martedì 25 giugno - Aggiornato alle 00:06

Mastro birraio crea una etichetta che fa infuriare gli induisti: «Offende i devoti, toglietela»

Vincenzo Barilà si è formato al Centro di eccellenza di Perugia. Nell’etichetta della Baffo’s Ganesh ritrae la divinità hindu con in mano un boccale

Il logo della Baffo's Ganesh Ipa

di Iv. Por.

La birra artigianale Baffo’s Ganesh è ideale se gustata «abbinandola a formaggi di media stagionatura meglio di latte di mucca». Ma non è l’accostamento all’animale sacro ad aver fatto infuriare le massime autorità induiste, quanto piuttosto il logo. Nell’occhio del ciclone è finito Vincenzo Barilà, studente calabrese che si è formato al Centro di eccellenza e ricerca sulla birra (Cerb) dell’Università di Perugia.

Birra stile indiano Ganesh – si legge sul sito ufficiale – è una birra ambrata e doppio malto in stile English Ipa (Indian Pale Ale), luppolata e moderatamente forte ma ben attenuata con un finale secco, presenta un aroma e un gusto di luppolo. Il nome Indian Pale Ale è dovuto al fatto che queste birre erano Pale Ale inglesi prodotte per essere importate in India alla fine del ‘700 (primi ‘800). «I nostri ricercatori – viene spiegato – hanno cercato di creare una birra che rispettasse le tradizioni ma apportando alcune piccole innovazioni si è creato un prodotto unico».

Il logo della discordia Ma è stata proprio la volontà di dare un tocco esotico alla birra che ha fatto scivolare i suoi creatori. Il logo ritratto sull’etichetta ritrae, infatti, Ganesh (o Ganesha), una delle rappresentazioni di Dio più conosciute e venerate, ritratto con una testa di elefante e quattro braccia. Nelll’immagine stilizzata, Ganesh tiene in mano: un boccale di birra, una bottiglia, grano e luppolo.

Induisti infuriati Il presidente della Società universale dell’Induismo, Rajan Zed,  in una nota ha parlato di «uso inappropriato di divinità, concetti e simboli Hindu per fini commerciali o di altro tipo» dichiarandolo inaccettabile in quanto «offende i devoti». L’uso di Ganesh viene definito «molto irrispettoso» e la richiesta è di rimuovere immediatamente l’immagine.

Da Perugia alla Calabria La birra è nata in seno al Birrificio Baffo di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, progetto nato nel 2015 «dalla passione per la birra di qualità dell’imprenditore titolare della società Vincenzo Barilà che è anche il mastro birraio», spiega il sito ufficiale. «Il mastro birraio del Birrificio Baffo è stato uno studente del Cerb dell’Università di Perugia – si legge ancora -. Polo scientifico numero uno in Italia e all’avanguardia in Europa. Questo tempo è servito al nostro mastro birraio a studiare e perfezionare le ricette. Ricette che risultano uniche grazie alla metodologia scientifica e al processo produttivo del Birrificio Baffo. Dopo aver partecipato ai corsi ed aver ottenuto la qualifica di birraio, il nostro Vincenzo Barilà ha deciso di avvalersi della collaborazione stesso Cerb per affinare e mettere a punto le ricette».

 

Una replica a “Mastro birraio crea una etichetta che fa infuriare gli induisti: «Offende i devoti, toglietela»”

  1. sergio ha detto:

    Direi che la protesta della comunità induista sia più che condivisibile;quale effetto farebbe ad un cattolico San Francesco che si beve una birretta ?
    Spero che sensibilità e buon senso prevalgano e l’etichetta sia sostituita.

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