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domenica 19 settembre - Aggiornato alle 13:52

Spoleto, la Cantina Ninni è la migliore del Centro Italia per la Guida WineMag. Tra i Top 100 vini italiani

Gianluca Piernera, ex elettricista, è uno di quelli che ha ‘riacceso la luce’ su uno dei vitigni italiani di maggior prospettiva: il Trebbiano Spoletino

I vini della cantina Ninni

di D.N.

«Un vino fatto con l’uva vera, dedicato alla mia famiglia». Gianluca Piernera, ex elettricista, è l’uomo che ha acceso la luce su uno dei vitigni italiani di maggior prospettiva: il Trebbiano Spoletino. La sua Cantina Ninni Spoleto, realtà relativamente giovane – il primo vino è frutto della vendemmia 2012 – è riuscita in pochi anni in un vero e proprio miracolo: portare la Doc Spoleto sotto l’egida del Consorzio di Tutela Vini Montefalco, incrementando il valore delle uve e consacrando il Trebbiano Spoletino quale alter ego di uno dei vini rossi italiani più longevi: il Sagrantino.

Gianluca Piernera della cantina Ninni di Spoleto

Rilancio del Trebbiano spoletino Una contrattazione delicata quella che ha visto coinvolti i produttori di Spoleto con i vicini di casa di Montefalco, tra i quali il vignaiolo di frazione Terraia ha giocato un ruolo simbolico e decisivo. Del resto, Gianluca Piernera si è ritagliato uno spazio da leader ben prima di fare il suo ingresso nelle stanze della “politica del vino”. È diventato in pochi anni un riferimento nella produzione del Trebbiano Spoletino, grazie all’esperienza nelle pratiche agronomiche maturata dall’amico Marco Casolanetti di Oasi degli Angeli. È stato proprio il padre di un’icona del vino italiano come Kurni a dare a Piernera lo slancio definitivo per cambiare vita, investendo tutto sulla viticoltura.

Vino naturale Oggi la produzione della cantina Ninni – che comprende anche due vini rossi da uve Montepulciano, Sangiovese, Merlot, Barbera e Aleatico e due ancestrali – si inserisce nei canoni del cosiddetto “vino naturale”, ma con grande coscienza e precisione enologica, anche grazie ai consigli di un consulente esterno all’azienda. Le vigne, alcune delle quali a piede franco, con età media di 80 anni, vengono gestite senza prodotti sistemici. In cantina, il vino prosegue il suo percorso verso il calice con il minimo intervento possibile, imbottigliato senza essere filtrato. In ogni etichetta la mano invisibile di Piernera, capace di rendere omaggio di volta in volta al terroir di Spoleto, a un vitigno o a un uvaggio. In una parola, alla natura.

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