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giovedì 3 dicembre - Aggiornato alle 15:23

WineErasmus, torna il format della condivisione del vino tra regioni che sfida il Covid: le cantine umbre

Quinta edizione del progetto che punta allo scambio, alla relazione, alla capacità comunicativa e alle peculiarità dei territori, per abbracciare la sharing economy

WineErasmus, format del vino

di D.N.

Progetto nato dall’idea di tre appassionati di vino sulla piattaforma Instragram, Alessandro Cossa, sommelier e proprietario dell’Enoteca Al Pignolo in Friuli Venezia Giulia, Andrea Cappelli dalla Toscana ed Elena Di Vaia dall’Umbria, entrambi Blogger e sommelier, il WineErasmus si conferma un vero e proprio scambio di vino tra regioni. Un format che punta alla condivisione, alla relazione, alla capacità comunicativa e alle peculiarità dei territori con la loro storia e tradizione enologica con tutte le sfumature ampelografiche. E anche l’Umbria, con alcune cantine aderenti, ha la sua bella parte nel progetto.

Economia della condivisione Alla vigilia della sua quinta edizione, il WineErasmus abbraccia l’economia della condivisione o Economia P2P, termine coniato da Michel Bauwens nel 1958 e che vuole sottolineare un modello di transazione diretto fra due agenti economici. Un modello che crea, in questo momento storico, una rete e un collegamento, un modo di far girare l’economia del settore enologico ma anche della ristorazione: infatti in questa edizione, molti ristoratori e aziende vitivinicole hanno aderito mettendo in palio un Buono (spendibile nel 2021) riguardante aperitivi, pranzi, visite e degustazione. “Un onore per noi organizzatori – spiega Andrea – ricevere non solo la loro partecipazione al format ma anche qualcosa di proprio da regalare ai partecipanti, soprattutto in un periodo come questo, delicato e fatto di chiusure e paure, questi imprenditori sfidano il Covid-19 e si aprono all’ottimismo”.

Come partecipare Partecipare al WineErasmus non richiede nessun investimento economico: si cercano i partecipanti tramite le storie di Instragram che verranno successivamente sorteggiati a coppie. “Con 150 partecipanti, nell’arco di un mese o poco più, verranno spedite circa 450 bottiglie in Italia e all’Estero!” aggiunge Alessandro. Due le regole da seguire: il Budget fisso; una delle bottiglie dovrà sempre avere un costo inferiore a 10 €, poi la seconda tra i 10-20 € e la terza superiore ai 20 €. Descrivere ciò che si sta mandando, esplicando la scelta. Logica impattante per poter essere uno scambio didattico e formativo. “Inoltre, così come nelle altre edizioni, in questa edizione avremo a sostegno come partener principale, l’azienda VillaAcquaviva (Maremma Toscana) che crede nel progetto sin dalla sua nascita all’inizio del 2019. L’azienda in particolare, ha messo in palio circa 50 vini divise in WineBox che metteremo in palio durante il WineErasmus sotto forma di premi” racconta Elena.

Cantine umbre Sono diverse le aziende umbre aderenti al progetto, come Terre Margaritelli, Colsanto, Tenuta Baroni Campanino, Goretti, Moretti, così come da tutta l’Italia come la cantina del Vesuvio dalla Campania, ristoranti dalle Marche con il Casale del Chienti, la Trattoria di Campagna dalla Valle d’Aosta e la Galleria di Poggibonsi in Toscana, che colgono l’occasione per comunicare la loro presenza attiva sul territorio e smuovere anche il turismo quando finalmente si potrà tornare a viaggiare liberamente. Parola chiave insomma è Sharing Economy, dal momento che ogni partecipante condivide la sua esperienza, il suo vissuto, la sua preparazione. Nelle intenzioni degli organizzatori si vuole creare così una comunità di scambi e di condivisioni a distanza, accrescendo la cultura attraverso un mezzo digitale senza mai perdere l’aspetto sociale e umano.

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