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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 15:21

‘Venti Vino’, nell’enoteca piccola c’è il vino buono: a Borgo XX Giugno un modo nuovo di bere

Nel quartiere perugino inaugurata una bottega-vineria vicina al concetto di bar à vin parigino, tra conoscenza e consapevolezza. Spazio a vignaioli artigianali e grandi vini

Venti Vino, nuova enoteca in Borgo XX Giugno

di Danilo Nardoni

Venti Vino. Un modo nuovo di bere e gustare il vino. Venti come Borgo XX Giugno, l’approdo ideale della nuova enoteca sorta al Borgo Bello. Nome semplice, ma evocativo per mettere subito in risalto un numero importante che vuole legare il locale al quartiere che lo ospita. E alla sua storia, omaggiando così una data che celebra il coraggio della popolazione perugina durante l’insurrezione risorgimentale del 1859 e la liberazione dall’occupazione nazifascista del 1944. Venti Vino è infine ubicato al civico 20 della via, confermando ulteriormente il legame con questo numero. L’inaugurazione? Naturalmente si è tenuta lo scorso 20 giugno.

Vini e cantine selezionate Già i primi giorni di vita hanno subito messo in evidenza il carattere dell’enoteca. In primo piano selezione e mescita di etichette di vignaioli artigianali, grandi vini italiani e non solo, francesi soprattutto. Un’enoteca dove il vino è alla portata di tutti i palati, da quelli alle prime armi ai più navigati, con un vasto assortimento soprattutto di quelle cantine che stanno cambiando la carta d’identità dell’enologia italiana e umbra. Ma soprattutto solo vini e cantine che i tre gestori conoscono bene, dall’Umbria al resto d’Italia e non solo.

L’Umbria nel bicchiere Ogni settimana viene dedicata l’attenzione al vino quotidiano, con bottiglie destinate al consumo di tutti i giorni, quei vini che si bevono con disinvoltura ma dalla qualità indiscussa. «Perché prima di tutto il vino è un piacere che possiamo concederci senza troppe complicazioni, sia per la complessità che per la spesa» affermano i tre soci Sara, Giovanni e Fulvio. Venti Vino va poi alla scoperta dei produttori locali, perché l’Umbria nel bicchiere ha ormai un appeal del tutto nuovo: «Da qualche anno l’Umbria ha fatto spazio a quella che si può definire la ‘Nouvelle Vague’ della produzione vinicola locale, fatta di vignaioli grintosi, di grande appeal, dalle idee chiare e capaci di creare una nuova identità ai vini umbri». Così ecco che l’Umbria ha sempre il suo doveroso spazio a Venti Vino.

Spazio piccolo vino buono Rimanendo a parlare di spazi, quello interno della vineria non è enorme, ma come si dice… nell’enoteca piccola c’è il vino buono! Non manca l’esterno per farsi portare al tavolo anche i cicchetti gastronomici adatti alla degustazione che si sta facendo. Ma di poter prenotare un tavolino in esterna neanche se ne parla. Da Venti Vino, affermano con orgoglio, vige l’anarchia, con i tavoli che sono a disposizione di tutti senza prenotazione: «Del resto, perché imporsi degli spazi privandosi del piacere di nuove conoscenze da bancone?». Enoteca, e perché no anche il bel bancone, che si mostra come una provocazione calcolata soprattutto in tempi in cui le attività commerciali chiudono o non aprono e le nostre relazioni sociali sono ridotte ai minimi termini. Ma il periodo è anche il migliore per scommettere sul futuro, grazie ad un progetto che trasuda amore per il vino e per la convivialità da tutti i pori. Venti Vino diventa così un contenitore, una bottega vicina al concetto di bar à vin parigino, ricco di conoscenza e consapevolezza, in cui sia possibile tanto acquistare dallo scaffale per asporto vino, spiriti e food artigianale/naturale di alta qualità, ma anche consumare un bicchiere al bancone o al tavolo, accompagnandolo a salumi, formaggi, pani artigianali e cicchetti di impostazione veneta, terra di origine e ispirazione dei soci. Spazio anche alla birra artigianale di qualità.

Venti di cambiamento Venti Vino a Perugia punta quindi ad essere sinonimo di cultura del buon bere e del buon cibo; uno spazio nel quale trovare prodotti di alta qualità, ma anche un programma fitto di incontri, eventi e scambi con i protagonisti della produzione artigianale (locale, nazionale ed internazionale) favorendo il racconto della degustazione ma anche di tutto ciò che accade prima di versare nel bicchiere il “liquido odoroso”. Ma Venti, infine, lo si può leggere – secondo gli artefici del progetto – come fosse un luogo nuovo: «venti che portano un cambiamento, aria nuova in un panorama cittadino piuttosto statico per quanto concerne l’offerta commerciale legata al vino, una situazione in vivo contrasto col fermento agricolo avviato negli ultimi anni da molti acclamati e giovani vignaioli umbri». Venti Vino pertanto non è semplicemente un’enoteca, ma un concetto più largo, «che coinvolge le persone e le storie come fossero esse stesse articoli da proporre e servire; poter bere un vino, conoscere la storia di chi lo ha prodotto e della terra da cui proviene».

Enoteche e ripartenza A ben contare, quindi, sono molti più di “venti” i motivi per consigliare un passaggio nella nuova vineria. Anche perché sembra che si stia finalmente voltando pagina: c’è voglia infatti di tornare nei locali e bere ottimi vini, come emerge da uno studio condotto anche sulle enoteche italiane. Qualcuno sostiene infatti che gli italiani nella pandemia hanno ricominciato a bere meglio, acquistando vini di fascia medio-alta per consumarli a casa. A quanto pare, dopo le riaperture, la tendenza sembra confermata. Sono soprattutto i ristoranti e le degustazioni in enoteca ad andare bene, rispetto all’acquisto di bottiglie che in questo momento risente ancora delle vendite online.

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