Currently set to Index
Currently set to Follow
lunedì 12 aprile - Aggiornato alle 21:25

‘TripBurger’ da filiera umbra certificata: il nuovo progetto culinario dello chef Paolo Trippini

Su economia circolare e di vicinato si basa l’idea di cucina e di delivery del cuoco dell’omonimo ristorante di Civitella del Lago, per ripartire attraverso la cultura alimentare del territorio

Pulled Picc, il TripBurger dello chef Trippini

di Dan. Nar.

Tra i vari panini gourmet che, per il momento, potranno arrivare comodamente a casa, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Proviamo a segnalarne subito qualcuno: il Baccalà all’orvietana (pane all’uvetta, baccalà fritto, con salsa di pomodoro e maionese di pinoli); il Pulled Picc (pane ai cereali, piccione in salmì, con salsa di limone arrosto e verza fermentata); e non poteva mancare il Brado (pane di segale, hamburger di maiale brado umbro, pecorino, maionese al miele di bosco e tartufo). Un modo di sostenere un territorio e favorire la sua microeconomia attraverso il piacere del cibo. A quasi un anno di distanza dall’inizio della pandemia, quella che prima era una delle regioni italiane più virtuose nel contenimento della diffusione del virus Covid19, oggi risulta essere invece tra le più duramente colpite. Un momento storico decisamente negativo per l’Umbria, che vede un prorogarsi delle chiusure e delle limitazioni con dure conseguenze sul piano economico. Per ripartire quindi anche attraverso la cultura alimentare del territorio, arriva ora anche l’idea di cucina e di delivery dello chef Paolo Trippini che ha creato il nuovo progetto “TripBurger” con il claim: “Si scrive TripBurger, si legge Filiera Umbra!”. Obiettivo, far circolare il buono dell’Umbria.

Cultivar e razze rare Lo chef Trippini, da sempre sostiene e si fa portavoce del patrimonio agroalimentare della sua regione, dirottando su Civitella del Lago – piccolo borgo con uno dei panorami più belli del lago di Corbara – appassionati food lovers, stampa di settore e gourmet di tutta Italia vogliosi di scoprire ed assaggiare “la sua Umbria” e la cultura alimentare di un territorio. Una filosofia di cucina che punta al recupero e alla valorizzazione di antiche cultivar piuttosto che di razze autoctone rare o in via di estinzione – come il Porco Cinturello Orvietano, antenato della più blasonata Cinta Senese – che sostiene metodi tradizionali di produzione, di coltivazione e di trasformazione, messi in atto da piccoli produttori custodi di un vero e proprio patrimonio enogastronomico

Rete virtuosa di acquisto Primo ed unico chef umbro ad essere entrato a far parte della prestigiosa associazione degli Ambasciatori del Gusto Italiano e membro dei JRE ( Giovani Ristoratori d’Europa), Paolo Trippini ha da sempre sposato la causa del made in Umbria – uno dei suoi piatti iconici si chiama proprio “Bosco Umbro” e cambia veste di stagione in stagione come accade spontaneamente in natura – ma oggi la scelta ha un duplice significato. Se parlare di territorialità ha finora significato divulgare la cultura alimentare e le biodiversità dell’Umbria, oggi per Paolo Trippini, presidente dell’associazione UmbriamEating, kmZero significa soprattutto la reale necessità di creare una rete virtuosa di acquisto, per innescare un processo di ripresa economica, a beneficio del tessuto sociale e commerciale, ma anche dell’ambiente.

TripBurger Circolarità, economia di vicinato e sostenibilità sono alla base della filosofia dello chef, che ha messo a punto un’idea di delivery ed un nuovo menù dove il gusto, la tradizione e la cultura alimentare generano microeconomia locale e riducono l’impatto sull’ambiente. E’ nato così il progetto “TripBurger”. Dalle farine naturali, senza additivi e OGM, utilizzate per la realizzazione dei burger (sono quelle dell’azienda di Trevi Molino sul Clitunno), ai fornitori e partner coinvolti nella grafica, nel packaging e nella comunicazione (Grafiche Paciotti eccellenza e punto di riferimento nel packaging di alta gamma a livello nazionale, Now Social realtà di Comunicazione e Marketing Online per il settore Ho.Re.Ca/Agroalimentare, Legàmi Communication), tutto è rigorosamente proveniente dal territorio per dare un aiuto concreto alle attività aziendali e ai professionisti locali e tutti hanno dato un contribuito affinché questo progetto fosse da esempio per tanti altri.

I commenti sono chiusi.