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sabato 26 settembre - Aggiornato alle 03:31

Trasimeno, vini e territorio: Grechetto e Gamay per due nuove etichette della Cantina Duca della Corgna

Sono il nuovo Poggio La Macchia, con la varietà umbra per eccellenza proveniente da un singolo vigneto, e il Poggio Petroso che uscirà invece nel 2021

Poggio La Macchia, il nuovo vino della Cantina Duca della Corgna

Quando nascono nuove etichette si consolidano storie che raccontano un territorio. Importante appuntamento per il vino umbro quello andato in scena lunedì 7 settembre 2020 nei bellissimi giardini della Rocca del Leone, a Castiglione del Lago. Luogo non casuale, visto che il nuovo vino presentato rappresenta un nuovo vertice tra le etichette firmate Duca della Corgna, brand d’eccellenza della Cantina del Trasimeno. La varietà umbra per eccellenza è stata presentata in una super versione, proveniente da un singolo vigneto e maturata nelle classiche botti grandi. Svelato per l’occasione anche un vino rosso, che uscirà nel 2021, sempre da uve autoctone (Trasimeno Gamay). Così questa cantina, da sempre legata in maniera forte al suo territorio, riafferma il ruolo fondamentale dei vini della tradizione. Due nuovi progetti, da due varietà simbolo dell’Umbria e in particolare del Trasimeno, a riaffermare il legame inscindibile tra il vino e la sua terra.

Poggio La Macchia Il nuovo Poggio La Macchia è un vino bianco, anzi un Grechetto 100%, varietà che identifica la regione, frutto di un lungo percorso e di un singolo vigneto. Un “Cru”, come viene chiamato dagli enofili, capace di rappresentare al meglio un’uva così importante, legandola indissolubilmente al territorio d’origine. Un progetto speciale, dai numeri risicati, visto che la produzione della prima annata, la 2018, è di appena 3.500 bottiglie. Tutto comincia dalla vigna, insomma, piuttosto vecchia e interamente nel comune di Castiglione del Lago, tra i 350 e i 400 metri d’altezza. I terreni sono di origine sedimentaria, piuttosto sciolti, con presenza di sabbie gialle e calcare. Un volta raccolte, le uve vengono pressate in modo soffice; quindi il mosto viene vinificato in maniera classica e matura in botte grande, prima di sostare un anno in bottiglia. Il Poggio La Macchia 2018 ha colore brillante con riflessi verdognoli ed è capace di profumi complessi e articolati, ancora giovani, in parte dati dal frutto e in parte dall’affinamento in legno. Le note agrumate di cedro e quelle floreali di ginestra incrociano delicati cenni speziati e annunciano un sapore secco, strutturato ma dinamico, fresco e profondo, di bellissimo ventaglio aromatico. “Siamo felci di questo risultato – sottolineano il presidente della Cantina Massimo Sepiacci e l’enologo Lorenzo Landi – anche se è solo la prima vendemmia e con la seconda in corso”.

Poggio Petroso Oltre al Grechetto Poggio La Macchia, l’occasione è servita per testare l’evoluzione di una altro vino, stavolta rosso, che uscirà sul mercato il prossimo anno. Si chiama Poggio Petroso ed è un Trasimeno Gamay (varietà simile alla Grenache e al Cannonau). Anche questo deriva da un singolo vigneto di 25 anni, situato tra Paciano e Panicale, a 280 metri d’altezza, su un terreno argillo – limoso, con scheletro minuto. Le viti sono frutto di una selezione massale di Gamay del Trasimeno individuata e prelevata da vecchi vigneti della zona, ora non più esistenti.

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