venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:52
28 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:27

I costruttori: «Tutti i limiti del Codice degli appalti. Per rilanciare il mercato serve politica industriale»

Durante il seminario dell'Ance a Confindustria sono state messe in luce le contraddizioni del provvedimento: per far ripartire l'economia ci vuole chiarezza e rispetto della concorrenza

I costruttori: «Tutti i limiti del Codice degli appalti. Per rilanciare il mercato serve politica industriale»
Il seminario dell'Ance a Confindustria

di En.Ber.

«Per far ripartire il mercato delle costruzioni, quindi l’economia e l’occupazione, ci vuole chiarezza e rispetto della concorrenza»: lo ha detto il presidente di Ance Umbria, Massimo Calzoni, nell’ambito di un seminario svolto nella sede di Confindustria durante il quale è stato illustrato il Nuovo codice degli appalti. Quest’ultimo, introdotto dal Consiglio dei ministri con l’obiettivo di rendere più efficiente e trasparente il mercato delle opere pubbliche – riferisce Confindustria Umbria – introduce «numerose novità in materia di qualificazione e aggiudicazione delle gare». L’iniziativa era rivolta alle imprese della filiera delle costruzioni interessate agli appalti. All’incontro ha partecipato anche Bruno Urbani dell’area legislazione opere pubbliche di Ance nazionale.

Limiti e contraddizioni Ance – è spiegato nella nota di Confindustria – ha espresso un giudizio positivo sull’impianto del nuovo Codice pur evidenziandone limiti e contraddizioni del provvedimento. E’ condivisibile – secondo l’Associazione dei costruttori – la scelta di cercare uno strumento per imprimere una svolta in termini di semplificazione, trasparenza e legalità ad un mercato che in questi anni ha evidenziato molte difficoltà. «Ma per raggiungere questo obiettivo – ha sottolineato Massimo Calzoni, presidente di Ance Umbria – è necessario uno sforzo in chiave di chiarezza e di rispetto della concorrenza che deve valere per tutti e deve essere reale. Bene, quindi, l’intenzione di ridurre le norme e anche apprezzabile il tentativo di introdurre una soft-regulation affidata all’Autorità nazionale anticorruzione. La domanda che si pone però – ha aggiunto Calzoni – è se per far ripartire il mercato delle costruzioni, scelta indispensabile per rilanciare l’economia e l’occupazione, non sia invece prioritaria una seria politica industriale per il settore, rispetto all’ennesima nuova normativa che rischia di determinare una lunga fase di stallo e confusione in un mercato già abbondantemente depresso».

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250