati come 'riservati'. L'avvocato Francesco Falcinelli: «La dipendente è serena»

I primi nodi dell’inchiesta su Umbria Mobilità: manager e segretaria già bussano al Riesame
L'avvocato Francesco Falcinelli

di Enzo Beretta

L’inchiesta della procura di Perugia su Umbria Mobilità ha ingranato la marcia e prepara l’allungo. Tre informative della sezione criminalità organizzata della squadra mobile, depositate in via Fiorenzo di Lorenzo tra febbraio e marzo, hanno accelerato le indagini portando gli agenti nel Palazzo del Broletto ad acquisire documenti e file informatici sulla gestione del Tpl. Il magistrato titolare del fascicolo è alla ricerca di elementi per dimostrare la presunta truffa avvenuta ai danni dello Stato. Per questa ragione i primi di aprile ha inviato gli agenti della questura e i militari del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza a perquisire l’ufficio di Lucio Caporizzi, il presidente di Umbria Mobilità indagato per truffa aggravata e falso ideologico. Dall’ufficio regionale del Broletto in cui si trova la Direzione programmazione, innovazione e competitività dell’Umbria la polizia è uscita con raccoglitori, atti notarili, manoscritti e appunti su crediti e pratiche relative al trasporto su gomma. Insieme a nomi di banche e numeri di telefono. Molte carte riguardano Roma Tpl e Umbria Tpl Mobilità Spa. Al termine della perquisizione, durata un paio d’ore, sono stati portati via anche atti classificati come ‘riservati’.

L’Osservatorio Il pm – è spiegato nel decreto rilasciato a Caporizzi – riteneva che negli uffici di via Mario Angeloni ci fossero atti relativi alla predisposizione dei dati trasmessi all’Osservatorio nazionale sulle politiche del Tpl per ottenere contributi. Secondo l’ipotesi accusatoria, infatti, i dati da inviare all’Osservatorio nazionale sulle politiche del trasporto pubblico, che proprio in base a quei rapporti ha erogato i finanziamenti, sarebbero stati alterati.

Prossima fermata Riesame Contro il sequestro del 4 aprile ha intenzione di ricorrere l’avvocato Luca Gentili che ha già presentato istanza al Riesame. L’udienza, però, non è ancora stata fissata. Secondo il legale di Caporizzi il decreto di sequestro va annullato poiché viene ritenuto «illegittimo» e il materiale deve essere restituito al funzionario della Regione. Insieme a Caporizzi risulta indagata l’impiegata Lucilla Pittoni, segretaria di Busitalia Nord. Il suo difensore, l’avvocato Francesco Falcinelli, ha spiegato che la Pittoni «è serena e confida nell’operato della magistratura. Anche noi abbiamo fatto ricorso al Riesame affinché venga valutata la sussistenza dei presupposti normativi coi quali è avvenuto il sequestro nell’ufficio della mia cliente».

Il libro nero L’inchiesta umbra ha portato anche all’iscrizione nel libro nero dell’ex ad di Busitalia, Renato Mazzoncini (ora ad delle Ferrovie, la sua iscrizione sarebbe un atto dovuto, preludio ad una prossima uscita di scena, ndr), l’ex ad di Busitalia Enrico Grigliatti della direzione amministrazione, finanza e controllo delle Fs, e il manager Franco Viola.

Le difese Il presidente di Umbria Mobilità, Lucio Caporizzi, anche nella sua veste di presidente del consiglio di amministrazione guidato a partire dal dicembre 2012, ha ribadito «l’assoluta correttezza del suo operato». Secondo la difesa «si è trovato ad affrontare e gestire una situazione di gravissima crisi di liquidità di Um, ereditata dalle gestioni precedenti». Mazzoncini ha sottolineato «l’assoluta correttezza e trasparenza dei dati trasmessi dalle aziende del Gruppo», specificando altresì di «non aver mai ricoperto cariche operative o di rappresentanza in alcuna delle società operanti in Umbria», quindi «di non aver conseguentemente mai preso in alcun modo parte né direttamente né indirettamente a trasmissioni di dati all’Osservatorio nazionale». Infine Viola, ex ad di Umbria Mobilità: «Rimango a disposizione della magistratura per i necessari chiarimenti perché ho sempre rispettato le regole».

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