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martedì 28 settembre - Aggiornato alle 16:40

Terni, sei mesi di lavori e l’ex filiale Mps diventa un ristorante: ecco Trattoria umbra

La scommessa di Massimiliano e Raffaella dopo dieci anni da ‘Carlino’, l’apertura nel nome di ‘Ciccio’ e il ‘segno’ arrivato l’11 giugno

di Marta Rosati

Hanno aperto solo lo scorso 8 giugno, ma non hanno avuto bisogno di pubblicità, hanno avuto il tempo di farsela in dieci anni di gestione dello storico ristorante Carlino ormai chiuso dallo scorso dicembre, in attesa magari di un nuovo staff di sala e cucina. Loro intanto si sono spostati di poche decine di metri e hanno trasformato una vecchia filiale della banca Monte dei paschi di Siena in ‘Trattoria umbra’. Sono Massimiliano e Raffaella; lei insegnante, lui cresciuto nei ristoranti di famiglia; ricorda quello a Montalto di Castro a fine anni ’70 e quello a Lugnano in Teverina. Dalla loro relazione, che prosegue ormai da 26 anni tra fidanzamento e matrimonio è nata Ginevra, che ha dieci anni e non si risparmia quando c’è da aiutare mamma e papà: paghetta e mancia fanno comodo.

Trattoria umbra Dall’apertura del nuovo locale a Borgo Bovio, si viaggia su una media di 100 coperti al giorno tra pranzo e cena. Con la trasformazione dei locali in un ristorante ecco svelato anche un ampio cortile luminoso dove non mancano gli omaggi floreali di amici e clienti affezionati. A brillare sull’angolo c’è il gelsomino che la mamma di Francesco detto ‘Ciccio’, amico fraterno della coppia, ha regalato loro ‘per conto di suo figlio’ nel giorno dell’inaugurazione. Ciccio lo scorso anno ebbe un malore e da allora verte in uno stato vegetativo: «Era l’8 giugno del 2020, non dimenticherò mai quella data – dice commosso Massimiliano -, Ciccio era un punto fisso, l’amico di tutti, spesso mio ospite a pranzo, molte volte veniva a cena, facevamo insieme un aperitivo a settimana lontano dagli impegni lavorativi e manca tanto. Mi sono imposto di aprire questo posto l’8 giugno. ‘È martedì’ mi dicevano, ma non mi importa, sfido la scaramanzia. Ci siamo ritrovati per tre giorni a cucinare su piastre e fornelli da campeggio perché non era stato completatto l’allaccio del gas, avvenuto solo l’11 giugno, giorno del compleanno di Ciccio guarda caso». Lo dice e passa un brivido.

Terni Nuovi locali, nuovi arredi, spazi luminosi ma l’amore per la cucina tipica umbra, ora lo dice pure l’insegna, resta; come pure nel menù restano prezzi popolari. La scommessa è fare casomai più e meglio dei tempi di Carlino, quando la media era di 35 mila coperti l’anno. Nello storico ristorante di via Piemonte, a pochi passi da Trattoria umbra, pagando l’affitto delle mura, Massimiliano e Raffaella se la sono cavata con asporto e consegne a domicilio anche nel momento più buio della pandemia ma se sono riusciti a compiere ‘il salto’ con un importante investimento lo devono alla sinergia che il loro staff riesce a creare: le sorelle Barbara e Susanna in cucina, quando serve sotto la supervisione di Annarita, mamma di Massimiliano: «I sapori sono i suoi» sottolinea più volte il titolare dell’attività. E poi c’è Daniele che eccelle al reparto brace e nella pasta fatta a mano, accanto a Lucilla, aiuto cuoche «che dotata di santa pazienza, subisce sovente minacce e parolacce di Daniele» sottolinea Raffaella. Nient’altro che siparietti divertenti, scene domestiche verrebbe da dire perché Trattoria umbria per come è nata è già una famiglia allargata di lunga data; a completare il quadro ci sono Fabio e Sofia, i perni della sala e il factotum Luigi Stecca, papà di Raffaella. Il claim di Massimiliano per la gestione del ristorante è: «Qualità, lavorata con cura e amore, a prezzi accessibili». Trattoria umbra, tanto per dare dei numeri, frigge 100 supplì e altrettanti fiori di zucca al giorno. Aperti tutti i giorni a pranzo e cena, riposano per ora di lunedì fino alla prima settimana di luglio, poi si concederanno la domenica come giorno di chiusura.

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