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domenica 29 gennaio - Aggiornato alle 17:33

Torta di Torrone al Pampepato prodotta a Cremona ora disponibile anche a Terni

Tra i dolci di Natale c’è quello nato dallo sposalizio goloso tra le città dell’acciaio ‘Arvedi’. Forno Belli in via di certificazione Igp

di M.R.

L’idea è piaciuta e ha ingegnato i maestri pasticceri della Conca e della città del violino; lo ‘sposalizio’ è entrato a pieno titolo nel programma della Festa lombarda del torrone dello scorso novembre; il dolce ha fatto bella mostra di sé come frutto di una nuova collaborazione tra due capoluoghi di provincia piuttosto distanti e conquistato i palati di diverse autorità coinvolte da Confartigianato Terni perché l’esperimento ben riuscito sia solo l’inizio di un percorso di iniziative che culmini con la festa del Pampepato. Ora finalmente, la torta di Torrone tenero al Pampepato di Terni Igp è disponibile in alcune pasticcerie della città di San Valentino; in particolare, in questo periodo che precede le festività di Natale, è in vendita presso Evy, Pazzaglia, Marchetti e Paggi&Serangeli.

TERNI-CREMONA: TRADIZIONE, PASSIONE E IDENTITÀ DESTINATE A ‘FONDERSI’ 

LE VIDEOINTERVISTE ALLA FESTA DEL TORRONE

La torta bianconera Prodotto a Cremona, è un abbraccio tra due dolci tipici della tradizione natalizia italiana, ciascuno caratterizzante le propria città di appartenenza: l’uno ispirato a un monumento simbolo quale il Torrazzo, l’altro prodotto in tante varianti da ogni famiglia del Ternano è riconosciuto dall’Ue col marchio blu dell’Igp. Entrambi rientrano in slogan che contribuiscono a definire l’identità cittadina dell’una e dell’altra provincia oggi legate dall’attività di Arvedi che produce acciaio sia al centro che al nord Italia. Insomma i due dolci assieme stanno proprio bene. Provare per credere.

LE RECENTI CERTIFICAZIONI

Pampepato A Terni nel frattempo si susseguono le sfornate alla fragranza di cioccolato, frutta secca e tante altre energetiche golosità, in casa in famiglia, nei laboratori professionali e nelle foto postate sui social. Quella al Pampepato più buono si sa è una sfida; anzi per la verità, come sempre sul territorio c’è più di un concorso per amatori. Quanto ai clienti, pare che l’attenzione al marchio Igp sia crescente: la prova che non sono stati vani gli sforzi di produttori e enti che hanno accompagnato il percorso europeo. In via di certificazione proprio in questi giorni anche il forno Belli, famoso per esportare il Pampepato all’estero, anche in piena estate.

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