domenica 24 maggio - Aggiornato alle 23:29

WineErasmus, il format digitale che porta il vino ‘on the road’ per uno scambio tra regioni e Paesi

Parlano i tre appassionati, sommelier e blogger, che hanno ideato il progetto su Instragram: «Rete comunicativa per mettere sul mercato realtà vitivinicole poco conosciute»

Wine Erasmus

di Dan. Nar.

Il WineErasmus è un vero e proprio scambio di vino tra regioni e Paesi; un format che punta alla condivisione, alla relazione, alla capacità comunicativa e alle peculiarità del territorio italiano con la sua storia e tradizione enologica. Alla sua ormai quarta edizione, il format digitale che fa viaggiare e conoscere il vino ritorna e fa numeri da record. Il progetto nasce dall’idea di tre appassionati di vino sulla piattaforma Instragram: Alessandro Cossa, sommelier e proprietario dell’Enoteca Al Pignolo in Friuli Venezia Giulia, Andrea Cappelli dalla Toscana ed Elena Di Vaia dall’Umbria, entrambi blogger e sommelier. Sono proprio loro tre a spiegarci in cosa consiste l’iniziativa.

Rete comunicativa «In un momento in cui ci è stato chiesto di rallentare, di guardare e non agire, credo che niente sia diventato più banale del “Tempo”. Oggi, un progetto nato per gioco, per la voglia bramosa di conoscere, condividere ma soprattutto scoprire, giunge alla sua quarta edizione» racconta Alessandro. Il fine infatti del WineErasmus è quello di creare una rete comunicativa e mettere sul mercato brand e realtà vitivinicole poco conosciute, soprattutto dopo il lockdown causato dal Covid-19. «In questa edizione si contano infatti partecipanti provenienti da tutta l’Italia e dall’estero pronti a spedire le bottiglie che siano più rappresentative della loro regione ma anche della loro personalità, della loro ricerca e scoperta» specifica invece Andrea.

Numeri La forza di questo format è proprio la dinamicità di gestione: si cercano i partecipanti tramite le storie di Instragram che verranno successivamente sorteggiati a coppie. «Numeri che vedono questa edizione toccare quota 104 partecipanti, 52 coppie, 20 regioni d’Italia, 3 paesi esteri ma soprattutto 312 bottiglie di vino pronte a girare la nostra bella penisola oggi dormiente» aggiunge Alessandro con una punta d’orgoglio.

Regole Due semplice regole da seguire: il budget fisso (una delle bottiglie dovrà sempre avere un costo inferiore a 10 €, poi la seconda tra i 10-20 € e la terza superiore ai 20 €) e descrivere ciò che si sta mandando, esplicando la scelta. Logica impattante per poter essere uno scambio didattico e formativo. «Ci vuole “Tempo” – afferma Alessandro – per scegliere le tre bottiglie da spedire, per confezionarle, per scrivere la lettera, trovare il “Tempo” per una videochiamata per raccontare il perché si riceveranno proprio quelle tre bottiglie, quei vitigni e che storia si cela dietro e sebbene in questo periodo sembra che di “Tempo” ne abbiamo tanto, non dimentichiamoci che è rimasto comunque il nostro bene più prezioso». Dal momento della formazione delle coppie, il WineErasmus è in piena autonomia. «Il resto delle regole concerne più l’aspetto valoriale: rispetto, autogestione ma soprattutto tanto entusiasmo e voglia di imparare, condividere e aprirsi alla relazionalità di una community tutta declinata al mondo vino» aggiunge Andrea.

Supporto di quattro aziende A conti fatti, questa quarta edizione sarà un vero e proprio record con almeno 312 bottiglie in giro per l’Italia. Inoltre la novità di questa edizione – fanno sapere gli ideatori – è il supporto di quattro aziende che hanno deciso di aderire e sostenere il progetto mettendo a disposizioni delle WineBox contenenti 3 vini che verranno regalate ai partecipanti sotto forma di premi. In particolare, dall’Umbria l’azienda Terre Margaritelli, dalla Toscana l’azienda Riecine e Villa Acquaviva e infine dal Friuli l’azienda Amandum. «Creare community – conclude Elena – significa realmente essere partecipi del processo di crescita colturale e culturale. Tramite un’altra persona proveniente dal web, è possibile scoprire un territorio con i suoi vini. Senza dimenticare il lato umano dell’esperimento: dal social alla socialità, alla relazione. Ciò che ci guida e ci spinge è la meraviglia della scoperta, quella che valica confini».

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