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lunedì 4 luglio - Aggiornato alle 17:40
@Marta Rosati

Slow food Valnerina al via con una cena, nuova base operativa tra Arrone e Ferentillo

Banchetto il 27 giugno all’Osteria del Trap per sostenere l’iniziativa: menu a 30 euro dal maiale nero al Pampepato

Tutto pronto per la nuova Condotta Slow food della Valnerina. Tra Arrone e Ferentillo la nuova base operativa dell’associazione internazionale di eco-gastronomia che da oltre 30 anni si occupa di cibo, ambiente e produzione agro-alimentare: il 27 giugno in programma una cena per sostenere le attività di promozione del territorio. Obiettivo abbracciare tutta la valle in un’unica visione progettuale.

Valnerina ternana «Il concetto di rete è quello che ci guida – dichiara la futura responsabile Gina Vannucci – dobbiamo impegnarci a collaborare tra Comuni e tra aziende e anche tra cittadini, superando ogni campanilismo». La presenza di una Condotta Slow Food consentirà a tutto il territorio, da Sellano a Norcia alla cosiddetta Valnerina Ternana, di lavorare insieme e progettare la valorizzazione di prodotti, luoghi, aziende ed eccellenze. «Quello che ci interessa di più – afferma Monica Petronio, presidente regionale Slow Food Umbria – è un approccio antropologico, prima che turistico: il territorio in primo luogo va conosciuto e interpretato dalle comunità che ci vivono. Insieme si analizza la situazione produttiva, le tradizioni a tavola e sui campi, si decide cosa valorizzare e come farlo. L’economia, anche quella turistica, si riattiva quando il legame con il territorio è forte e quando le scelte sono condivise». E davvero la Valnerina non manca di nulla: eccellenze produttive, aziende innovative, prodotti salvati dall’estinzione, i famosi Presìdi Slow Food: già sono registrati la Ricotta Salata e il Grano Saraceno della Valnerina per proseguire poi con le numerose specie animali e vegetali iscritte al registro regionale della Biodiversità.

Slow food Partendo dal Melangolo di Ferentillo, arancio amaro, prodotto di riferimento in tema di Biodiversità, che grazie agli studi del Cnr di Perugia e del PT3A Parco Tecnologico Agroalimentare dell’Umbria ha ripreso luce, fino a proseguire alla più recente iscrizione del Fagiolo di Rosciano (Arrone) si traccia una strada non solo di salvaguardia e tutela di un prodotto ma anche anche del suo territorio, la Valnerina, a cui il nuovo progetto Slow Food si ispira. Spazio anche alla produzione di birre artigianali come la Birra alla Melangola, inserita nella guida delle birre d’Italia di Slow Food anche nel 2022 e tante altre prodotti dai grani antichi locali. Grande è l’attenzione anche per quanto riguarda la produzione olivicola e il turismo dell’Olio, a partire da un olio extravergine di oliva di eccellenza, espressione di un territorio con un’antica storia da raccontare, sulla quale si inseriscono tanti progetti innovativi, come quello dell’Istituto nazionale delle ricerche turistiche (ISNART)
con Unioncamere nazionale, promosso dalla Camera di Commercio regionale. Segnali interessanti inoltre giungono dal ricambio generazionale nelle aziende storiche e dalla nascita di nuove aziende attive nel settore agricolo e in quello della ricettività, nuove realtà economiche che conciliano innovazione e tradizione». Sono aperte le prenotazioni.

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