venerdì 21 settembre - Aggiornato alle 02:48

Sulla pizza che fa infuriare i napoletani Cracco mette olio dop umbro

Rivolta dei cultori della Margherita classica contro lo chef milanese: «Facciamogli causa». Ma Sorbillo lo difende: «A me è piaciuta»

La pizza Margherita rivisitata da Cracco (foto da Twitter Avv. Ermetico)

Farina integrale Petra 9, mozzarella di bufala Orobianco, pomodoro siciliano, olio evo dell’Umbria e origano. Sono questi gli ingredienti della pizza Margherita rivisitata da Carlo Cracco, che sta facendo infuriare i napoletani.

La pizza fa discutere Il piatto viene proposto nel menù del ristorante da ‘Cracco’ recentemente aperto nella Galleria Vittorio Emanuele a Milano nell’angolo bar-bistrot. L’aspetto ricorda solo vagamente la ben più nota versione classica della pizza Margherita. Inutile dire che contro lo chef noto per i suoi programmi tv si sono scagliati tanti puristi: «Ogni volta che Cracco sforna una pizza così, un Napoletano si suicida!», scrive su Twitter Avv. Ermetico. Lucrezia gli risponde: «Lo chiedo a te che sei avvocato: ma i Napoletani, come città di Napoli o collettivamente con una class action, non hanno ancora fatto causa a Cracco per questo scempio? Da Milanese mi fa orrore già solo la foto!». E Andrea: «Vi prego,almeno la pizza ….salviamo la cucina tradizionale da sti Masterchef aristocratici».

Sorbillo la difende In difesa di Cracco si è schierato, però, Gino Sorbillo, uno dei più grandi cultori della pizza napoletana. «Non è Pizza Napoletana – scrive su Facebook – e non viene venduta e presentata come tale, è la sua Pizza e basta. Noi partenopei dovremmo scandalizzarci di più quando troviamo in giro pizze che fraudolentemente vengono vendute e pubblicizzate come pizze della nostra tradizione addirittura con l’aggiunta di riconoscimenti Stg, Dop, Doc e roba del genere. Benvenuta Pizza Italiana di Carlo. Buona Pizza a tutti».

 

Una replica a “Sulla pizza che fa infuriare i napoletani Cracco mette olio dop umbro”

  1. Mario Papaleo ha detto:

    Orrore chiamarla pizza. E’ una pastocchia che gli indi del gruppo etnico dei Quechua, dell’altipiano andino del Perù, fanno molto meglio. Però, sono coscienti, non hanno la pretesa di chiamarla pizza.

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