mercoledì 30 settembre - Aggiornato alle 06:50

Ristorazione e coronavirus, imprenditori umbri fanno fronte comune e lanciano l’allarme fallimento

In piena emergenza sanitaria ed economica gli operatori dell’horeca (300 già le adesioni) avanzano una serie di richieste e misure a sostegno del settore

© Fabrizio Troccoli

In Umbria nasce e prende forma quasi spontaneamente e spinto dall’attuale emergenza economica un’associazione di imprenditori locali appartenenti al settore Horeca, relativo alla somministrazione e ristorazione per tutelare la categoria. Dopo il fermo dovuto al lockdown a fare da detonatore della rabbia e dell’allarme è stato il decreto “Cura Italia” emanato dal Governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Una manovra che, secondo gli imprenditori, «è assolutamente inadeguata per l’insufficienza delle misure previste: il decreto, infatti, non riconosce né tutela il settore della somministrazione». Per far fronte a questo tsunami economico è pertanto partita la proposta di costituire un’associazione di imprenditori del settore Horeca (ristoranti, bar, pizzerie, pub, pasticcerie e tutto il mondo della somministrazione umbra): a oggi hanno aderito circa 300 imprenditori, in rappresentanza di settore. Ma l’associazione resta aperta a tutti i soggetti interessati.

Scenario apocalittico «Le PMI rappresentano un settore cruciale del tessuto socio-economico dell’Umbria e annoverano un’enorme quantità di addetti – spigano i rappresentati dell’associazione -, generando un fatturato importante e dando lavoro a persone che oggi rischiano di non avere più un’occupazione. Come parte cruciale del tessuto socio-economico umbro, i piccoli imprenditori richiedono oggi maggiori tutele: una battuta d’arresto del settore rappresenterà un ulteriore colpo all’economia regionale, in crisi attestata ormai da anni. Oggi è inutile girarci intorno: di fronte al Coronavirus e alla risposta dello Stato si preannunziano fallimenti, licenziamenti e famiglie sul lastrico. Uno scenario apocalittico».

Richieste A breve l’associazione formalizzerà una serie di richieste che vanno dall’azzeramento di qualsiasi imposta regionale locale per un periodo definito alla possibilità di riaprire le attività disponendo di liquidità, grazie a un sostegno nell’accesso ai prestiti fino alla sospensione o all’annullamento dei canoni per le utenze relative al periodo di inattività; senza tralasciare il riconoscimento di un indennizzo o altra garanzia per gli amministratori. Seguirà a breve – fanno sapere inoltre – un documento dettagliato delle richieste stilate dall’associazione. A oggi il coordinamento della rappresentanza è in costante contatto con rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali «per monitorare la situazione nella speranza che le prossime evoluzioni portino l’attenzione dovuta al settore, comprendendo le reali necessità e le relative azioni in sostegno di un comparto che è linfa vitale nel tessuto socio-economico del paese e che non può essere vittima dopo il virus anche delle scelte del proprio governo».

Promotori Gianni Segoloni (IL BISTROT. di PERUGIA), Luca Pellegrini (LASSA Gì di ELLERA), Luca Gatti (RISTORANTE DEL GOLF PERUGIA), Fabrizio Marcaccioli (BAR PASTICCERIA ETRUSCA PERUGIA), Simone Ragni (REGINA PERUGIA), Giobi Zangara (LA SERRA PERUGIA), Cristiano Minelli (IL POLLASTRO PERUGIA), Samuele Ciccioli (GUS BOTTEGA ALIMENTARE DI FOLIGNO, referente consorzio commercianti horeca di Foligno).

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