domenica 17 febbraio - Aggiornato alle 18:58

Vini e cantine umbre al top: il Rubesco Riserva Lungarotti è tra i migliori rossi d’Italia. C’è anche Falesco

Il Vigna Monticchio al terzo posto della Top 100 dei rossi italiani con la classifica di Gentleman che elabora i punteggi delle più autorevoli guide. Lo precede il Montiano di Cotarella

Chiara Lungarotti e il Rubesco Riserva

di Dan. Nar.

Vini umbri e cantine umbre al top dell’enologia nazionale. Un nuovo podio che parla tanto di Umbria. Il Montiano, vino storico di Falesco, la cantina umbra della Famiglia Cotarella è secondo. Anche se un Lazio Igp c’è un po’ della nostra regione qui dentro. Soddisfazioni però soprattutto per Torgiano e la famiglia Lungarotti. Per l’ottavo anno consecutivo, infatti, le principali guide italiane premiano il Rubesco Riserva di Lungarotti tra i primi 10 rossi d’Italia. E anche questa volta, in particolare, c’è un terzo posto per il Vigna Monticchio. Stiamo parlando della Top 100 dei rossi italiani secondo la rivista Gentleman.

Guide a confronto Il periodico di Class Editori ogni anno elabora i punteggi delle più autorevoli guide nazionali: Bibenda di Fis-Fondazione Italiana Sommelier, Guida Essenziale ai Vini d’Italia di Doctor Wine Daniele Cernilli, Vini d’Italia del Gambero Rosso, Vitae dell’Ais-Associazione Italiana Sommelier, I Vini di Veronelli e Luca Maroni. Un’operazione che uniforma le diverse scale di giudizio operate dalle varie guide. Nella speciale classifica, l’annata 2013 del vino di punta di Lungarotti – il Rubesco Vigna Monticchio (Torgiano Rosso Riserva Docg) è esportato in oltre 50 Paesi – è preceduto da altri due campioni dell’enologia del Centro Italia: come detto il Montiano 2016 (un Lazio Igp, ma dal cuore umbro visto che esce dalla cantina Falesco di Montecchio in provincia di Terni) e, al primo posto, il Sassicaia 2015 (Bolgheri Sassicaia Doc), da poco incoronato da Wine Spectator nella sua Top 100, classifica tra le più influenti del mercato enoico, come miglior vino al mondo del 2018: etichetta firmata dalla Tenuta San Guido della famiglia Incisa della Rocchetta. “Un riconoscimento che ci vede comprimari a fianco della vera protagonista: la piccola zona Doc di Torgiano che è specchio del carattere e del terroir umbro” ha commentato Chiara Lungarotti, ad dell’omonimo Gruppo.

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